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title: Iran, la repressione uccide le donne coraggiose
description: Nika è una delle 154 persone uccise dalla repressione in Iran delle agenzie ufficiali e semiufficiali per la gestione dell’ordine pubblico.
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date: 2022-10-06
author: Massimo Balsamo
url: https://laragione.eu/esteri/iran-la-repressione-uccide-le-donne-coraggiose/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, Iran]
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# Iran, la repressione uccide le donne coraggiose

![repressione Iran](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/10/Evidenza-sito-74.jpg)

Nika è una delle 154 persone uccise dalla brutale repressione in Iran delle agenzie ufficiali e semiufficiali per la gestione dell’ordine pubblico.

**Capelli corti, nessun velo, vestita con una *t-shirt* e pantaloni sportivi.** Nell’ultimo video canta una vecchia canzone d’amore, “Soltante Ghalbha” (“Re di cuori”, *ndr*). **Nika Shakarami, 17 anni, è l’ultima vittima della violenta repressione del regime iraniano** contro i manifestanti scesi in piazza per la morte di [Mahsa Amini](https://laragione.eu/esteri/iran-la-liberta-e-aspirazione-universale/). La scomparsa di Nika risale al 20 settembre, dopo aver preso parte a una manifestazione a Teheran. Nel suo ultimo messaggio a un’amica,** la giovane aveva raccontato di essere inseguita dalle forze di sicurezza**. Il suo corpo è stato ritrovato dalla famiglia dopo dieci giorni: naso rotto e testa fracassata. **Ma non è finita qui**. Le forze di sicurezza hanno intimato ai familiari della giovane **di non tenere una cerimonia funebre ma, nonostante le assicurazioni ricevute, non hanno esitato a trafugare il corpo per seppellirlo in un villaggio a 40 chilometri di distanza**.

**Nika è una delle 154 persone uccise dalla brutale repressione delle agenzie ufficiali e semiufficiali per la gestione dell’ordine pubblico**. Secondo Iran Human Rights, **nella sola Zahedan ne sono morte 63**. Alcune sono state uccise sul colpo, altre sono decedute a causa delle ferite riportate.** Morte ma anche soprusi e angherie**. Sono stati denunciati diversi abusi sessuali in tutto il Paese. Sempre a Zahedan un capo della polizia ha stuprato una ragazza di 15 anni. **I residenti si sono riuniti dopo la preghiera del venerdì ma la contestazione è stata repressa nel sangue**. Come sempre.

**Arresti e violenze non hanno però fermato il coraggio delle donne iraniane**. Giovani e anziane continuano a bruciare il velo islamico, **obbligatorio da più di quarant’anni.** Un atto fortemente simbolico, come delle catene che vengono spezzate. **Capelli al vento, sfidando manganelli e proiettili**. «Donna, vita, libertà!», il canto scandito nelle piazze per sfidare un regime medioevale, pronto a tutto per annullare diritti e identità. **Un moto guidato dai giovani**, da una generazione che non ha paura di niente e di nessuno, decisa a mettere da parte divisioni etniche e di classe in nome della libertà.

**La comunità internazionale si è schierata al fianco dei manifestanti.** Cortei e piazze piene in 150 Paesi, celebrità in prima linea sui *social* per smuovere le coscienze dei seguaci. Fare rete per superare gli ostacoli. Per annientare il dissenso, **Teheran ha spaventato giornalisti e attivisti di spicco con intimidazioni e arresti**. Lo stesso *modus operandi* di sempre. Oggi Faezeh Hashemi e Shervin Hajipour, ieri il caso emblematico di Jafar Panahi.** Attualmente dietro le sbarre per aver partecipato a una protesta contro alcuni arresti ingiustificati**, il regista da anni è costretto a lavorare in regime di clandestinità. Il suo ultimo film-denuncia – il capolavoro “Gli orsi non esistono” (in sala con Academy Two) – **è un manifesto della resistenza del popolo iraniano**. «Siamo nati liberi e vogliamo morire liberi», il grido di un Paese che sta rinascendo grazie alle sue donne.

di *Massimo Balsamo *
