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title: Invasioni e trattative segrete
description: I colloqui (indiretti e segreti) fra Russia e Ucraina - a Doha - rappresentano un primo tentativo significativo di mediazione internazionale
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date: 2024-08-18
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri]
tags: [guerraucraina, russia, Ucraina]
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# Invasioni e trattative segrete

![Colloqui Russia Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Colloqui-Russia-Ucraina.jpg)

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2024-08-11 10:37:39

2024-08-11 08:37:39

Kherson – L’offensiva transfrontaliera ucraina procede a una velocità impressionante, lasciando i russi spiazzati e senza possibilità di reagire

Kherson – L’offensiva transfrontaliera ucraina procede a una velocità impressionante, lasciando i russi spiazzati e senza possibilità di reagire. I filmati diffusi nelle scorse ore mostrano una colonna di loro camion militari interamente incenerita nei pressi di Zhovtnevo e un’altra in fiamme vicino a Rylsk. In precedenza, i rottami carbonizzati d’almeno altri 14 veicoli militari Kamaz e Ural carichi di fanteria erano stati ripresi assieme ai resti del personale militare che stavano trasportando lungo un’altra strada dell’oblast’ di Kursk. Secondo le prime stime gli ucraini avrebbero fatto fuori un intero battaglione russo e in appena tre giorni avrebbero strappato al nemico più suolo di quanto ne abbia rubato all’Ucraina in un anno. Le mappe di tutti i maggiori think tank sono state aggiornate tingendo d’azzurro un’area che passa ormai il mezzo migliaio di chilometri quadrati, mentre il conto delle perdite russe passa le 500 unità nella sola scorsa notte. 

Lo stato maggiore ucraino ha confermato inoltre nelle scorse ore d’aver colpito diversi sistemi antiaerei che i russi avevano dislocato all’interno dei territori occupati dell’oblast’ di Donetsk (mandando in fumo il radar d’un S-350) e l’aerodromo militare della regione di Lypetsk (che è anche uno dei più grandi centri d’addestramento nella Federazione Russa), in cui si trovavano dozzine di costosissimi caccia Su-34, Su-35 e MiG-31 delle forze aerospaziali nemiche, oltre ad almeno 700 bombe aeree guidate. Quest’ultimo è stato un attacco devastante, che non ha lasciato ai russi neanche il tempo di far decollare quegli aerei.

Mosca ha controbattuto lavando nel sangue dei civili ucraini la vergogna di tali débâcle: dapprima un missile ha centrato in pieno il supermercato “Ekomarket” di Kostiantynivka causando almeno 12 morti e 40 feriti; un altro ha poi colpito il quartiere abitato Smerchy, mentre uno sparato contro Kharkiv ha impattato contro un istituto d’istruzione secondaria. Essendo stato io stesso con Alla Perdei fino a poco tempo fa all’interno di quell’unico grande magazzino che era rimasto a Kostiantynivka, posso confermare che non vi si trovasse alcuna attrezzatura o personale militare ma solo le uniche provviste di cibo d’una città in larga parte distrutta.

Sebbene la cinica ed efferata reazione d’uno Stato terrorista quale è l’odierna Federazione Russa fosse prevedibile e non sarà certamente l’unica, esistono almeno dieci buoni motivi per cui il blitz ucraino in territorio nemico costituisca un fattore conveniente per Kyiv.

Anzitutto serve ad allentare la presa sui territori martoriati dell’oblast’ di Sumy, travolti per mesi da centinaia di bombe plananti e colpi d’artiglieria tanto da doverne sfollare 23 insediamenti evacuando oltre 6mila civili. Senza quest’intervento, anche quell’area avrebbe presto fatto la fine della zona grigia contesa a Nord di Kharkiv.

In secondo luogo, con ogni probabilità quest’incursione preluderà ad altre ancor più massicce condotte – secondo lo stile di Syrskyj – su fronti anche molto distanti da quello settentrionale. Quello da cui scrivo potrebbe ad esempio riservare altrettanti eventi inaspettati che potrebbero aprire la strada a Kyiv verso una Crimea ormai sempre più indebolita e isolata.

Come sottolineato dallo stesso Presidente Zelenskyj, ogni elemento strappato ai russi aumenta inoltre il potere negoziale dell’Ucraina nell’ottica di futuri colloqui con Mosca. «La guerra è guerra» ci ricorda Podoliak «e chi aggredisce deve aspettarsi reazioni simmetriche».

Il fattore psicologico gioca poi un ruolo molto importante per un popolo e un esercito che da quasi due anni si trova a resistere traendo ben poche soddisfazioni da un fronte ormai in stallo perenne. L’offensiva in territorio russo costituisce un elemento di rottura rispetto alla strategia precedente in grado di dare nuova linfa a morale e aspettative ucraine.

