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title: "Israele: camion contro passanti alla fermata del bus a Tel Aviv, 37 feriti. “È un attentato”"
description: "Un camion si è schiantato contro una fermata dell'autobus a nord di Tel Aviv provocando 37 feriti. Il camionista è stato ucciso"
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date: 2024-10-27
author: Mario Catania
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categories: [Esteri]
tags: [guerra, israele]
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# Israele: camion contro passanti alla fermata del bus a Tel Aviv, 37 feriti. “È un attentato”

![Camion Tel Aviv](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Camion-Tel-Aviv.jpg)

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2024-10-26 16:03:54

2024-10-26 14:03:54

Attacco israeliano all’Iran: “Ma il vero obiettivo di Tel Aviv è indebolire Hezbollah e arriva a un regime change. È una scommessa che non può essere vinta nel brevissimo periodo”

La risposta tanto attesa (e temuta) da parte di Israele all’attacco iraniano del 1° ottobre è arrivata, ma paradossalmente il rischio di una ulteriore escalation sembra essere scongiurato da molti. Ad essere colpiti, infatti, sono stati solo obiettivi militari e non siti nucleari o infrastrutture petrolifere, come peraltro aveva chiesto dagli Stati Uniti. Proprio Washington è stata informata in anticipo dell’operazione, con una telefonata dal ministro della Difesa israeliano, Gallant, all’omologo Austin, illustrando preventivamente i piani di azione. Insomma, il coordinamento c’è stato, tanto che alla vigilia dell’intervento militare gli stessi Usa avevano dispiegato i propri F16 di stanza in Germania, pronti a eventuali interventi. Questa volta, dunque, la pressione americana esercitata da settimane sembra aver avuto effetto: «Sicuramente la risposta israeliana, giunta dopo oltre 20 giorni, dimostra che c’è stata una trattativa molto intensa tra Washington e Tel Aviv, non senza conflittualità, come dimostrato dall’ultimatum statunitense alla fornitura di armi a Israele, se questo non avesse permesso l’ingresso di aiuti umanitari a Gaza. L’amministrazione Usa ha cercato di alzare la voce e persuadere Israele a seguire le proprie indicazioni per evitare una ulteriore escalation», osserva Greta Cristini, analista geopolitica e reporter, esperta di Medio Oriente, già avvocata anticorruzione negli Stati Uniti. 

«A prescindere dalle raccomandazioni di Washington però Israele non perde di vista il proprio obiettivo principale, cioè l’annichilimento dell’asse della resistenza, creato dall’Iran fin dagli anni ’80. Nonostante disponga di forze tecnologicamente avanzate, è pur sempre un Paese piccolo con risorse e un esercito limitati e al momento ha molti fronti aperti (a Gaza, in Libano, in Cisgiordania ma anche con gli Houthi), senza dimenticare il coinvolgimento di Iran e Siria nel rifornimento a Hezbollah.

Se il botta e risposta si ferma qui, con un attacco del genere Israele segnala di non voler entrare in guerra aperta con l’Iran per concentrarsi sulle operazioni di terra ai suoi confini», osserva Cristini. In una nota la Casa Bianca ha parlato di «autodifesa». L’attacco mirato, durato circa tre ore e condotto in tre riprese, ha avuto come obiettivi alcune basi dei pasdaran e impianti per la produzione missilistica. D’altro canto Teheran da un lato rivendica il diritto alla propria difesa ma dall’altra, e tramite un mediatore straniero, avrebbe fatto sapere che questa volta non sarebbe intenzionato a rispondere a sua volta all’attacco. Avrebbe anche definito ufficialmente l’operazione israeliana come «debole»: un messaggio soprattutto rivolto alla propria opinione pubblica. «Minimizzare la portata dei danni, sia da parte dei funzionari iraniani sia tramite la stampa ufficiale, serve per far passare il messaggio che non ci sia bisogno di una rappresaglia o comunque di una reazione sproporzionata – conferma l’analista - È un escamotage, soprattutto in un momento di empasse per l’Iran, dovuto a una crisi di credibilità sulla propria capacità di deterrenza. D’altro canto è in corso un dibattito interno tra la componente religiosa, guidata dall’ayatollah Khamenei, che in passato di era pronunciato con una fatwa (editto religioso) contro il programma nucleare, e quella militare dei pasdaran, che rappresentano la seconda generazione e sono molto più bellicisti: loro vorrebbero invece portare avanti il programma nucleare, che peggiorerebbe inevitabilmente i rapporti con l’Occidente». 

