---
title: Israele, le folle e le domande
description: La manifestazione in Israele per chiedere il rilascio degli ostaggi e contro le politiche del governo di Netanyahu è stata impressionante
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/08/UNA-FOTO-501-1024x639.jpg
date: 2025-08-28
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/israele-le-folle-e-le-domande/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, israele]
---

# Israele, le folle e le domande

![Israele](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/08/UNA-FOTO-501-1024x639.jpg)

L’oceanica manifestazione in Israele per chiedere il rilascio degli ostaggi e contro le politiche del governo di Netanyahu nella Striscia di Gaza è stata impressionante

**L’oceanica manifestazione a Tel Aviv per chiedere la salvezza e il rilascio degli ostaggi e contro le politiche del governo di Benjamin Netanyahu nella Striscia di [Gaza](https://laragione.eu/life/spettacoli/all-82esima-mostra-del-cinema-di-venezia-i-riflettori-sono-puntati-su-gaza/) è stata impressionante**. 350.000 persone (anche fossero state 250.000, nulla cambierebbe) in un Paese di 9 milioni di abitanti costituiscono un’enorme prova di democrazia.

**La certificazione più solida che il tessuto connettivo alla base di ottant’anni di storia dello Stato di Israele è ancora vivo e reattivo.**

Per quanto la guerra in Israele e per gli israeliani sia un realtà consolidata e costante lungo i decenni - una questione di “quando” e non “se”- ciò che è accaduto dal 7 ottobre a oggi resta devastante per la psiche di un intero popolo. **Nonostante questo, un mare di persone è sceso in piazza per urlare i suoi no.**

Tutto questo è motivo di speranza per chi come noi non si è mai rassegnato all’idea della fine della storia di Israele come l’abbiamo conosciuta, sostituita da un’ordalia di estremismi che ne hanno messo a rischio il futuro. **Eppure non basta e non basterà.**

**È doveroso chiedere a quelle donne e a quegli uomini, a quelle opposizioni, a quell’anima di un Paese che non si riconosce nelle idee politiche di chi tiene in pugno il governo Netanyahu qualcosa di più strutturato e politicamente efficace.**
Perché il sottolineare la follia strategica dell’occupazione manu militari della Striscia di Gaza e la mano libera lasciata alle frange estremiste dei coloni in Cisgiordania non ci fa dimenticare che tutto questo risponde, in ogni caso, a un preciso progetto politico.

**A un progetto politico, per quanto fuori di testa, in democrazia va sempre contrapposto un progetto politico credibile e alternativo.** Non si tratta di sbattere sulle formule, a cominciare da quella “Due popoli, Due Stati” ancora così cara alle cancellerie europee soprattutto perché utile a coprire l’oggettiva irrilevanza dei nostri governi in una partita in cui si gioca un bel pezzo del nostro stesso futuro.

**Si tratta di presentare alla società israeliana un’idea del Paese che sappia andare oltre quella del conflitto perenne, che è la condizione scelta con lucidità e cinismo dal premier Netanyahu**. Più è costante la guerra, nelle sue diverse forme, più resta costante il potere di Benjamin Netanyahu.

**Quella folla a Tel Aviv che idea ha di Israele?** Come pensa di sviluppare l’inevitabile convivenza con gli arabi? Chi sono i suoi leader? Chi sta lavorando per costruire un’alternativa a Bibi? Essere in grado di fornire delle risposte è cruciale, perché in questa capacità ci può essere tutta la differenza fra un moto spontaneo di rabbia e ribellione e una via d’uscita dalle secche che rischiano di inghiottirci tutti.

di* Fulvio Giuliani*
