---
title: Israeliani oggi
description: Il nostro quotidiano è stato ospite della cerimonia ufficiale del 76º anniversario della Dichiarazione di indipendenza dello Stato di Israele
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-1182-1024x639.jpg
date: 2024-05-22
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/israele-3/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, israele]
---

# Israeliani oggi

![Israele](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-1182-1024x639.jpg)

Il nostro quotidiano è stato ospite della cerimonia ufficiale del 76º anniversario della Dichiarazione di indipendenza dello Stato di Israele

**Il nostro quotidiano è stato ospite della cerimonia ufficiale del 76º anniversario della Dichiarazione di indipendenza dello Stato di Israele e del 75º delle relazioni diplomatiche fra Italia e Israele**. Un’occasione solitamente ‘di *routine*’, che alla luce dei tragici eventi seguiti al 7 ottobre non poteva che assumere contorni molto diversi rispetto agli ultimi anni.** La guerra pesa, la tragedia incombe, il dolore si sente. Aleggia nell’aria. Il governo, la politica, i rappresentanti delle istituzioni e delle Forze armate non sono mancati – non avrebbero potuto – ma in numero e a un livello di rappresentanza diversi.** Ogni parola conta, ogni fotografia impegna: non si tratta di voler prendere le distanze, ma ciascun gesto viene pesato. A Roma come in tutte le capitali europee.

Per quanto ci riguarda, **gradiremmo un appoggio se possibile ancor più fermo, pur nel sacrosanto diritto di critica a una politica che tante volte abbiamo definito priva di una strategia per condurre la guerra nella Striscia di Gaza e disegnarne un futuro**. Il futuro di 2 milioni di palestinesi lasciati troppo a lungo nelle mani di Hamas, premiando il cinismo e gli interessi degli *sponsor* dei terroristi ma anche a causa dell’illusione cullata dal governo israeliano di poter ‘comprare’ una qualche forma di convivenza armata, in cambio del fiume di denaro che Hamas ha finito per rivolgergli contro il 7 ottobre.

Torniamo però alla cerimonia che ha segnato anche la fine della missione a Roma dell’ambasciatore Alon Bar, **trovatosi a gestire l’incubo degli attentati e il progressivo trasformarsi dell’iniziale solidarietà in distacco, critica e sempre più spesso attacchi indiscriminati allo Stato di Israele. Angoscia il senso di assedio che emerge dai volti, dai gesti e dalle parole degli israeliani.** Vivono da sempre nel costante timore della guerra e della distruzione, nascono in un Paese che non ha mai conosciuto in 76 anni il significato più profondo della parola “pace”. Almeno così come lo possiamo intendere noi.

**Eppure questa volta è diverso, avvertono una dimensione di rischio prima sconosciuta. Ti si avvicinano, stringono le mani guardandoti fisso negli occhi e dicono più volte: «Grazie di essere qui, è molto importante per noi».** Lo ripetono in italiano, inglese ed ebraico e avverti che non è un gesto dovuto, una cortesia per così dire istituzionale o buona educazione. Le immagini delle nostre università, le proteste violente, le richieste di boicottaggio hanno colpito profondamente gli israeliani che vivono da noi e tanti italiani di religione ebraica.** Non riescono a capire come si possano dimenticare i 1.200 morti, i loro 180 concittadini ancora nelle mani di Hamas, i feriti.** **Salutano gli eroi, ma ricordano anche i vertici militari che dimettendosi si sono assunti la responsabilità del clamoroso fallimento di *intelligence* di ottobre: una delle tante, enormi differenze con chi il proprio popolo lo manda al macello perché ha bisogno esattamente di quello**. È, in sostanza, il dato politico dell’impossibile equiparazione fra Hamas e Israele, seguente alla richiesta di arresto – non ancora esaminata – arrivata dal procuratore capo della Corte penale internazionale dell’Aja.

**Chiunque abbia visitato Israele sarà stato colpito dal persistente senso di accerchiamento che si respira. Uno *status* che ha anche aiutato il Paese a gestire la sua storia e a diventare ricco e sviluppato. **Un faro della democrazia e dei diritti umani in un’area che conosce solo autocrazie, violenza e dittature, cosa regolarmente dimenticata da taluni curiosi sostenitori della libertà nel nostro Paese. **Ci sarà un motivo se Israele ha un tasso di natalità sconosciuto alle Nazioni occidentali**, un amore per certi aspetti disperato per la vita e anche il divertimento, cristallizzato in quella città fuori dallo spazio che è Tel Aviv.

**L’ondata di odio a casa nostra fa più male**, proprio perché inattesa nelle dimensioni e nella virulenza morale nei confronti di tutto ciò che è Israele e sempre più spesso ‘ebreo’.

**Agli amici devi sincerità e appoggio**: stringendo quelle mani ci siamo sentiti investiti di una piccola missione di verità così come dell’impegno a non venire meno all’obbligo di onestà intellettuale anche nelle critiche a fratelli che non possiamo abbandonare. Perché abbandoneremmo noi stessi.

di *Fulvio Giuliani*
