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Iran-Usa, alta tensione nello Stretto di Hormuz. Teheran: “Violata la tregua”

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“Gli Stati Uniti hanno violato la tregua, risponderemo”. L’Iran denuncia la violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti

Iran-Usa, alta tensione nello Stretto di Hormuz. Teheran: “Violata la tregua”

“Gli Stati Uniti hanno violato la tregua, risponderemo”. L’Iran denuncia la violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti

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Iran-Usa, alta tensione nello Stretto di Hormuz. Teheran: “Violata la tregua”

“Gli Stati Uniti hanno violato la tregua, risponderemo”. L’Iran denuncia la violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti

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Gli Ultimi Aggiornamenti

Ore 13.31

L’Iran ha annunciato di aver dirottato verso le proprie coste una petroliera sanzionata dagli Stati Uniti che trasportava greggio iraniano. In una nota diffusa dalla tv di Stato, la Marina di Teheran ha riferito che i suoi commando, su indicazione del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, hanno sequestrato nel Mare dell’Oman la ‘Ocean Koi’, accusata di aver tentato di “danneggiare e interrompere le esportazioni petrolifere iraniane”.

Secondo la nota, la nave, battente bandiera delle Isole Barbados, trasportava petrolio appartenente alla Repubblica islamica ed è stata intercettata nell’ambito di “un’operazione speciale pianificata” dalla Marina. Dopo l’abbordaggio, la petroliera è stata scortata verso la costa meridionale dell’Iran e consegnata alle autorità giudiziarie. Le autorità iraniane non hanno fornito ulteriori dettagli sulle accuse contestate all’equipaggio.

Gli Stati Uniti colpiranno l’Iran “molto più forte” se Teheran non accetterà “in fretta” un accordo. Parola di Donald Trump. Su Truth il presidente degli Stati Uniti ha scritto nella notte che “tre cacciatorpediniere americani hanno attraversato, con grande successo, lo Stretto di Hormuz, sotto il fuoco”, senza conseguenze, “mentre” hanno subito “gravi danni gli aggressori iraniani”. “Sono stati completamente distrutti, insieme a numerose piccole imbarcazioni, usate per sostituire la loro Marina completamente decapitata – ha aggiunto – Missili sono stati lanciati contro i nostri cacciatorpediniere e sono stati facilmente abbattuti. Droni sono stati inceneriti in volo”.

L’Iran, ha continuato, “non è un Paese normale”. “Un Paese normale avrebbe consentito il passaggio dei cacciatorpediniere, ma l’Iran non è un Paese normale. Sono guidati da pazzi e se avessero la possibilità di usare un’arma nucleare lo farebbero senza esitazione – ha scritto ancora – Ma non avranno mai questa occasione e proprio come li abbiamo messi ko ancora una volta oggi, li metteremo ko in modo molto più duro e violento, in futuro, se non firmeranno il loro accordo, in fretta”.

“Gli Stati Uniti hanno violato la tregua, risponderemo”. L’Iran annuncia scontri nello Stretto di Hormuz e denuncia la violazione del cessate il fuoco da parte degli Stati Uniti. Nelle stesse ore, i media di Teheran riferiscono di esplosioni a Teheran, Bandar Abbas e Minab.

Il comando militare centrale iraniano sostiene che gli Usa abbiano “preso di mira una petroliera iraniana che si spostava dalle coste nella regione di Jask verso lo Stretto di Hormuz, così come un’altra nave che entrava nello Stretto di Hormuz di fronte al porto di Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti”.

Gli Usa, sottolinea un comunicato citato dalla televisione di Stato, avrebbero condotto attacchi anche in altre zone del sud “in collaborazione con alcuni paesi della regione”. Le forze iraniane “hanno immediatamente e per rappresaglia attaccato navi militari americane”. L’agenzia Tasnim, in particolare, rende noto che tre cacciatorpediniere statunitensi sono stati attaccati da missili e droni. Secondo l’agenzia iraniana Fars, vicina ai Guardiani della Rivoluzione, le forze armate di Teheran hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con il “nemico” nei pressi dell’isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz: “Le sezioni commerciali del molo Bahman, sull’isola, sono state colpite durante uno scambio di fuoco tra le forze armate della Repubblica islamica e il nemico”. 

Dialogo e escalation

Le notizie, con l’improvviso innalzamento della tensione, arrivano mentre Iran e gli Stati Uniti dialogano sul memorandum di 14 punti, raccolti in una sola pagina, che dovrebbe favorire la riapertura dello Stretto di Hormuz e preparare i negoziati per porre fine alla guerra nell’arco di 30 giorni. Il piano, secondo il New York Times, prevede 3 punti “immediatamente attuabili”: la revoca del blocco navale attuato dagli Usa nello Stretto, l’apertura del braccio di mare al traffico commerciale e la fine dei combattimenti. Su queste basi, partirebbero i negoziati che nell’arco di un mese dovrebbero portare i due paesi ad un’intesa più ampia.

Il nodo nucleare

Il nodo, riferisce il New York Times, è rappresentato sempre dal programma nucleare di Teheran e dal destino dei 440 chili di uranio arricchito al 60%. Gli Usa chiedono la consegna delle scorte, la chiusura di 3 siti – presumibilmente Isfahan, Fordow e Natanz – e lo stop ai processi di arricchimento per 20 anni. L’Iran risponde proponendo la diluizione dell’uranio – con la riduzione del grado di arricchimento – e la consegna del materiale ad un paese terzo. Teheran sarebbe disposta a sospendere l’arricchimento dell’uranio per 10-15 anni, ma non menzionerebbe la chiusura di impianti. Secondo tre funzionari iraniani, Teheran accetterebbe di rinunciare alle attività finalizzare alla produzione di un’arma nucleare.

Le nuove regole di Teheran

La strategia dell’Iran continua a snodarsi su un doppio binario. La via diplomatica non viene abbandonata ma viene accompagnata da atti concepiti come dimostrazioni di forza. Non è un caso che Teheran stia imponendo nuove regole per il transito nello Stretto di Hormuz, nel tentativo di rafforzare il controllo sulla via marittima strategica e consolidare i propri presunti vantaggi. Secondo un documento visionato dalla Cnn, il regime ha introdotto un protocollo che obbliga le navi commerciali a rispettare nuove procedure di autorizzazione, pena il rischio di attacchi. Il modulo è emesso dalla nuova Autorità iraniana per lo Stretto del Golfo Persico e deve essere compilato da tutte le imbarcazioni in transito per garantire il passaggio in sicurezza.

Il documento contiene oltre 40 domande che richiedono alle navi di fornire dettagli completi, tra cui nome, numero identificativo, eventuali precedenti denominazioni, Paese di origine e destinazione. Sono inoltre richieste informazioni sulle nazionalità di armatori, operatori e membri dell’equipaggio, oltre ai dettagli del carico trasportato. Secondo quanto riportato, i dati devono essere inviati via e-mail alla Pgsa prima del transito. In una comunicazione citata dalla Cnn, l’autorità iraniana avverte che “informazioni complete e accurate sono essenziali per la gestione delle richieste di transito” e che “ulteriori istruzioni saranno comunicate via email”, aggiungendo che eventuali dati “errati o incompleti” comporteranno la responsabilità esclusiva del richiedente.

Di Altea Ferrante

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