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Iran, Trump valuta un attacco. Axios: “Probabilità al 90%, il tycoon ha perso la pazienza”

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I colloqui fra Usa e Iran non hanno prodotto risultati apprezzabili per gli statunitensi. E Donald Trump valuta un possibile attacco

Iran, Trump valuta un attacco. Axios: “Probabilità al 90%, il tycoon ha perso la pazienza”

I colloqui fra Usa e Iran non hanno prodotto risultati apprezzabili per gli statunitensi. E Donald Trump valuta un possibile attacco

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Iran, Trump valuta un attacco. Axios: “Probabilità al 90%, il tycoon ha perso la pazienza”

I colloqui fra Usa e Iran non hanno prodotto risultati apprezzabili per gli statunitensi. E Donald Trump valuta un possibile attacco

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L’attacco degli Usa all’Iran è sempre più vicino, Donald Trump sta perdendo la pazienza e l’opzione militare prende quota. I negoziati di Ginevra non hanno prodotto nulla di paragonabile ad una fumata bianca. Il dialogo tra Washington e Teheran non ha prodotto risultati apprezzabili, le distanze rimangono ampie e – probabilmente – incolmabili. “La diplomazia è sempre stata la prima opzione per Trump, e per l’Iran sarebbe saggio fare un accordo con il presidente e la sua amministrazione”, dice Karoline Leavitt, portavoce della Casa Bianca, sintetizzando l’ennesimo ultimatum.

Trump verso l’ordine di attacco in Iran

Trump “sta parlando con molte persone, ovviamente anche il suo team di sicurezza nazionale, e il presidente prende molto seriamente questi colloqui, tenendo sempre al primo posto gli interessi degli Usa, dell’esercito e del popolo americano”. La Casa Bianca sottolinea che “ci sono molte ragioni e argomentazioni a favore di un attacco contro l’Iran”. “C’è stato un piccolo progresso nei negoziati – riconosce la portavoce – ma siamo ancora molto distanti su alcune questioni”. C’è una scadenza? “Non parlerò di deadline a nome del presidente”. Le indiscrezioni fornite da altri funzionari fanno pensare che l’Iran abbia tempo fino alla fine del mese per accettare un pacchetto di concessioni significative sul suo programma nucleare.

A integrare il quadro provvede la testata statunitense Axios. L’amministrazione Trump sarebbe sempre più vicina a un conflitto su larga scala in Medio Oriente di quanto appaia all’opinione pubblica americana, ed è possibile che un’operazione militare contro l’Iran possa iniziare “molto presto”. La strategia non prevede un’azione mirata come quella condotta in Venezuela, ma di una campagna massiccia e prolungata, potenzialmente congiunta con Israele, più ampia e con implicazioni esistenziali per il regime di Teheran rispetto alla guerra di 12 giorni guidata da Israele la scorsa estate.

Israele si prepara

Secondo fonti israeliane, il governo di Benjamin Netanyahu si starebbe preparando a uno scenario di guerra “entro pochi giorni”, mentre a Washington le valutazioni sui tempi divergono: alcuni parlano di settimane, altri di un orizzonte più ravvicinato. “Il capo si sta spazientendo”, afferma un consigliere di Trump, stimando al 90% la probabilità di un’azione militare nelle prossime settimane in assenza di progressi diplomatici.

“In un modo o nell’altro” gli Usa impediranno all’Iran di dotarsi di armi nucleari, dice Chris Wright, segretario Usa all’Energia. Gli iraniani “sono stati molto chiari su quello che avrebbero fatto con armi nucleari. E’ assolutamente inaccettabile – dice Wright ai giornalisti a margine di riunioni dell’Agenzia internazionale dell’Energia (Aie) a Parigi – Quindi, in un modo o nell’altro, porremo fine alla marcia dell’Iran verso l’arma nucleare”.

Il mutamento della situazione è testimoniato dalla crescente fibrillazione in Israele, con riunioni a tutti i livelli per prepararsi all’eventualità che Trump dia il via libera a un attacco. “I tempi si stanno accorciando – la posizione di Tel Aviv – e questo vale anche per la preparazione militare. Alla fine, sarà un uomo a decidere”. Il Comando del Fronte Interno dell’Idf e altre agenzie di emergenza hanno ricevuto istruzioni di predisporre tutti i preparativi necessari.

di Margherita Medici

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