Il quinto elemento importante è una conseguenza del fatto che quei territori russi che l’Ucraina ha occupato fossero sguarniti: la coperta è corta e giocoforza Putin sarà costretto ad allentare la presa sul vicino fronte orientale. I wagneriti richiamati dall’Africa non sono certamente abbastanza per far fronte alle tre brigate (da 2mila soldati ciascuna) che Kyiv ha dirottato su Kursk e presto i generali russi si troveranno di fronte a scelte più radicali.

Ne consegue la sesta deduzione, che vede il consenso interno di Putin sgretolarsi sempre di più: i video diffusi in queste ore dai civili di Kursk e i commenti dei militari sopravvissuti all’assalto ucraino sono impietosi nei suoi confronti e alimentano certamente il seme della discordia contro il suo regime.

Sette: più pressione viene esercitata sull’aggressore, più s’avvicina la pace. Basta ricordarsi le volte in cui Putin ha aperto a possibili negoziazioni quando s’è trovato col fiato sul collo durante la controffensiva ucraina del 2022. Putin comprende solo il linguaggio della forza, è un dato ormai assodato.

L’ottava osservazione è costituita dal fatto che l’Ucraina sta lavorando coi Paesi della Nato per l’attuazione della difesa congiunta contro i missili russi: mostrare agli alleati che si può osare li aiuterà certamente a compiere un passo decisivo in tal senso.

Il nono in esame è il fattore economico: se l’Ucraina aveva già la possibilità d’interrompere il flusso d’idrocarburi russi verso l’Europa, ora ha la mano posata sul rubinetto del gas dello snodo di Sudzhe ed è a un passo dalla centrale nucleare di Kursk: tenerla in scacco mettendola in shut-down ribalterebbe specularmente la situazione patita a Zaporizhzhia.

In ultimo: come hanno ribadito il portavoce del Dipartimento di Stato americano Matthew Miller e il portavoce della Commissione europea, «l’Ucraina sta combattendo una legittima guerra di difesa contro l’aggressione illegale della Russia. Nel quadro di questo legittimo diritto a difendersi, ha il diritto di colpire il nemico ovunque ritenga necessario sul suo territorio ma anche nel territorio nemico».

Ecco perché, senza esser stata troppo preannunciata, la tanto a lungo attesa offensiva ucraina è finalmente iniziata.

di Giorgio Provinciali

Dieci ragioni che spiegano la penetrazione ucraina in Russia

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2024-08-11 10:37:42

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2024-08-13 10:07:44

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L’operazione ucraina in territorio russo non va misurata in chilometri quadrati, che sono comunque tanti, ma in termini di strategia politica

La bomba atomica è scoppiata al Cremlino e il colpo subito da Putin è durissimo. L’operazione ucraina in territorio russo non va misurata in chilometri quadrati, che sono comunque tanti, ma in termini di strategia politica. Dopo di che: inutile farsi illusioni, la guerra può continuare ancora a lungo e non saranno gli sconfinati di questa estate a poterla vincere. Perché è una guerra folle avviata con un folle obbiettivo. Ma gli sconfinati odierni hanno messo a segno un colpo micidiale, che ridicolizza le distinzioni fra uso difensivo od offensivo delle armi.

Nella dottrina russa, ricordata di continuo da Putin e dal suo ventriloquo esaltato, Medvedev, l’uso dell’arma atomica è previsto in caso vi sia la minaccia di una invasione del suolo russo, anche se portata con armi convenzionali. C’è stata, è in corso, ma i primi soldati russi sono segnalati in arrivo coi i treni. Dopo tanto averlo minacciato, dunque, perché non c’è stato l’immediato botto atomico, magari nella versione tattica? A parte che far esplodere un ordigno di quel tipo al confine della penetrazione è come tirarselo addosso per i fatti propri, quell’operazione ucraina ha messo in luce il baco della copertura cinese, che mantiene i russi sul terreno convenzionale. La minaccia atomica russa era un bluff, svelato. Se ci prova si ritrova da solo con la Corea del Nord, mentre all’Iran basterebbe il silenzio cinese per defilarsi.

Il nostro ministro della Difesa, secondo cui lo sconfinamento ucraino allontana la pace, dovrebbe avere l’amabilità di indicare dove mai ne abbia visto l’approssimarsi. Il nostro ministro degli Esteri, che insiste nel ripetere che le nostre armi si usano solo per la difesa, essendo questo un nostro vincolo costituzionale, dovrebbe indicarci dove lo legge. L’Italia può entrare in guerra solo per ragioni difensive, ma -posto che non siamo in guerra e aiutiamo chi è stato aggredito- se dovesse farlo userebbe le armi per vincere e le userebbe ovunque fosse utile farlo. Quelle loro parole sono state pronunciate assieme a una presa di distanza dalle modalità della difesa israeliana, il che ha indotto ragionevolmente a pensare ad una modifica della nostra politica estera, specie a ridosso del viaggio di Meloni in Cina. Bene ha fatto la presidenza del Consiglio ha stroncare sul nascere questo genere di interpretazioni. Tanto più che l’iniziativa di Francia, Germania e Regno Unito sul Medio Oriente è già un segnale di minore peso.

