Iran, Trump alla casella del via
Iran: dopo settimane di negoziati, la Repubblica islamica ha consegnato ai mediatori di Islamabad la risposta al memorandum di Washington
Iran, Trump alla casella del via
Iran: dopo settimane di negoziati, la Repubblica islamica ha consegnato ai mediatori di Islamabad la risposta al memorandum di Washington
Iran, Trump alla casella del via
Iran: dopo settimane di negoziati, la Repubblica islamica ha consegnato ai mediatori di Islamabad la risposta al memorandum di Washington
Gli Ultimi Aggiornamenti
Ore 17.50
Il presidente americano Donald Trump ha definito “gente stupida” gli iraniani che credevano si sarebbe stancato di portare avanti l’operazione militare. “Ma quanto sono stupidi? Che gente stupida. Pensano che mi stancherò di tutto questo, mi annoierò, sentirò un po’ di pressione – ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale – Non c’è alcuna pressione. Otterremo una vittoria totale. In teoria, dal punto di vista militare, abbiamo già ottenuto una vittoria totale”.
Ha poi ribadito che l’Iran è favorevole a consegnare a Washington la “polvere nucleare”, ossia le scorte di uranio arricchito sopravvissute agli attacchi statunitensi. “Ci hanno detto: potete avere la polvere, ma dovrete venire a prenderla”, ha riferito Trump ai giornalisti nello Studio Ovale, sottolineando che solo Washington e Pechino dispongono delle capacità necessarie per il recupero, visto che “i siti sono stati distrutti”.
Dopo settimane di negoziati impossibili, la Repubblica islamica ha consegnato ai mediatori di Islamabad la risposta al memorandum di Washington, che prevederebbe la “cessazione immediata della guerra” e il “ripristino della sicurezza marittima” nel Golfo e nello Stretto di Hormuz. Poi, si parlerà del resto. Il documento sembra non discostarsi molto dalla prima bozza proposta dagli ayatollah qualche settimana fa, che anche il quel caso prevedeva un accordo in due fasi: prima le urgenze e poi i nodi veri.
“Non ci piegheremo mai di fronte al nemico e se si parla di dialogo o di negoziato ciò non significa resa o ritirata”, ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Immediata la risposta del presidente americano Donald Trump: “Ho appena letto la risposta dei cosiddetti ‘rappresentanti’ dell’Iran. Non mi piace: totalmente inaccettabile!”.
La proposta di Teheran pretende il pagamento dei danni di guerra, il riconoscimento della sovranità su Hormuz e la revoca delle sanzioni. Inoltre, l’Iran ha anche minacciato ritorsioni contro Londra e Parigi se quest’ultime manderanno navi nello Stretto.
Il memorandum americano, invece, prevederebbe tre punti chiave immediati: via il blocco contro le navi e i porti iraniani, riapertura dello Stretto al traffico commerciale e lo stop agli scontri a fuoco. Gli americani insistono sul fatto che l’Iran debba cedere scorte di uranio arricchito, chiudere i tre impianti nucleari e, infine, che debba sospendere l’arricchimento per vent’anni. Secondo i media Usa, gli ayatollah avrebbero risposto positivamente per quanto riguarda la diluizione di una parte dell’uranio, il resto verrebbe spedito in Russia. Informazioni, però, smentite dall’agenzia iraniana Tasnim. Secondo una fonte dei negoziati, il nodo principale che rende impossibili le trattative è la posizione massimalista sul nucleare di entrambe le parti.
Nelle sue ultime dichiarazioni, durante il programma tv Full Measure, il presidente americano Donald Trump ha ribadito che “gli Usa non possono permettere all’Iran di possedere armi atomiche. Prenderemo l’uranio arricchito. Se qualcuno si avvicina, lo faremo saltare in aria”. Dichiarazioni appoggiate anche dal primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, che in un’intervista a 60 minutes spiega che i materiali nucleari, i siti di arricchimento e i gruppi alleati dell’Iran devono essere smantellati prima che la guerra possa finire.
Di Claudia Burgio
La Ragione è anche su WhatsApp. Entra nel nostro canale per non perderti nulla!
Leggi anche