La tensione nell’area resta comunque molto alta con attacchi israeliani anche a postazioni missilistiche in Siria e Iraq e con lo scontro in Libano. Se la pressione americana per una risposta moderata ha avuto successo, con un intervento ritenuto “chirurgico”, resta difficile pensare di chiudere a breve lo scontro per aprire una fase diplomatica, nonostante Anthony Blinken sia tornato a Washington dopo l’11esimo viaggio in Medio Oriente con l’impegno alla riapertura dei negoziati. «Dubito che Israele intenda arrivare a un negoziato a breve – osserva l’analista - L’obiettivo è duplice: accerchiare e interrompere passaggi e rifornimenti di armi dall’Iran agli Hezbollah tramite Siria e Iraq (da qui gli attacchi), ma anche agevolare a un regime change, un cambio di equilibri politici interni al Libano, indebolendo e possibilmente estromettendo Hezbollah dal governo. Colpendo l’arsenale missilistico dei miliziani, che è superiore a quello delle forze regolari libanesi, si mira a far perdere credibilità a Hezbollah nella capacità di resistere a Israele. La scommessa è di riuscire a dimostrare alle altre fazioni libanesi come sunniti, cristiani, ecc..., che Hezbollah è meno influente come attore interno, in modo da agevolare una rivisitazione politica in ottica più filo occidentale. È una scommessa, ripeto, occorre attendere per capire se Tel Aviv riuscirà a vincerla».

di Eleonora Lorusso

Cosa cambia dopo l'attacco israeliano all'Iran. Parla Greta Cristini, analista geopolitica e reporter

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2024-10-27 14:06:14

2024-10-27 13:06:14

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48966

2024-10-26 09:07:53

2024-10-26 07:07:53

“Raid israeliani hanno colpito obiettivi militari iraniani”. Lo rende noto l’esercito israeliano che spiega di aver effettuato "attacchi di precisione" in Iran

Israele nella notte attacca l’Iran in risposta agli attacchi iraniani e, in particolare, ai missili balistici del 1° ottobre. “Raid israeliani hanno colpito obiettivi militari in Iran”: lo rende noto l’esercito israeliano che spiega di aver effettuato "attacchi di precisione" su obiettivi militari in Iran "in risposta a mesi di continui attacchi" da parte della Repubblica islamica.

"L'esercito israeliano sta attualmente effettuando attacchi mirati su obiettivi militari in Iran in risposta a mesi di continui attacchi da parte del regime iraniano contro lo Stato di Israele" si legge in una nota del’Idf poco dopo l'inizio dei raid di questa notte. L'esercito israeliano afferma di aver "pienamente mobilitato" le sue capacità offensive e difensive mentre eseguiva attacchi su obiettivi militari in Iran: "Le nostre capacità difensive e offensive sono pienamente mobilitate".

Il portavoce militare, il contrammiraglio Daniel Hagari, invita la popolazione - in una dichiarazione separata - a essere "vigile e attenta".

Gli Usa parlano di “autodifesa israeliana”, come spiega la Casa Bianca in una nota. Gli attacchi israeliani contro obiettivi militari in Iran sono "un'operazione di autodifesa" dice il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana Sean Savett, che aggiunge: "I raid mirati su obiettivi militari" sono "una risposta all'attacco con missili balistici dell'Iran contro Israele il 1° ottobre". Savett ribadisce che gli Stati Uniti non stanno partecipando a tali operazioni dell'esercito israeliano contro l'Iran.

