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Iran: la tragedia delle bambine, l’Occidente e la morale – IL VIDEO

Nelle primissime ore degli attacchi di Usa e Israele all’Iran è stato colpito un edificio nella città di Minab: una scuola femminile colpita, come sembra, da missili israeliani

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Nelle primissime ore degli attacchi di Usa e Israele all’Iran sono avvenuti due fatti di enorme portata, del tutto diversi fra loro.

Il compound-bunker della Guida suprema Ali Khamenei è stato sbriciolato in un attacco dalla precisione, come si dice in questi casi, “chirurgica”.

La scuola femminile colpita in Iran

Più a Sud, in un’altra delle decine di missioni condotte sabato, è stato colpito un edificio nella città di Minab. Sin dai primi momenti si è parlato di una scuola, in particolar modo femminile, centrata sembra anche in questo caso da missili israeliani.

Dallo scorso fine settimana, su “La Ragione” abbiamo sottolineato come fosse apparsa abbastanza chiara la tragica circostanza che l’obiettivo reale fosse un centro militare, al cui interno era presente una scuola. Forse una ‘facility’ a disposizione dello stesso personale militare.

Come ovvio, questo non muta l’orrore per quel numero ancora oggi imprecisato di piccole vittime della guerra. Almeno 148.

Una tragedia che lascia senza fiato

Una tragedia da lasciare senza fiato chiunque abbia dei sentimenti che possano dirsi umani.

Lasciamo perdere l’insopportabile scappatoia dei “danni collaterali”. Sappiamo tutti che è statisticamente impossibile escludere vittime civili in azioni condotte dal cielo in centri abitati, pur con tutta la volontà politica – prima che morale – di evitare stragi che possano inficiare pesantemente le operazioni.

Fonti iraniane (fuoriuscite, si intende) degne della massima fiducia ricordano la tragica abitudine delle forze di sicurezza e della repressione della teocrazia di utilizzare edifici scolastici e ospedali come ricovero dei propri uomini. Senza segnalarlo, come Hamas e Hezbollah a Gaza e in Libano.

Resta il dramma di fondo: la totale assenza di una legittimazione giuridica internazionale all’attacco all’Iran, che tramuta in un angosciante buco nero circostanze come quelle di Minab.

Affidandoci ancora una volta alla Storia. Il 10 ottobre 1944 una scuola elementare di Milano, nel quartiere periferico di Gorla, fu centrata in pieno da una bomba americana. Fu un errore devastante: i piloti erano già sulla via del rientro e, secondo consuetudine, si dovevano liberare del carico esplosivo prima di affrontare il ritorno e l’atterraggio. Sganciarono a caso e uccisero 184 bambini, 15 maestri e 4 bidelli.

La strage fu causata da liberatori che restarono tali nell’inferno di quella guerra che si era tramutata in scontro civile. Nessuno può dimenticare, ma tutti sappiamo dove fosse il bene e dove fosse il male. Chi combatteva per il futuro che ci è stato donato e chi ce l’avrebbe negato.

Oggi, l’Occidente che fatichiamo a riconoscere può ancora tantissimo per la democrazia e la libertà.

Cominciando dal chiedere scusa ai genitori di quelle povere bambine. Non si cancellerà il dolore e forse neppure l’odio ma se vogliamo dirci occidentali abbiamo doveri precisi.

di Fulvio Giuliani

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