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title: Il terzo incomodo alle presidenziali Usa 
description: Robert F. Kennedy Jr. ha deciso di candidarsi alle presidenziali del 2024 e potrebbe ribaltare il duello tra Trump e Biden.
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date: 2024-06-04
author: Francesco Subiaco
url: https://laragione.eu/esteri/il-terzo-incomodo-alle-presidenziali-usa/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, politica, usa]
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# Il terzo incomodo alle presidenziali Usa 

![Robert F. Kennedy Jr si candida alle elezioni USA 2024](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/06/Robert-F.-Kennedy-Jr-si-candida-alle-elezioni-USA-2024.jpg)

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2024-05-30 10:41:12

2024-05-30 08:41:12

Parla l’avvocato penalista Jack Meyerson, già al dipartimento di Giustizia nella sezione integrità morale: “Questo processo è di vitale importanza per il popolo e la giustizia Usa”

La CNN non aveva usato mezzi termini fin dalla vigilia del ritiro in camera di consiglio dei 12 giurati chiamati a decidere sulla colpevolezza o meno nel primo dei processi “storici” a carico di Donald Trump. Storici perché non si tratta più solo di questioni fiscali, ma di codice penale. E perché la sentenza arriva a 5 mesi dalle elezioni presidenziali americane. La tv statunitense parlava di “drammatico atto finale“. Concorda Jack Meyerson, avvocato dello studio Meyerson & Miller, esperto di diritto penale sia come legale difensore che come pubblico ministero. Avendo lavorato presso la sezione Integrità morale del dipartimento di Giustizia, la stessa dove ora si svolgono due dei processi penali a carico del tycoon, ora in capo al procuratore Jack Smith, Meyerson spiega: «Questo processo è di vitale importanza per il popolo americano e per la giustizia americana. Sarà frutto della decisione di 12 normali cittadini (della giuria popolare, NdR) riguardo l’onestà e la moralità dell’uomo che punta a tornare ad essere Presidente degli Stati Uniti, nonché il più potente tra i leader mondiali».

«Le accuse specifiche, che apparentemente riguardano documenti e pagamenti di scarsa entità in realtà sollevano interrogativi fondamentali» prosegue Meyerson, in riferimento ai 130mila dollari pagati tramite l’ex legale di Trump, Micheal Cohen, per il silenzio sulla relazione con la pornostar Stormy Daniels. Per Meyerson il problema è la credibilità di Trump e degli Usa: «Una democrazia non può funzionare e prosperare senza l’impegno dei proprie leader nei confronti della verità e dell’integrità morale». Ma che conseguenze avrebbe una condanna di Trump? «Penso – e allo stesso tempo temo – che una sentenza di condanna sarebbe importante per gli elettori. Non posso credere infatti, che la nostra società sia diventata così cinica nei confronti di un eventuale pronunciamento negativo. Penso anche che sancirebbe che Trump è un individuo disonesto, senza ombra di dubbio». Il verdetto sarà certamente frutto di un’aspra battaglia giudiziaria: Meyerson ricorda che sebbene Trump non abbia portato testimoni in aula, «ha pubblicamente affermato di non aver mai avuto una liason con Stormy Daniels». I pagamenti, quindi, sarebbero stati un rimborso al suo ex legale personale Cohen, che però poi è diventato il principale testimone dell’accusa nei suoi confronti.

In ogni caso il processo avrà effetti pesanti sulla campagna elettorale, già segnata dallo strascico della crisi economica, da alcune gaffes di Joe Biden e dalla guerra a Gaza, con le proteste universitarie pro Palestina che hanno inciso negativamente sul già scarso consenso nei confronti dell’attuale Presidente. «Se Trump fosse assolto, rimarrebbe una triste riflessione sul sistema della giustizia penale e sulla nostra società – conclude l’avvocato – Rifletterà il fatto che il popolo americano è diventato insensibile alla verità o che la ignorerà in base a propri preconcetti, a dispetto del fatto che sono note le molte dichiarazioni di Trump che si sono rivelate semplicemente delle mere bugie».

di Eleonora Lorusso

Processo Trump, l’America si gioca la credibilità 

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2024-05-30 13:09:40

2024-05-30 11:09:40

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16911

2024-06-01 16:19:07

2024-06-01 14:19:07

Carte da poker e guerra: un binomio che si adatta a quest'epoca di tensioni e scontri con la Russia di Vladimir Putin

C’è una frase di James Bond che ben si adatta a quest’epoca di tensioni e scontri con la Russia di Vladimir Putin: «A poker non giochi con le carte che hai in mano, ma con la persona che hai di fronte». Carte e psicologia.

