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title: In Cile vince Boric e Kast si congratula
description: "Il trentacinquenne Gabriel Boric è stato eletto nuovo presidente del Cile dopo aver vinto il ballottaggio con il 55,8% dei voti."
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date: 2021-12-21
author: Maurizio Stefanini
url: https://laragione.eu/esteri/in-cile-vince-boric-e-kast-si-congratula/
categories: [Esteri, Evidenza]
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# In Cile vince Boric e Kast si congratula

![In Cile vince Boric e Kast si congratula](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2021/12/Gabriel-Boric.png)

Il trentacinquenne Gabriel Boric è stato eletto nuovo presidente del Cile dopo aver vinto il ballottaggio con il 55,8% dei voti ma il Parlamento resta diviso. Boric è appoggiato da una minoranza parlamentare.

«Sarò il presidente di tutti i cileni e di tutte le cilene», ha promesso **Gabriel Boric** dopo aver **vinto il ballottaggio con il 55,8% dei voti**. «Il vincitore merita tutto il nostro rispetto», ha risposto **José Antonio Kast** dopo essersi recato in visita da lui per fargli personalmente le felicitazioni.

**Trentacinquenne** (l’età minima richiesta per candidarsi), figlio di un ingegnere chimico democristiano di origine croata e di una segretaria di origine spagnola, leader della protesta studentesca del 2011, Boric è esponente di una sinistra radicale distinta dai comunisti, ma con loro alleata. Secondo presidente millennial della regione dopo il controverso salvadoregno **Nayib Bukele**, la sua è un’altra vittoria di sinistra che giunge a ruota delle elezioni di **Pedro Castillo** alla presidenza del **Perù** e di **Xiomara Castro** a quella dell’**Honduras**. Non va però dimenticata **la grave sconfitta**, alle elezioni di mezzo termine, **del governo di sinistra peronista dell’Argentina**.

Insomma, è un momento in cui, **in un’America Latina flagellata dal Covid, vince chiunque stia all’opposizione**: a meno di non blindare il voto in senso autoritario, come hanno fatto **Nicolás Maduro in Venezuela** e **Daniel Ortega in Nicaragua**. Un contesto che favorisce anche una polarizzazione tra le opzioni più radicali, ma in un quadro frammentato: ora in **Cile** come già in **Perù** tra **José Pedro Castilllo** e **Keiko Fujimori**.

La differenza tra **le polemiche di Lima** e **il fair play di Santiago** illustra però bene la particolarità del caso cileno, oltre alla marcata distanza tra **Kast** e quei **Trump** e **Bolsonaro** cui era stato peraltro accostato in campagna elettorale. In diverse interviste aveva infatti **condannato il tentativo di golpe di Capitol Hill**, riconoscendo anche la «evoluzione centrista» di **Boric**. In **Cile** pesa ancora il ricordo della dura radicalizzazione politica durante la presidenza **Allende** (che portò poi al colpo di Stato del 1973) e la preoccupazione di tutti è quella del ripetersi di un simile scenario.

Un contesto importante, anche perché la notizia dell’**elezione di Boric** ha portato subito a **un crollo della Borsa**. Il programma economico e di riforme del nuovo presidente spaventa per le conseguenze che potrebbe determinare su un modello economico ineguale ma che comunque funziona bene da 35 anni. **Ben trenta sono gli ‘assi centrali’ e quattro i ‘pilastri’ della proposta di Boric**: si va da un “Piano di risanamento economico e strategia sanitaria” all’impegno per «sicurezza dei cittadini, prevenzione della criminalità e rifondazione della polizia»; tra le promesse vi sono un sussidio per occupazione e imprenditorialità femminile, investimenti per la transizione ecologica e asili nido gratis sotto i due anni ma anche un aumento delle tasse e la cessazione di quel sistema pensionistico gestito da fondi che in molti Paesi era stato considerato un modello.

In queste ore molti commentatori evitano di sottolineare **un dato rilevante: Boric è un presidente appoggiato da una minoranza parlamentare. Nel Congresso cileno la coalizione che lo sostiene** ha infatti appena 4 senatori su 27 e 37 deputati su 155 contro 8 senatori e 37 deputati del centro-sinistra, 12 senatori e 53 deputati della destra, un senatore e 15 deputati dell’alleanza di Kast, sei deputati del Partito della gente (che fa capo a Parisi, il candidato alla presidenza giunto terzo), tre di un’altra alleanza di sinistra, due verdi e un indipendente. Insomma, **per il nuovo presidente saper trattare e aggregare sarà vitale**.

 

di *Maurizio Stefanini*
