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title: In Germania rieleggeranno il presidente in poche ore
description: L’esigenza di stabilità politica fa convergere quasi tutti i partiti sul bis di Steinmeier. Alla Germania basteranno poche ore per rieleggere il suo presidente
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date: 2022-01-12
author: Pierluigi Mennitti
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categories: [Esteri]
tags: [Europa, politica]
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# In Germania rieleggeranno il presidente in poche ore

![In Germania rieleggeranno il presidente in poche ore](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Evidenza-sito-22-1.png)

L’esigenza di stabilità politica fa convergere quasi tutti i partiti sul bis di Steinmeier. Alla Germania basteranno poche ore per rieleggere il suo presidente

Con l’appoggio assicuratogli anche dal più grande partito di opposizione, la Cdu, Frank-Walter Steinmeier si avvia a essere riconfermato presidente della Repubblica federale, i cui poteri sono molto simili a quelli del suo omologo italiano. Ma mentre in Italia la successione a Mattarella rischia di aprire una crisi istituzionale dagli esiti pericolosi e temuti in tutte le cancellerie europee, i tedeschi sbrigheranno la faccenda in poche ore.

**Domenica 13 febbraio i membri della speciale assemblea federale, la Bundesversammlung, si riuniranno per la votazione.** E le uniche novità riguarderanno le modalità di voto, modificate rispetto alla prassi dalla pandemia. Non si voterà nella sala del *plenum* del Bundestag ma nell’adiacente Paul-Löbe-Haus, uno dei moderni edifici in vetro nel quartiere governativo di Berlino, dove i delegati verranno suddivisi in più ambienti e avranno poco modo di venire a contatto l’un l’altro. Queste novità non incideranno sull’esito finale, che non promette alcuna sorpresa. Tutto si risolverà in una votazione e una schiacciante maggioranza – dalla quale saranno escluse solo le ali estreme a destra (Afd) e a sinistra (Linke) – consegnerà a Steinmeier altri cinque anni di permanenza nello Schloss Bellevue, il castello neoclassico sulla Sprea divenuto la residenza ufficiale del presidente.

**Anche per il suo primo mandato Steinmeier venne eletto da una maggioranza allargata: allora furono i liberali a sommarsi ai partiti della *Grosse Koalition*.** Il fatto che cinque anni dopo questo passaggio istituzionale si risolva senza sussulti è dovuto anche a una circostanza fortunata: il vecchio-nuovo presidente ha appena compiuto 66 anni, è nel pieno della sua carriera politica e ha una gran voglia di proseguire la sua esperienza alla guida del Paese. Gli unici ostacoli erano legati alle posizioni dei Verdi e della Cdu e al fatto che, in questo modo, l’Spd sommerà le due maggiori cariche istituzionali con appena il 26% ottenuto alle elezioni di settembre. Gli ecologisti, in particolare, avevano qualche ambizione sulla poltrona presidenziale. Ma la necessità di far quadrato attorno a una persona comunque rispettata, di fronte a un quadro sociale lacerato e a rischio estremizzazione, ha convinto Verdi e conservatori a evitare insidiosi bracci di ferro.

**Un momento di responsabilità istituzionale, che testimonia l’importanza che viene data dal sistema-Paese Germania al valore della stabilità politica.** Il messaggio appare chiaro: mantenere alcuni punti fermi in una fase di inevitabile rimescolamento degli equilibri politici dopo 16 anni di merkelismo. È un elemento che analisti e governi esteri farebbero bene a tenere a mente quando ci si avventura in speculazioni su presunti vuoti di potere nell’architettura europea.

Bisogno di stabilità anche a discapito di quella voglia di cambiamento di cui proprio Verdi e liberali si erano fatti paladini all’indomani delle elezioni. Steinmeier è una carta nota, neppure troppo originale. Il suo quinquennato è stato segnato da puntuali appelli alla coesione sociale e da coscienziosi moniti contro l’estremismo della destra di Afd, ma si fa fatica a rintracciare nei suoi discorsi l’emozione che sapevano suscitare Richard von Weizsäcker o il suo predecessore Joachim Gauck. Alla Germania, però, al momento va bene così.

 

di Pierluigi Mennitti