Quando i russi – ieri lo ha fatto Dmitry Medvedev – insistono nel dire che è un «errore pensare che Mosca non userà il nucleare tattico» se le armi Nato colpiranno in territorio russo, probabilmente si tratta di un bluff. Ma sui bluff, pure su quelli più svelabili, non si è mai sicuri sino in fondo di come finiranno.

Ecco allora che assume un peso determinante l’incontro di ieri a Singapore fra i ministri della Difesa di Stati Uniti e Cina, Lloyd Austin e Dong Jun – il primo dal 2022 – definito pratico e costruttivo da entrambe le parti. Certo, la Cina ha ribadito che non ha mai dato armi ai russi e che gli Usa su Taiwan stanno sbagliando tutto.

Quell’incontro però, oltre al gioco dei ruoli, ci racconta – sottotraccia – una cosa importante: Pechino è contraria a che Mosca usi il nucleare nella sua guerra.

di Massimiliano Lenzi

Poker e guerra

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2024-06-01 16:20:16

2024-06-01 14:20:16

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48966

2024-05-31 14:30:00

2024-05-31 12:30:00

La Germania, sulla stessa scia degli Stati Uniti, autorizza l’Ucraina a usare “le armi tedesche consegnate” nel colpire anche obiettivi russi nella zona al confine con l’Ucraina

La Germania, sulla stessa scia degli Stati Uniti, autorizza l’Ucraina a usare “le armi consegnate” (anche quelle tedesche quindi) nel colpire anche obiettivi russi nella zona immediatamente al confine con l'Ucraina per difendersi “nel rispetto del diritto internazionale”. A dirlo in una nota è Steffen Hebestreit, il portavoce del cancelliere Olaf Scholz, che aggiunge: “È sempre stato chiaro che noi, nel mettere a disposizione le armi all'Ucraina, non diventiamo parte del conflitto”.

“Le ucraine e gli ucraini combattono per il loro paese e le loro libertà - si legge nella nota della cancelleria - Molti paesi del mondo li sostengono in questo, politicamente, economicamente, con aiuti militari e armi. L'obiettivo è liberare il territorio ucraino e abbiamo concordato con l'Ucraina che le armi che forniamo saranno utilizzate in conformità al diritto internazionale”.

“Insieme ai nostri alleati più stretti e in stretto dialogo con il governo ucraino, stiamo adattando continuamente il nostro sostegno allo sviluppo della guerra”, le parole scritte nella nota, a cui segue: “Nelle ultime settimane la Russia ha preparato, coordinato ed eseguito attacchi da posizioni nell'area di Kharkiv, in particolare dalla regione di frontiera direttamente confinante con la Russia. Insieme, siamo convinti che l'Ucraina abbia il diritto, secondo il diritto internazionale, di difendersi da questi attacchi. E per questo può anche utilizzare le armi fornite in conformità con i suoi obblighi legali internazionali, comprese quelle fornite da noi", conclude la nota.

La decisione arriva a seguito di consultazioni con Usa, Francia e Gran Bretagna.

L’Unione Europea e la Nato si dicono sostanzialmente d’accordo riguardo l’utilizzo delle armi fornite dall’Occidente per eventuali attacchi dell'Ucraina contro obiettivi oltre confine.

Di parere opposto è invece l’Italia poiché entra in conflitto con le limitazioni imposte dalla nostra Costituzione.

di Mario Catania

La Germania (come gli Usa) autorizza l’Ucraina a usare le armi contro gli obiettivi russi

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2024-05-31 17:30:23

2024-05-31 15:30:23

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