---
title: "%%title%% %%page%% %%sep%%"
description: "Lo avevamo già scritto: la guerra tra Russia e Ucraina si combatte soprattutto in rete. Tra social e siti copia, la \"verità russa\" si propaga"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-1.jpg
date: 2022-10-03
author: Stefano Musu
url: https://laragione.eu/esteri/il-web-e-la-guerra-russia/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, guerra, russia, Ucraina]
---

# Il web, il campo di battaglia della guerra russa

![Social e siti copia il campo di battaglia della guerra russa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-1.jpg)

Lo avevamo già scritto: la guerra tra Russia e Ucraina si combatte soprattutto in rete. Tra social e siti copia, la "verità russa" si propaga a macchia d'olio. Ma qualcosa si può fare.

Sin **dai primi giorni dell’aggressione della Russia di Putin all’Ucraina**, su queste colonne avevamo sottolineato come **la guerra si stava combattendo pure in ambito informatico** con armate di *hacker* schierate da entrambe le parti. Non sono mancati, in questi nove mesi di ostilità, momenti di grave tensione nella Grande Rete, con invasioni di campo che hanno esondato i confini geografici dei duellanti e interessato molti attori indiretti – non per ultimi alcuni siti istituzionali italiani.

Negli ultimi giorni **Meta**, la società di Facebook, **ha annunciato di aver bandito dalla piattaforma 1.600 utenti falsi che diffondevano *fake news* **grazie a un elaborato sistema che riproduceva 60 fra i maggiori siti di informazione britannici, tedeschi, italiani, francesi e ucraini **al fine di propagandare la “verità russa”** riguardo guerra, sanzioni e crisi energetica.

Che la guerra si combatta anche grazie alle armi della disinformazione di massa, attraverso la sapiente opera di inquinamento della realtà, è cosa risaputa, ma attraverso l’interconnessione continuativa il fenomeno arriva a coinvolgere la stragrande maggioranza di utenti nelle varie piattaforme che accompagnano la quotidianità. **In particolare, i *social network*** – immaterialmente abitati da miliardi di utenti che si nutrono di *post* e rilanci – **sono una delle vie più rapide ed efficaci per diffondere notizie false grazie a fitte trame di condivisione compulsiva**.

Chi popola i *social* conosce bene il fenomeno: spesso **una notizia viene data per vera nonostante non si sia appurata la fonte da cui proviene**, poiché ritenuta attendibile per il numero di interazioni che genera. **Gli *hacker* conoscono bene vizi e virtù** di queste piattaforme e riescono, perciò, a sfruttarne al meglio il potenziale, puntando tutte le *fiche* sulla carenza di un sistema certificativo che permetta di distinguere, a colpo d’occhio, una notizia degna di fede da una completamente fasulla.

Tale è **il caso dei “siti copia”**, i cui caratteri somigliano talmente tanto all’originale da indurre l’utente medio a credere che il sito in questione sia esattamente quello. Se una notizia viene condivisa da un sito che, nel nome e nella grafica, è quasi identico a uno molto autorevole, nell’arco di qualche ora l’opera è completa: **milioni di utenti rilanceranno la ‘notizia’ perché la fonte è notoriamente affidabile** – anche se poi questa è totalmente estranea alla diffusione del contenuto.

L’attenzione non è mai troppa, anche (e soprattutto) sui *social*.

 

*di Stefano Musu*
