Iran, Trump: “O accordo oppure riprenderanno le bombe”. Netanyahu: “Non abbiamo ancora finito il lavoro”
“Tutti i punti fra Usa e Iran sono stati ormai negoziati”, rivela la giornalista di Fox News Maria Bartiromo che spiega di aver parlato con Trump. E ancora: “Tuttavia se non firmeranno l’accordo, gli Stati Uniti faranno saltare in aria le centrali elettriche e molto altro”
Iran, Trump: “O accordo oppure riprenderanno le bombe”. Netanyahu: “Non abbiamo ancora finito il lavoro”
“Tutti i punti fra Usa e Iran sono stati ormai negoziati”, rivela la giornalista di Fox News Maria Bartiromo che spiega di aver parlato con Trump. E ancora: “Tuttavia se non firmeranno l’accordo, gli Stati Uniti faranno saltare in aria le centrali elettriche e molto altro”
Iran, Trump: “O accordo oppure riprenderanno le bombe”. Netanyahu: “Non abbiamo ancora finito il lavoro”
“Tutti i punti fra Usa e Iran sono stati ormai negoziati”, rivela la giornalista di Fox News Maria Bartiromo che spiega di aver parlato con Trump. E ancora: “Tuttavia se non firmeranno l’accordo, gli Stati Uniti faranno saltare in aria le centrali elettriche e molto altro”
Guerra in Iran, i principali aggiornamenti.
J. D. Vance e la delegazione Usa verso Islamabad (Pakistan). Trump: “L’accordo con l’Iran sarà firmato. Oppure riprenderanno le bombe”
Ssi avvicina la scadenza del cessate il fuoco i tentativi diplomatici rimangono fragili e incerti.
La delegazione Usa guidata dal vice presidente J. D. Vance fra poche ore dovrebbe partire alla volta di Islamabad, in Pakistan. E secondo il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, forse già “domani sera” sarà firmato l’accordo con l’Iran.
“Tutti i punti sono stati ormai negoziati”, ha rivelato la giornalista di Fox News, Maria Bartiromo, spiegando di aver parlato con il capo della Casa Bianca. La giornalista ha affermato che Trump si aspetta che “l’Iran firmi un accordo domani sera in Pakistan”. “Tuttavia se non firmeranno l’accordo, gli Stati Uniti faranno saltare in aria in Iran tutte le centrali elettriche e molto altro”, ha aggiunto.
Da parte sua il governo iraniano non ha ancora chiarito se parteciperà a un nuovo round di negoziati con gli Usa. “Non siamo affatto ottimisti, ma realisti”, ha detto il ministero degli Esteri di Teheran.
Trump: “Mi piacerebbe partecipare a colloqui con l’Iran a Islamabad (Pakistan) ma non è necessario”
A Donald Trump piacerebbe prendere parte alle trattative con l’Iran di persona ma non pensa che sia necessario.
Rispondendo a chi gli chiedeva se i combattimenti riprenderanno subito in caso non ci fosse un’intesa, Trump ha detto: “Se non ci sarà l’accordo, me lo aspetto”.
Trump: “Non mi affretterò a concludere un cattivo accordo con l’Iran”
Trump ha detto che non si affretterà a “concludere un cattivo accordo con l’Iran”. Lo ha affermato a Bloomberg.
Trump: “Lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino alla firma dell’accordo”
Trump dice (ancora una volta) che “lo Stretto di Hormuz rimarrà chiuso fino alla firma dell’accordo” con l’Iran.
“The Donald” conferma inoltre che “il cessate il fuoco scadrà mercoledì pomeriggio” e che il suo vice, J. D. Vance, partirà da Washington per Islamabad “nella serata di oggi”.
“The New York Times”: “La delegazione iraniana andrà a Islamabad martedì”
La delegazione iraniana prevede di andare a Islamabad martedì per avviare i colloqui con gli Usa. Lo afferma il quotidiano Usa “The New York Times” che cita due fonti iraniane. Secondo tali fonti, per Teheran sarà presente il presidente del parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf.
Cnn: “Colloqui Usa-Iran previsti per mercoledì”
E’ previsto per “mercoledì” a Islamabad un secondo round di colloqui tra delegazioni di Stati Uniti e Iran, ma la situazione resta incerta. Lo rivelano alla Cnn fonti a conoscenza dei piani, secondo le quali il vicepresidente JD Vance dovrebbe partire martedì per dirigersi a Islamabad (Pakistan).
Dalla Casa Bianca hanno detto alla rete americana di “attendersi la delegazione parta presto, ma non è chiaro quando”.
