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title: Iran-Israele, bollettino del 7° giorno di guerra. Aspettando Trump
description: "T.A.C.O. non T.A.C.O.? Trump Always Chicken Out (“Trump fa sempre marcia indietro”), o no? Anche con l'Iran? Vedremo che farà"
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date: 2025-06-20
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/iran-israele-bollettino-del-7-giorno-di-guerra-aspettando-trump/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Iran, israele]
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# Iran-Israele, bollettino del 7° giorno di guerra. Aspettando Trump

![Iran](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/UNA-FOTO-221-1024x639.jpg)

T.A.C.O. non T.A.C.O.? Trump Always Chicken Out (“Trump fa sempre marcia indietro”), o no? Anche con l'Iran?

T.A.C.O. non T.A.C.O.? **Trump Always Chicken Out (“Trump fa sempre marcia indietro”), o no? [Trump](https://laragione.eu/esteri/israele-iran-trump-iran-vicino-ad-arma-nucleare-aiea-teheran-non-costruisce-bomba/)dimostrerà all’Iran perché gli statunitensi non possono permettersi la sanità pubblica**, oppure lascerà Israele da sola con i cocci della guerra che ha iniziato? **La domanda è importantissima, visto che questa guerra è iniziata soprattutto dall’insipienza trumpiana.**

**Al netto di qualsiasi valutazione sullo stato di avanzamento del nucleare di Teheran **(nonché della incontrovertibile pericolosità di un mondo che conti l’iran tra le potenze nucleari), **Gerusalemme fa quel che fa grazie soprattutto alle spalle larghe degli Stati Uniti**: finanziamenti e armi arrivano ingenti dall’altra sponda dell’Oceano Atlantico per combattere quella che è una guerra regionale.

**Se quindi Israele sta tirando cazzotti al di sopra della propria stazza è perché gli Usa lo sostengono,** senza dubbio. **Joe Biden, presidente sclerotico ma presente a se stesso, sapeva come intervenire per regolare la valvola bellica israeliana.** Trump sa soltanto dire “entro due settimane deciderò che fare”, come le due settimane che concede a Putin per firmare una tregua da tre mesi.

**Come si è visto, la *post *verità del capo del mondo libero sta lanciando crisi decennali verso spirali conclusive**: potrebbe non essere un male, **ma è come sperare che un cavallo lasciato a briglia sciolta sul ciglio di un burrone galoppi per chilometri senza mai caderci dentro.**
Per ora Israele ha avuto competenza e fortuna,** ma in guerra la prima cede presto il passo alla consunzione materiale mentre la seconda ha un noto andamento cieco e ondivago**.

Un qualcosa da valutare a una settimana dall’inizio delle ostilità, proprio mentre la missilistica iraniana sta prendendo ritmo nel dimostrare come possa superare la quadruplice cinta d’intercettori (sistemi Arrow 2 e 3, THAAD e Fionda di Davide).** La città di Be'er Sheva continua a essere bersaglio degli ordigni, che hanno colpito case e uffici (tra cui la sede locale della Microsoft).**

**I *pasdaran *stanno cercando di colpire gli edifici dell’*intelligence *israeliana nei centri urbani, così come i luoghi adibiti a ricerca militare.** Stranamente, non le basi da cui partono i caccia che quotidianamente martellano la capitale Teheran e i sistemi offensivi iraniani: nella notte più di sessanta caccia israeliani hanno colpito decine di obiettivi militari, tra centri di costruzione di armi nella capitale nemica, siti nucleari e sistemi di lancio dei missili balistici. **A Teheran Israele ha colpito anche lo S.P.N.D. (Organization of Defensive Innovation and Research), l’istituto per la ricerca e lo sviluppo di tecnologie e armi avanzate del regime degli *ayatollah*. **Un ente fondato nel 2011 da Mohsen Fakhrizadeh (in seguito eliminato dal Mossad), un uomo considerato il padre del programma nucleare militare iraniano.

**In questo momento critico sta continuando anche il ponte aereo statunitense verso il Medio Oriente**, con almeno 10 aerei da trasporto C-17 Globemaster III che stanno trasportando carichi verso varie basi del CENTCOM (il Comando statunitense dedicato a quest’area). **Un *build up* che mira a rifornire Israele, ma anche le basi Usa che potrebbero presto partecipare al conflitto**. Da notare è invece un cambiamento d’animo in Hamas: Sami Abu Zuhri, un membro di Hamas parte della *nomenklatura* residente fuori i territori palestinesi, ha espresso la possibilità per la consegna degli ostaggi: «se verranno fornite garanzie internazionali per una cessazione completa della guerra, siamo pronti a liberare tutti i prigionieri nemici in un’unica fase».

**Tuttavia è evidentemente troppo poco e troppo tardi, quando Israele non può lasciare il suo nemico regionale, cioè l’Iran, ferito gravemente ma senza aver effettivamente distrutto le sue capacità militari o il programma nucleare**. Questo renderebbe davvero aver fatto scoppiare la guerra un atto insensato, soltanto per lasciare a metà un lavoro tanto pericoloso come quello di chiudere i conti col nemico esistenziale.

di *Camillo Bosco*