Quei due scenari di guerra sono profondamente diversi, ma hanno un comune denominatore: un attacco all’Occidente e alla sua forza, condotto dall’asse fra Russia, Iran e Corea del Nord. Con la Cina alle spalle. Non c’è spazio per sfumature e ci si può dedicare a inseguire le retoriche falso pacifiste solo a condizione di chiamarsi fuori da quale che sia ruolo internazionale.

Sappiamo -e scriviamo- fin dal primo giorno che la criminale aggressione russa all’Ucraina non si risolverà sul piano militare. Lo ha sperato Putin, ha fallito, da quel momento è divenuta una guerra infinita. Noi continueremo a sostenere l’Ucraina perché è giusto e perché una sua capitolazione nuocerebbe ai nostri interessi e alla nostra sicurezza. Noi occidentali siamo i soli ad avere sempre indicato e sostenuto la via dei negoziati, come ora fanno gli stessi ucraini, ma non sono andati avanti perché Putin l’ha ostruita. Vogliamo negoziare anche perché non abbiamo interesse -anzi- a che Putin distrugga la Russia e ne faccia un vassallo cinese. Ma proprio perché crediamo ai negoziati sappiamo che non si devono offrire spiragli che lascino credere a Putin di potere dividere il fronte atlantico. Dar fiato alla bocca senza valutarne le conseguenze ha come effetto il lasciargli credere che esista quella possibilità e, quindi, questo sì (e non la penetrazione ucraina in Russia) allontana la pace.

Sappiamo anche che qualcuno, dalle nostre parti, spera che l’ipotetica vittoria di Trump ribalti le cose e gli riapra la possibilità di andare a festeggiare al Cremlino. Tutto da dimostrarsi e, comunque, non è solo da incoscienti, ma anche da traditori degli interessi italiani.

di Davide Giacalone

Sconfinati, l'operazione ucraina in territorio russo

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2024-08-13 10:07:46

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2024-08-14 08:30:13

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La regione russa di Belgorod ha dichiarato lo stato di emergenza regionale a causa dell'escalation della situazione dopo l'attacco dell'Ucraina

La regione russa di Belgorod ha dichiarato lo stato di emergenza regionale a causa dell'escalation della situazione dopo l'attacco dell'Ucraina nella regione. E le autorità stanno valutando di elevare lo stato di emergenza a livello federale, ha dichiarato il governatore della regione Vyacheslav Gladkov sul suo canale Telegram. "La situazione nella regione di Belgorod rimane estremamente difficile e tesa. I bombardamenti quotidiani delle Forze armate ucraine hanno portato alla distruzione di abitazioni, oltre che a feriti e vittime tra i civili", ha dichiarato Gladkov in un discorso video. "Pertanto, abbiamo deciso di dichiarare lo stato di emergenza in tutta la regione di Belgorod a partire da oggi, per fornire ulteriore protezione alla popolazione e offrire ulteriore sostegno alle persone colpite", ha affermato il governatore, il quale ha anche indicato che il governo regionale si rivolgerà presto alla commissione federale per richiedere la dichiarazione dello stato di emergenza a livello federale.

Dal 6 agosto l'Ucraina sta conducendo una grande offensiva nell'oblast di Kursk, rivendicando la conquista di più di 1.000 km quadrati di territorio russo. Secondo il think tank americano Istituto per lo studio della guerra (Isw), le truppe di Kiev sono avanzate di 800 km quadrati della regione di Kursk mentre dal 1 gennaio 2024 quelle di Mosca sono penetrate di 1.360 km quadrati nel territorio ucraino.

Il portavoce delle forze militari ucraine Dmytro Lykhoviy ha inoltre annunciato, in una intervista a Politico, che la Russia ha riposizionato alcune unità militari dalle regioni ucraine occupate di Zaporizhzhia e Kheron all'oblast di Kursk, per difendere il territorio russo dall'incursione ucraina.

L'incursione delle forze ucraine in Russia sta creando "un vero dilemma" al presidente della Federazione russa, Vladimir Putin, ha affermato il presidente degli Stati Uniti Joe Biden parlando ai giornalisti a New Orleans.

Offensiva Ucraina, Belgorod dichiara stato emergenza

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2024-08-14 08:30:17

2024-08-14 06:30:17

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