Iran, Trump: “Non è stato Israele a convincermi su guerra ma il 7 ottobre”
“Non è stato Israele a convincermi sulla guerra con l’Iran, ma i risultati del 7 ottobre, che hanno rafforzato la mia convizione di sempre: l’Iran non potrà mai avere un’arma nucleare”. Lo ha dichiarato in un post su Truth Social il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Il capo della Casa Bianca ha poi ribadito l’accusa a opinionisti e “fake news” di dire “bugie” e diffondere sondaggi “truccati, come sono state truccate le elezioni presidenziali del 2020. Proprio come i risultati in Venezuela, di cui i media non amano parlare, i risultati in Iran saranno sorprendenti – ha aggiunto Trump – E se i nuovi leader dell’Iran (regime change) saranno intelligenti, l’Iran potrà avere un futuro grandioso e prospero”.
Trump: “Eventuale incontro con la leadership dell’Iran? Non ho problemi se lo vogliono”
“Non ho nessun problema ad incontrarli, se vogliono incontrarsi, noi abbiamo persone molto capaci, ma io non ho problemi ad incontrarli”. Così Donald Trump, intervistato dal New York Post, ha segnalato la sua disponibilità ad una svolta diplomatica clamorosa, un suo incontro con la leadership iraniana nel caso che se ne creasse l’opportunità.
E alla domanda se gli Stati Uniti sanno chi in questo momento sta guidando il Paese, Trump risponde: “Abbiamo idee abbastanza chiare, e pensiamo che stiamo negoziando con le persone giuste”. E riguardo al negoziato ribadisce la richiesta non negoziabile: “si devono liberare delle armi nucleari, è molto semplice, non ci devono essere armi nucleari”.
Ma con la scadenza della tregua di due settimane alle porte, il tycoon dice di “non voler entrare nei dettagli in questo momento” di quello che succederebbere se Teheran non accetta le sue condizioni. “Lo potete immaginare, non sarebbe bello”, ha concluso.
Netanyahu: “Non abbiamo ancora finito il lavoro”
I piloti israeliani controllano i cieli dell’Iran, ma Israele “non ha finito il lavoro” nella Repubblica islamica. Lo ha dichiarato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, durante una cerimonia a Gerusalemme, secondo quanto riferito dal Times of Israel. Israele e gli Stati Uniti, ha aggiunto Netanyahu, “si stanno caricando sulle spalle l’intera civiltà occidentale”.
Le parole del presidente cinese Xi Jinping
Il presidente cinese, Xi Jinping, ha affermato che il “normale traffico” nello strategico Stretto di Hormuz “deve essere garantito”. Lo ha riferito l’emittente statale Cctv, riportando una telefonata avuta con l’erede al trono saudita e leader ‘de facto’ della monarchia del Golfo, Mohammed bin Salman. Nel colloquio Xi ha ribadito inoltre che la Cina “sostiene un cessate il fuoco immediato e completo”.
I prezzi del petrolio sono aumentati bruscamente
I prezzi del petrolio sono aumentati bruscamente lunedì, a causa delle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran che hanno scosso i mercati. Il Brent con consegna a giugno è stato scambiato a 97 dollari al barile, con un rialzo di oltre il 7% rispetto alla settimana precedente, mentre il benchmark statunitense West Texas Intermediate (Wti) ha registrato aumenti simili. All’inizio dell’escalation, a fine febbraio, il Brent era scambiato a meno di 70 dollari. Il rialzo è avvenuto dopo l’intensificarsi delle tensioni nello Stretto di Hormuz, dove la Marina statunitense ha sequestrato una nave iraniana domenica.
Trump annuncia l’invio di una delegazione in Pakistan ma Teheran non conferma la presenza al tavolo
In bilico il secondo round di negoziati Usa-Iran. Donald Trump ha annunciato l’invio di una delegazione in Pakistan ma Teheran non ha confermato la presenza al tavolo. “Se non accettano” un accordo, “gli Stati Uniti abbatteranno ogni singola centrale elettrica, ogni singolo ponte”, ha avvertito il presidente americano. Secondo le ultime notizie di oggi lunedì 20 aprile, le forze armate statunitensi stanno utilizzando imbarcazioni senza equipaggio per rimuovere le mine posizionate dall’Iran nello Stretto di Hormuz, riporta il Wall Street Journal, descrivendo l’operazione come un “sforzo silenzioso” volto a ridurre la capacità dell’Iran di controllare Hormuz e riaprirlo alla navigazione.
Intanto i prezzi del petrolio sono aumentati bruscamente, a causa delle rinnovate tensioni tra Stati Uniti e Iran che hanno scosso i mercati. Il Brent con consegna a giugno è stato scambiato a 97 dollari al barile, con un rialzo di oltre il 7% rispetto alla settimana precedente, mentre il benchmark statunitense West Texas Intermediate (Wti) ha registrato aumenti simili. All’inizio dell’escalation, a fine febbraio, il Brent era scambiato a meno di 70 dollari. Il rialzo è avvenuto dopo l’intensificarsi delle tensioni nello Stretto di Hormuz.
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- Tag: Iran
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