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Iran, tregua di 2 settimane! L’annuncio di Trump. Riapre Hormuz, premier Pakistan “venerdì 10 colloqui a Islamabad tra Usa e Teheran”

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Stop per 15 giorni agli attacchi contro l’Iran, così ha annunciato Trump. Venerdì 10 i colloqui tra Usa e Teheran a Islamabad

Trump

Iran, tregua di 2 settimane! L’annuncio di Trump. Riapre Hormuz, premier Pakistan “venerdì 10 colloqui a Islamabad tra Usa e Teheran”

Stop per 15 giorni agli attacchi contro l’Iran, così ha annunciato Trump. Venerdì 10 i colloqui tra Usa e Teheran a Islamabad

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Iran, tregua di 2 settimane! L’annuncio di Trump. Riapre Hormuz, premier Pakistan “venerdì 10 colloqui a Islamabad tra Usa e Teheran”

Stop per 15 giorni agli attacchi contro l’Iran, così ha annunciato Trump. Venerdì 10 i colloqui tra Usa e Teheran a Islamabad

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Gli ultimi Aggiornamenti

Ore 8.03

“Accolgo con favore la tregua di due settimane concordata tra Stati Uniti e Iran durante la notte”. Così in un post su X il cancelliere tedesco Friedrich Merz, che ringrazia il Pakistan per la mediazione. “L’obiettivo ora – sottolinea – deve essere negoziare una fine duratura della guerra. A tal fine siamo in stretto contatto con i nostri partner”.

Ore 7.42

Venerdì 10 Islamabad accoglierà le delegazioni di Stati Uniti e Iran per i colloqui che dovrebbero portare ad un accordo dopo la tregua di due settimane annunciata stanotte. Lo ha scritto su X il premier pachistano Shehbaz Sharif: “Estendo la più profonda gratitudine alla leadership di entrambi i paesi e invito le loro delegazioni a Islamabad venerdì 10 aprile, per negoziare ulteriormente un accordo conclusivo per risolvere tutte le controversie”..

“Speriamo vivamente che i ‘Colloqui di Islamabad’ riescano a raggiungere una pace sostenibile e desideriamo condividere altre buone notizie nei prossimi giorni”, ha detto ancora Sharif, che ieri sera, poche ore prima della scadenza dell’ultimatum fissato da Donald Trump alle 2 ora italiana, aveva chiesto a Donald Trump “di prorogare la scadenza di due settimane” e agli “iraniani di aprire lo Stretto di Hormuz per un corrispondente periodo come gesto di buona volontà”.

Ore 7.18

Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, “accoglie con favore l’annuncio di un cessate il fuoco di due settimane da parte di Stati Uniti e Iran” e invita “tutte le parti coinvolte nell’attuale conflitto in Medio Oriente a rispettare gli obblighi in base al diritto internazionale e i termini del cessate il fuoco per spianare la strada verso una pace duratura e globale nella regione”. Guterres, prosegue una dichiarazione del portavoce Stéphane Dujarric, sottolinea che è “urgente porre fine delle ostilità per proteggere le vite dei civili e alleviare le sofferenze”.

“Sincero apprezzamento” del segretario generale dell’Onu per il lavoro del “Pakistan e degli altri Paesi coinvolti” negli sforzi per “facilitare il cessate il fuoco”. Nella regione c’è l’inviato di Guterres, Jean Arnault, per “sostenere gli sforzi verso una pace duratura”.

Ore 7.08

“Israele sostiene la decisione del presidente Trump di sospendere i raid contro l’Iran per due settimane a patto che l’Iran apra immediatamente lo Stretto e fermi tutti gli attacchi contro Usa, Israele e Paesi nella regione”. E’ quanto si legge in una dichiarazione diffusa su X dall’ufficio del premier israeliano Benjamin Netanyahu, a seguito dell’annuncio di due settimane di tregua arrivato da Donald Trump dopo che lo scorso 28 febbraio Usa e Israele avevano annunciato l’avvio di operazioni militari contro la Repubblica islamica. Nelle scorse settimane Israele ha anche avviato nuove operazioni contro gli Hezbollah in Libano e la dichiarazione puntualizza che “il cessate il fuoco di due settimane non include il Libano” a differenza di quanto era stato annunciato nella notte su X da Shehbaz Sharig, premier del Pakistan, protagonista della mediazione tra Usa e Iran.

“Israele sostiene – si legge ancora nella dichiarazione diffusa dall’ufficio di Netanyahu – il lavoro degli Stati Uniti per garantire che l’Iran non rappresenti più una minaccia nucleare, missilistica e terrroristica per l’America, per Israele, i vicini arabi dell’Iran e il mondo”. Gli Stati Uniti, conclude il testo, “hanno detto a Israele di essere impegnati a raggiungere nei prossimi negoziati questi obiettivi, condivisi da Usa, Israele, alleati di Israele nella regione”.