Le esplosioni a Teheran (capitale dell’Iran) sarebbero avvenute in alcune basi militari delle Guardie Rivoluzionarie tra cui la base aerea di Ghaleh Hassankhan (a ovest di Teheran), due basi a Bidkand (sempre a ovest della capitale iraniana), il forte di Hakimiyeh (a est di Teheran) e le basi Shahr-e Ray, Imam Ali e Abolfath (di Teheran).

Dopo i raid, l’esercito israeliano dichiara di aver completato il suo attacco aereo all'Iran spiegando di aver colpito le strutture di produzione di missili della repubblica islamica, le schiere di missili terra-aria e altre capacità aeree in diverse aree del Paese. "In base all'intelligence, gli aerei dell'Iaf (l’aeronautica militare israeliana) hanno colpito le strutture di produzione di missili utilizzate per produrre i missili che l'Iran ha lanciato contro lo Stato di Israele nell'ultimo anno” afferma l’esercito in una dichiarazione.

L'Iran "pagherà un prezzo elevato" se risponderà con nuovi attacchi. Lo dichiara l’esercito israeliano. "Se il regime in Iran dovesse commettere l'errore di iniziare un nuovo ciclo di escalation, saremo obbligati a rispondere. Il nostro messaggio è chiaro: tutti coloro che minacciano lo Stato di Israele e cercano di trascinare la regione in un'escalation più ampia pagheranno un prezzo elevato" afferma Daniel Hagari.

Le forze di difesa aerea iraniane confermano che l'attacco israeliano ha colpito diverse basi militari sia nella capitale Teheran che in altre città causando "danni limitati". "Questo falso regime (Israele, ndr.) ha attaccato parti di centri militari nelle province di Teheran, Khuzestan e Ilam" si legge in una dichiarazione: "ha causato danni limitati" pur essendo stato intercettato.

di Mario Catania

Israele attacca l'Iran: "Raid su obiettivi militari". Gli Usa: "È autodifesa"

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2024-10-26 13:11:39

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2024-10-25 08:03:21

2024-10-25 06:03:21

Un attacco aereo israeliano su un complesso residenziale nel campo profughi di Jabalia avrebbe provocato l'uccisione e il ferimento di circa 150 civili

La Protezione civile di Gaza afferma che l'esercito israeliano ha compiuto nelle scorse ore un “massacro di massa” radendo al suolo almeno 10 edifici residenziali nel campo profughi di Jabalia (nel nord della Striscia di Gaza). Lo riporta l'emittente araba Al Jazeera.

Le forze israeliane hanno effettuato un attacco aereo su un complesso residenziale nel campo profughi di Jabalia provocando l'uccisione e il ferimento di circa 150 civili, tra cui donne e bambini. È quanto scrive l’agenzia palestinese Wafa, citando fonti locali: “Nell'ambito di un'escalation dell'attacco genocida nel nord di Gaza, le forze di occupazione israeliane hanno effettuato un attacco aereo su un complesso residenziale nel campo profughi di Jabalia, provocando l'uccisione e il ferimento di circa 150 civili, tra cui donne e bambini”.

Gli abitanti della zona colpita hanno lanciato numerosi appelli urgenti per chiedere assistenza per il trasporto dei feriti.

Inoltre, secondo quanto riportano media libanesi, un raid aereo israeliano ha inoltre colpito in Libano un alloggio ad Hasbaya - circa 50 km a Sud di Beirut - utilizzato come residenza dalla stampa. Nell'attacco israeliano sono morti tre giornalisti che alloggiavano in una guesthouse insieme ad altri reporter: un cameraman e un ingegnere che lavoravano per l'emittente filo-iraniana Al-Mayadeen e un cameraman che lavorava per Al-Manar, di Hezbollah.

di Mario Catania

Protezione civile di Gaza: “Strage di palestinesi nel campo profughi di Jabalia, 150 fra morti e feriti”. 3 reporter tv uccisi in Libano

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2024-10-25 15:15:55

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