---
title: Immigrazione irregolare e nuove politiche europee
description: Immigrazione irregolare, l’Ue prenda atto che si tratta di un problema di confini. I centri per i rimpatri e il bisogno di cambiare Schengen.
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Immigrazione-irregolare.png
date: 2021-12-14
author: Massimiliano Lenzi
url: https://laragione.eu/esteri/immigrazione-irregolare-e-nuove-politiche-europee/
categories: [Esteri]
tags: [Europa, immigrazione, UE]
---

# Immigrazione irregolare e nuove politiche europee

![Immigrazione irregolare e nuove politiche europee](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Immigrazione-irregolare.png)

Immigrazione irregolare, l’Ue prenda atto che si tratta di un problema di confini. I centri per i rimpatri e il bisogno di cambiare Schengen.

Tutto ruota attorno al **Codice delle frontiere** firmato a **Schengen nel 2016**. Cambiarlo, ma come? Per affrontare l’argomento razionalmente occorre anzitutto uscire dall’emergenza ogni volta che si parla d’immigrazione. E di **emergenze** in questi anni ne abbiamo viste: da quella italiana con gli sbarchi dal **Nord Africa** ai problemi avuti **dagli spagnoli** (sempre dal Sud del Mediterraneo) sino alle **frontiere a Est dell’Ue**, compreso [il tragico limbo dei migranti sul confine polacco con la Bielorussia](https://laragione.eu/esteri/ricatto-morale/).

Perché partire da **Schengen**? Perché prevede l’assenza dei controlli di frontiera tra **Paesi membri dell’Ue** e regola pure **il controllo sulle frontiere esterne**. Tra le ipotesi cui **la Commissione Ue** sta lavorando vi è quella del rimpatrio nel **Paese Ue** di primo arrivo del migrante irregolare che ha varcato i confini interni comunitari. Un’opzione su cui l’**Italia** ha il diritto e il dovere di puntualizzare alcuni aspetti dirimenti.

È evidente che i Paesi Ue che stanno ai confini siano i più soggetti all’arrivo dei migranti. Italia, Spagna, Grecia, gli Stati dell’Est Europa. **È un fatto geografico**. Se la maggior parte degli irregolari arriva in quei Paesi è altrettanto vero che non vuol restar lì (un buon numero almeno), ma andarsene in altri Stati. Se l’**Ue** decidesse di rimpatriarli nei Paesi europei di primo approdo, occorrono patti chiari affinché questa decisione non destabilizzi politicamente quegli stessi Paesi. **I centri per il rimpatrio** possono essere collocati in Italia, in Spagna, nei Paesi di confine a Est ma alla condizione che sia l’Europa a prendersi il carico – economico, di gestione, di identificazione, di responsabilità del trattamento e di rimpatrio – di questi stessi centri.

**L’attuale modello**, con l’Ue che dà i soldi ai Paesi di arrivo che gestiscono i centri e se li tengono, **ha fallito**: perpetuarlo sarebbe stupido. Vi è poi un aspetto che riguarda la cessione di sovranità all’Unione europea, nell’area del centro di rimpatrio da parte dello Stato che lo ospita. Un’obiezione concreta, ma per le basi americane ai tempi della **Guerra fredda** questa cessione è stata fatta. Con una bella differenza però: si tratta oggi di decidere liberamente, come Paesi Ue, di esercitare una politica comune per l’immigrazione irregolare e per i confini europei. Ovviamente tutto questo dovrà avere regole precise ma al momento appare **l’unica via percorribile**.

Infine un ultimo tema: **la definizione di immigrato irregolare sia chiara** per evitare raffiche di **ricorsi** (con una giurisdizione Ue si eviterebbero i ricorsi al Tar) che finirebbero, col dilatarsi dei tempi, nel trasformare i centri di rimpatrio in campi profughi. Se l’Ue riuscirà a compiere queste scelte politiche sull’immigrazione farà un passo in avanti verso la coesione europea. Per farlo occorre però aver ben chiaro che si tratta (anche) di un problema di confini.

 

di *Massimiliano Lenzi*
