---
title: "«Imminente attacco israeliano ai siti nucleari iraniani»: evacuate le ambasciate Usa in Medio Oriente"
description: Dopo settimane di tentata de-escalation e di diplomazia incrociata, Tel Aviv starebbe preparando un attacco contro i siti nucleari iraniani
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/siti-nucleari-iraniani-1024x639.png
date: 2025-06-12
author: Giorgio Patto
url: https://laragione.eu/esteri/imminente-attacco-israeliano-ai-siti-nucleari-iraniani-evacuate-le-ambasciate-usa-in-medio-oriente/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, Iran, israele, netanyahu, nucleare, politica, Trump, usa]
---

# «Imminente attacco israeliano ai siti nucleari iraniani»: evacuate le ambasciate Usa in Medio Oriente

![siti-nucleari-iraniani](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/siti-nucleari-iraniani-1024x639.png)

Dopo settimane di tentata de-escalation e di diplomazia incrociata, Tel Aviv avrebbe scelto di ignorare gli avvertimenti degli Usa. E ora starebbe preparando un attacco su vasta scala contro i siti nucleari iraniani

Alla fine sembra averla avuta vinta Israele. Dopo settimane di tentata de-escalation e di diplomazia incrociata, **Tel Aviv avrebbe scelto di ignorare gli avvertimenti degli Usa. E ora starebbe preparando un attacco su vasta scala contro i siti nucleari iraniani. Conferme non ce ne sono, ma nel corso delle ultimissime ore Washington ha ordinato il «ritiro rapido e ordinato» del personale diplomatico e dei familiari dei militari stanziati in Iraq, Kuwait e Bahrain.**

Inizialmente era coinvolta solo l'ambasciata di Baghdad, che si trova proprio nel mezzo di un'ipotetica "linea del fuoco" tra lo Stato Ebraico e gli *ayatollah*. Poi, **nel corso della notte tra 11 e 12 giugno, l'ordine di evacuazione è stato esteso alle altre missioni americane nell'area. **Il timore che Israele decidesse di attaccare il programma nucleare iraniano, anche senza l'appoggio di Washington, viene ora giudicato come una certezza. Gli Usa sono anzi convinti che i raid non solo ci saranno, che saranno massicci e diretti contro infrastrutture finora intoccate (più per "quieto vivere mediorientale" che per impossibilità materiale), ma che siano imminenti.

A spingere Tel Aviv a prendere la decisione di attaccare i siti nucleari iraniani avrebbero contribuito almeno due fattori. **Il primo: il fallimento sostanziale delle trattative tra Washington e Teheran per la denuclearizzazione della teocrazia sciita. **Gli *ayatollah* hanno infatti rifiutato di rinunciare al nucleare, tanto di grado militare quanto dei suoi impieghi civili. **Il secondo: stando agli ultimi rapporti dell'Aiea, l'Agenzia internazionale per l'energia atomica, l'Iran dispone di sufficiente uranio arricchito per produrre almeno una decina di testate atomiche. **Anche se avrà bisogno ancora di qualche tempo perché l'esplosivo sia pronto all'uso.

A nulla valgono le rassicurazioni pubbliche del presidente, Masoud Pezeshkian, secondo cui il Paese «non ha intenzione di produrre armi nucleari». Anche perché a Roma, durante le [negoziazioni](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/roma-vertice-usa-iran/), la delegazione iraniana ha fatto intendere l'esatto contrario. Confermando così le intenzioni di **Benjamin Netanyahu, che ancora lunedì aveva tentato di convincere Donald Trump della necessità di colpire per primi (ricevendo in risposta un secco rifiuto). Eccolo, il terzo motivo i un possibile attacco: Bibi e la sua sete di potere.** Finché c'è guerra non ci sono elezioni. E finché non ci sono elezioni la sua traballante e spaccata maggioranza parlamentare si sforza di stare assieme. In questi giorni però **i traballamenti sono più forti, con la destra messianica pronta a staccare la spina se gli studenti delle scuole ultraortodosse non saranno esentati dalla leva. Serve una distrazione. E Gaza, a quanto pare, non basta più**.

Di *Giorgio Patto*
