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Iran, L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. Teheran, pena di morte per chi filma danni causati da raid

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La guerra in Iran continua. Secondo le ultime notizie di oggi, martedì 31 marzo, “forti esplosioni” sono state registrate a Teheran

Iran, L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. Teheran, pena di morte per chi filma danni causati da raid

La guerra in Iran continua. Secondo le ultime notizie di oggi, martedì 31 marzo, “forti esplosioni” sono state registrate a Teheran

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Iran, L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. Teheran, pena di morte per chi filma danni causati da raid

La guerra in Iran continua. Secondo le ultime notizie di oggi, martedì 31 marzo, “forti esplosioni” sono state registrate a Teheran

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Ore 11.00

Rischia di essere condannato alla pena capitale chi filma o fotografa i danni causati da raid aerei in Iran. Lo ha reso noto il portavoce della Magistratura iraniana, Asghar Jahangir, citato dall’agenzia di stampa Fars. “Per coloro che forniscono informazioni al nemico scattando foto o filmando, la legge sull’inasprimento delle pene per spionaggio prevede la pena capitale e la confisca di tutti i beni”, ha dichiarato Jahangir.

“Quando vengono scattate fotografie delle aree danneggiate, il nemico viene informato che l’obiettivo è stato localizzato correttamente”, ha aggiunto. ”Fornire informazioni al nemico in questo modo equivale a collaborare con il nemico in attività di intelligence, reato per il quale il legislatore ha previsto la pena di morte e la confisca di tutti i beni”, ha sottolineato Jahangir.

Ore 10.45

ministri dell’Energia dell’Ue si riuniscono oggi in videoconferenza, all’indomani di una riunione dei ministri dell’Economia e dell’Energia del G7, per parlare della crisi energetica scatenata dall’attacco sferrato da Israele e Usa contro l’Iran, che ha provocato la chiusura dello Stretto di Hormuz da parte degli iraniani, che lo controllano. 

La videoconferenza inizierà intorno alle 15. Mentre il conflitto nel Medio Oriente continua, la sicurezzadell’approvvigionamento energetico dell’Unione almeno per il momento non appare compromessa, a quanto si apprende a Bruxelles.

Tuttavia, l’aumento dei prezzi dell’energia continua a pesare sulle famiglie e sulle industrie europee: il future più scambiato sul Brent, il greggio di riferimento europeo, quota poco sotto 107 dollari al barile, ritracciando dai massimi. Resta tuttavia ad un livello molto superiore ai prezzi del 27 febbraio, ultimo giorno di scambi prima dell’attacco all’Iran, poco sopra i 72 dollari. 

Il future sul gas naturale al Tff di Amsterdam con consegna a maggio è passato dai circa 32 euro al megawattora del 27 febbraio, un livello già multiplo rispetto ai livelli pre-invasione dell’Ucraina, a 53,68 euro oggi. 

Oggi alle 11 è attesa la stima flash di Eurostat sull’inflazione nell’area euro nel mese di marzo, che dovrebbe dare maggiore visibilità sugli effetti sui prezzi al consumo dei rincari a monte provocati dalla crisi nel Medio Oriente.

Lo scambio di opinioni tra i ministri permetterà di confrontarsi su un approccio a livello Ue per mitigare gli effetti della crisi. La conferenza stampa è prevista intorno alle 17.

Ore 9.30

L’Italia ha negato agli Stati Uniti la base di Sigonella. A riportare la notizia, di qualche sera fa, ma tenuta riservata, è il Corriere della Sera. È stato il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto e prendere una decisione che inevitabilmente incide sui rapporti tra Italia e Stati Uniti. Portolano è stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni asset aerei Usa prevede di atterrare a Sigonella per poi partire verso il Medio Oriente. Nessuno però ha chiesto alcuna autorizzazione né ha consultato i vertici militari italiani. Il piano era stato infatti comunicato mentre gli aerei erano già in volo. Le prime verifiche hanno accertato che non si tratta di voli normali o logistici e quindi non sono compresi nel trattato con il nostro Paese. 

Non è stata chiesta alcuna autorizzazione. Anche perché gli aerei indicati nel piano di volo hanno il cosiddetto ‘caveat’ e non possono atterrare a meno che non ci siano emergenze. A questo punto è stato Portolano – su mandato diretto del ministro – a informare il Comando Usa della decisione presa: non possono atterrare a Sigonella perché non sono stati autorizzati e perché non c’è stata alcuna consultazione preventiva. 

“Una decisione giusta. Noi non abbiamo avuto nessun segnale dal nostro alleato, che non è alleato, gli Stati Uniti, sull’inizio di questa operazione. Non c’è nessuna ragione per avere un approccio sottomesso. E’ giusto e corretto che non venga dato l’uso delle basi se non nel perimetro degli accordi che prescinde dalle azioni di guerra”, ha detto Carlo Calenda a Start su SkyTg24.

Ore 8.40

“Forte e profonda preoccupazione per il deterioramento del quadro di sicurezza” in Libano è stata espressa con un comunicato congiunto dal Ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, e dal Ministro delle Forze Armate e dei Veterani della Repubblica Francese, Catherine Vautrin, che hanno tenuto ieri pomeriggio un “approfondito colloquio telefonico” dedicato alla grave crisi in Libano. Il riferimento è ai recenti attacchi che hanno colpito il personale di Unifil, causando la morte di tre peacekeeper e il ferimento di altri. Entrambi hanno sottolineato con forza “l’inaccettabilità di tali episodi e i crescenti rischi a cui è esposto il personale impegnato nella missione”.

Nel corso del confronto è emersa una piena convergenza sulla “rilevanza strategica di Unifil”. È stato sottolineato come “la stabilità del Libano costituisca un pilastro imprescindibile per l’equilibrio dell’intera area del Mediterraneo, confermando che Italia e Francia continueranno a operare in stretto coordinamento per garantire la sicurezza del personale internazionale, la tutela della pace e il sostegno alle autorità libanesi”.

Ore 7.00

La guerra in Iran continua. Secondo le ultime notizie di oggi, martedì 31 marzo, “forti esplosioni” sono state registrate a Teheran, con successive interruzioni di corrente “in alcune zone” della capitale. Lo riporta l’agenzia di stampa Fars, mentre l’agenzia Tasnim ha riferito di esplosioni nella parte orientale e occidentale di Teheran, nonché di interruzioni di corrente nella zona est. Tra gli obiettivi colpiti, una sottostazione di una centrale elettrica. L’esercito israeliano aveva precedentemente avvertito i residenti di un quartiere di Teheran di rimanere in casa in previsione di un attacco contro “infrastrutture militari”.

In Israele, le sirene di allarme per il lancio di razzi e missili sono state attivate nell’area di Gerusalemme, nella Valle del Giordano, nella Shephelah, a Lachish, sul Mar Morto e in Giudea e Samaria, in seguito a un bombardamento missilistico proveniente dall’Iran. Lo riporta il sito di Ynet. La contraerea israeliana ha intercettato l’attacco e frammenti di missili sono caduti in aree aperte senza causare danni, né vittime come precisa il Magen David Adom.

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