Iran: orrore, rivolta, speranza e domande
Né Israele né la Casa Bianca hanno una strategia reale per sostituire l’attuale sanguinario e inqualificabile regime degli ayatollah in Iran
Iran: orrore, rivolta, speranza e domande
Né Israele né la Casa Bianca hanno una strategia reale per sostituire l’attuale sanguinario e inqualificabile regime degli ayatollah in Iran
Iran: orrore, rivolta, speranza e domande
Né Israele né la Casa Bianca hanno una strategia reale per sostituire l’attuale sanguinario e inqualificabile regime degli ayatollah in Iran
Adesso c’è grande attesa, in modo particolare fra i sostenitori dell’universo maga e dell’interventismo duro e puro, per la possibilità che gli Stati Uniti di Donald Trump decidano di attaccare militarmente ancora una volta l’Iran, per tentare la spallata al regime.
Regime che, come abbiamo scritto ieri, il sottoscritto considera una disgrazia, una iattura mondiale e in particolar modo per i sacrosanti desideri di libertà e sviluppo di intere generazioni di iraniani.
Detto questo, ci siamo già passati: Israele ha attaccato, gli Stati Uniti hanno attaccato e siamo ancora qui.
Il motivo è molto semplice: né Israele né la Casa Bianca hanno una strategia reale per sostituire l’attuale sanguinario e inqualificabile regime degli ayatollah con una proposta alternativa coerente. Nessuno – sottolineiamo nessuno – penserebbe neppure per un istante di poter condannare la caduta del regime che dal 1979 ha trasformato l’Iran in un incubo, ma è necessario avere una strategia, se si decide di intervenire.
È quello che chi non è obnubilato dall’ideologia e da confusi istinti continua a sottolineare sul Venezuela: nessuna persona dotata di intelletto può rimpiangere Nicolas Maduro e (come scrivemmo nelle prime ore) un mondo senza Maduro è un mondo migliore. Qual è, però, l’attuale alternativa? Se ora comandano i vice e gli amici di Maduro quale sarebbe il vantaggio per il popolo venezuelano?
Per capirci, la faccenda dei narcotrafficanti è già finita e adesso si parla solo di petrolio. Non che qualcuno avesse creduto alla balla dei narcos per motivare la cattura del dittatore, ma qui una strategia che cambia ogni tre giorni è solo sintomo di una totale assenza di strategia.
Se proiettiamo questa realtà – non un’opinione – sull’Iran la paura è quella che per qualche giorno staremo attenti a Teheran, potrà piovere qualche missile e magari verrà sostituita una guida suprema con un’altra guida suprema. E poi? Libertà e democrazia sono un’altra cosa.
di Fulvio Giuliani
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