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title: Iran, la bestemmia dell’impiccagione
description: In Iran dall’inizio delle proteste sono state uccise più di 500 persone (di queste 60 erano minorenni) durante le manifestazioni di piazza
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date: 2022-12-16
author: Anna Mahjar Barducci
url: https://laragione.eu/esteri/iran-manifestanti-giustiziati/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, Iran]
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# Iran, la bestemmia dell’impiccagione

![Iran](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/12/Evidenza-sito-129.jpg)

In Iran dall’inizio delle proteste sono state uccise più di 500 persone (di queste 60 erano minorenni) durante le manifestazioni di piazza e sono stati arrestati più di 18mila cittadini indifesi

Washington –** I tribunali iraniani continuano a emettere condanne a morte** contro i manifestanti in [Iran](https://laragione.eu/media/video/60secondi/proteste-ed-esecuzioni-in-iran-non-possiamo-star-zitti/). Fino a oggi **non è dato sapere il numero esatto delle persone nel braccio della morte**, ma è certo che fra di loro ci sono anche **due fratelli minorenni** – Ali Rakhshani di 17 anni e Mohammad Rakhshani di 16 anni – originari della provincia del Balochistan. Il quotidiano iraniano “Javan”, legato alle Guardie rivoluzionarie, ha scritto che **piú di sessanta manifestanti saranno prossimamente «giustiziati»** e che Mohsen Shekari, il ventitrenne impiccato lo scorso 8 dicembre,** «non è il primo a essere condannato all’impiccagione durante i recenti disordini né sarà l’ultimo**. La legge obbliga la magistratura a giustiziare queste persone, che sono autori di omicidi».

Come Shekari, altri detenuti nel braccio della morte sono infatti accusati di aver partecipato all’uccisione di agenti Basij. **Secondo le organizzazioni per i diritti umani, gli imputati non hanno però accesso alla rappresentanza legale e confessano sotto coercizione**. È il caso del dottor** Hamid Ghare-Hassanlou**, un radiologo di 53 anni arrestato assieme a sua moglie Farzaneh e** condannato all’impiccagione lo scorso 7 dicembre**. Il medico iraniano **è stato sottoposto a torture fisiche** che gli hanno perforato un polmone e rotto sei costole. Si conosce anche il caso di Mohammad Mehdi Karami, **condannato all’impiccagione a soli 22 anni**: in una breve comunicazione con i suoi genitori ha detto** di essere stato picchiato fino a perdere i sensi**, di essere continuamente **minacciato di stupro** e di essere toccato nei genitali dalle guardie di sicurezza.

Il portavoce della magistratura iraniana, **Masoud Setayeshi**, **ha recentemnte giustificato le condanne a morte** nel corso di un’intervista televisiva: «Dobbiamo tutti rispettare la legge, che è uguale per tutti. Dobbiamo impegnarci a farla rispettare e ad aderire alla *shari’a* ». Parlando poi dell’impiccagione di Mohsen Shakeri, ha aggiunto: «**Il verdetto è stato confermato, annunciato ed eseguito**. Qualsiasi persona – uomo o donna, musulmano o non musulmano – che progetta di danneggiare la vita, la proprietà o la dignità pubblica, oppure di diffondere paura e insicurezza, **commette *Moharebeh*** ».

In un appello alla comunità internazionale la madre di **Saman Yasin Sayidi**, un *rapper* di origine curda di **27 anni in attesa di essere impiccato**, descrive invece con parole semplici l’ingiustizia della **Repubblica Islamica**: «**Mio figlio è stato condannato a morte e gli è stato negato anche un avvocato.** In quale parte del mondo si toglie la vita a una persona cara** per aver soltanto bruciato un bidone della spazzatura**? Sono una madre con il cuore a pezzi. Aiutatemi».

Intanto, dall’inizio delle proteste** sono state uccise più di 500 persone** (di queste 60 erano minorenni) durante le manifestazioni di piazza e **sono stati arrestati più di 18mila cittadini indifesi** (di cui, in molti casi, le famiglie non sanno dove siano detenuti e se siano ancora vivi). Sono inoltre migliaia i feriti gravi, che spesso non hanno accesso alle cure mediche per paura di essere arrestati.

*Middle East Media Research Institute*

*Traduzione di Anna Mahjar-Barducci*