Ore 6.46

“Un grande giorno per la pace nel mondo. L’Iran vuole accada, ne hanno abbastanza! E lo stesso vale per tutti gli altri!”. Esordisce così Donald Trump in un nuovo post su Truth, dopo l’annuncio di due settimane di tregua, in cui afferma che “gli Stati Uniti aiuteranno a gestire l’accumulo di traffico nello Stretto di Hormuz” e parla di “Età dell’Oro in Medio Oriente”.

“Ci saranno molte iniziative positive! Si faranno molti soldi. L’Iran può avviare il processo di ricostruzione”, scrive il presidente degli Stati Uniti dopo settimane di raid contro la Repubblica islamica il cui avvio era stato annunciato da Usa e Israele la mattina dello scorso 28 febbraio. “Caricheremo rifornimenti di ogni tipo e resteremo semplicemente ‘in giro’ per assicurarci che tutto vada bene. Sono fiducioso sarà così – conclude – Come negli Stati Uniti, questa potrebbe essere l’Età dell’Oro del Medio Oriente”.

Ore 6.43

In Bahrein sono scattate le sirene d’allarme missilistico, poche ore dopo che Stati Uniti e Iran avevano annunciato di aver raggiunto un cessate il fuoco di due settimane, secondo quanto riportato da Ap. Il Ministero dell’Interno del Bahrein ha diffuso l’allarme. L’accordo di cessate il fuoco non specificava immediatamente quando sarebbero cessati i combattimenti. Dopo l’annuncio, l’Iran ha lanciato missili contro gli stati arabi del Golfo e Israele.


Nessuna apocalisse, almeno per ora. Nessuna civiltà è stata cancellata in una notte.
Le parole folli, sconcertanti e spaventose pronunciate ieri dal capo della Casa Bianca senza la minima idea di una reale strategia hanno lasciato il posto all’unica via d’uscita possibile quando semplicemente non c’è più niente da bombardare e nessun obiettivo militare sensato ancora da raggiungere: la trattativa diplomatica incentrata sull’unica, grande arma strategica in mano alla teocrazia di Teheran: lo Stretto di Hormuz.

“Sulla base delle conversazioni avute con il primo ministro del Pakistan Shehbaz Sharif e con il feldmaresciallo Asim Munir del Pakistan, in cui mi è stato chiesto di sospendere l’invio di forze distruttive in Iran previsto per questa sera, e a condizione che la Repubblica Islamica dell’Iran acconsenta all’apertura completa, immediata e sicura dello Stretto di Hormuz, acconsento a sospendere i bombardamenti e gli attacchi contro l’Iran per un periodo di due settimane”, aveva scritto Trump su Truth nella notte.


Infatti, l’unica condizione citata dallo stesso Trump alla cessazione delle ostilità per 15 giorni è la riapertura “immediata” dello Stretto e il via libera al transito del petrolio e del gas bloccati nel Golfo, che stanno progressivamente strozzando l’economia mondiale. Secondo l’informatissimo e affidabile sito statunitense Axios, l’idea sarebbe quella di procedere ora a colloqui diretti fra Stati Uniti e Iran a partire presumibilmente da venerdì in Pakistan, a Islamabad. È stato il governo pakistano, infatti, a porsi efficacemente come mediatore fra le parti, lanciando l’altro ieri un piano di pace respinto quasi subito dagli iraniani, ma preso al balzo dagli ayatollah per rilanciare con 10 punti di trattative che lo stesso Trump questa notte ha ribadito essere una buona base per un confronto e l’avvio di un faccia a faccia per una soluzione (più o meno) stabile del conflitto.


Nel consueto post cervellotico ed entusiasta sul suo social Truth, il Presidente che ieri parlava con toni da Armageddon e ha costretto la Casa Bianca a precisare che non era in agenda l’uso dell’arma nucleare contro l’Iran (!!), ha ripreso a scrivere di pace come se nulla fosse accaduto e in tutto maiuscolo come suo solito: “Questo sarà un cessate il fuoco reciproco! La ragione di ciò è che abbiamo già raggiunto e superato tutti gli obiettivi militari – scrive Trump – e siamo molto lontani da un accordo definitivo sulla PACE a lungo termine con l’Iran e sulla PACE in Medio Oriente. Abbiamo ricevuto una proposta in 10 punti dall’Iran e crediamo che sia una base praticabile su cui negoziare”.
Il mondo respira, aggrappato alle parole, agli annunci, alle minacce e alle solite retromarce di Donald Trump.

Di Altea Ferrante

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