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title: "Raid israeliano su una scuola a Gaza. Putin: &#8220;Il Medio Oriente è sull’orlo di una guerra totale&#8221;"
description: "Continuano gi attacchi di Israele in Libano. Secondo l'agenzia di stampa, i raid contro sud di Beirut sono stati i \"più violenti\""
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date: 2024-10-24
author: Ruggero Fontana
url: https://laragione.eu/esteri/israele-violenti-raid-sul-libano-bombardati-i-sobborghi-di-beirut/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, israele, libano]
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# Raid israeliano su una scuola a Gaza. Putin: &#8220;Il Medio Oriente è sull’orlo di una guerra totale&#8221;

![Libano israele](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Evidenza-sito-1640-1024x639.jpg)

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2024-10-22 09:00:44

2024-10-22 07:00:44

Gli Hezbollah libanesi affermano di aver lanciato razzi contro due siti "nella periferia di Tel Aviv"

Sono tornate a suonare stamani a Tel Aviv le sirene dell'allarme antiaereo per cinque razzi lanciati dal Libano in direzione del centro di Israele e altri 15 lanciati contro il nord di Israele e la zona settentrionale delle Alture del Golan. I militari israeliani con notizie diffuse via Telegram hanno precisato che la maggior parte dei razzi sono stati intercettati, mentre uno è caduto in campo aperto nel centro di Israele. Nel nord, "alcuni" sono stati intercettati, altri sono caduti in zone aperte.

Gli Hezbollah libanesi rivendicano il lancio di razzi in direzione di una "base navale" nei pressi della città di Haifa, nel nord di Israele. Una dichiarazione del gruppo parla di una "raffica di razzi" contro "la base navale Stella Maris a nordovest di Haifa".

Inoltre Hezbollah rivendica anche l'attacco di sabato scorso alla residenza del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Cesarea.

Hezbollah minaccia Netanyahu: "Gli occhi dei combattenti della resistenza vedono e le loro orecchie sentono, quindi se le nostre mani non ti hanno raggiunto questa volta, allora tra noi e te ci sono giorni, notti e il campo di battaglia". È la minaccia arrivata dal responsabile delle relazioni con i media di Hezbollah Muhammad Afif.

Hezbollah rivendica l'attacco contro la casa di Netanyahu e lo minaccia. Mo: sirene d'allarme a Tel Aviv, 20 razzi lanciati contro Israele

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2024-10-23 10:36:34

2024-10-23 08:36:34

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2024-10-21 07:43:53

2024-10-21 05:43:53

Giorgia Meloni, in visita a Beirut: "Considero inaccettabile attaccare Unifil". Il videoreportage sull'attuale situazione dei soldati ONU nel sud del Libano

"Considero inaccettabile attaccare l’Unifil, tutte e due le parti devono garantire la sicurezza dei soldati. Sono convinta che Unifil debba essere rafforzata. Solo rinforzando la missione si potrà voltare pagina. Dobbiamo tornare alla missione originale di Unifil", così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte con il primo ministro del Libano Najib Mikati, durante la sua visita a Beirut. Oltre a Mikati, la presidente del Consiglio ha anche incontrato il presidente del parlamento libanese, Nabih Berri.

"Sono venuta qui a ribadire l'impegno italiano per il cessate il fuoco. - ha aggiunto Giorgia Meloni - L'Italia con altri partner internazionali ha proposto un cessate il fuoco di 21 giorni. Mikati e Berri hanno aderito alla proposta, ora serve uno sforzo da parte israeliana".

Ma com'è attualmente la situazione dei soldati UNIFIL nel sud del Libano? Ce lo racconta Francesco Maviglia in questo videoreportage.

Libano, la missione ONU è vitale

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2024-10-21 14:26:33

2024-10-21 12:26:33

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2024-10-19 13:39:18

2024-10-19 11:39:18

Dentice (Ce.S.I.): “Proseguirà per dare una nuova forma al Medio Oriente, sfruttando il momento di empasse Usa per le elezioni e l’ambiguità di alcuni attori arabi”

Il giorno dopo l’uccisione del leader di Hamas, Yahya Sinwar, Israele non si ferma. E non si fermerà ancora, come dimostrano le operazioni sul campo, in Libano, nella valle della Beqà al confine con la Siria, ma anche nei pressi della frontiera giordana e a Gaza. Le parole del premier Benjamin Netanyahu hanno confermato le intenzioni di Tel Aviv: “Abbiamo messo fine al conto aperto nei confronti di Siwar, ma la battaglia non è terminata. Noi continueremo con tutte le forze finché gli ostaggi rimasti non saranno riportati a casa. Questa è una promessa”.

“La morte di Sinwar, come prima quella del leader di Hezbollah Nasrallah, incidono poco nell’economia del conflitto in corso”, commenta Giuseppe Dentice, responsabile del desk Middle East-North Africa (MeNA) del Centro di Studi internazionali Ce.S.I. “Era accaduto in passato anche con al Qaeda: eliminando il leader non si cancella la minaccia, che casomai persiste a un livello più basso e paradossalmente meno controllabile. Specie per Hamas, il successore di Sinwar non sarà più tenero di lui, anzi è immaginabile che le nuove generazioni di terroristi siano più radicali, estremiste e aggressive con Israele, così come nella contrapposizione interna al mondo palestinese – spiega l’analista – Quello che invece ha ottenuto Netanyahu è sicuramente un risultato simbolico e politicamente vantaggioso”.

Il premier israeliano “ne esce rafforzato e ripulisce la sua immagine di Mr Sicurezza, come era soprannominato, che era stata danneggiata dopo l’attacco del 7 ottobre a Israele”, sottolinea Dentice. “L’eliminazione di Sinwar, come di Nasrallah e Hanyieh è un elemento tattico importante che rafforza il peso politico e la capacità e aggressività stessa di Israele, che oggi è un attore in grado di incutere timore nell’area. Ora l’ago della bilancia pende in favore in Israele”, osserva l’esperto.

Se lo scontro prosegue, continuano anche i tentativi di diplomatici di fermare l’azione israeliana, soprattutto a Gaza: “Le azioni delle forze di Tel Aviv sono ancora percepite come eccessivamente aggressive, sia per l’opinione pubblica occidentale che per quella araba, che pure mantiene una posizione ambigua e neutrale – chiarisce Dentice – Nel mondo arabo si ha l’idea che l’Occidente parli, invochi un cessate il fuoco, ma di fatto sia al fianco di Israele. Di fatto nessuno è in grado o vuole esercitare pressioni su Tel Aviv: le posizioni europee sono marginali, gli Usa sono alla vigilia del voto delle presidenziali e gli stessi Paesi arabi non hanno manifestato “scontentezza” per l’indebolimento dell’Iran e dei suoi proxy. Questi elementi giocano a favore di Israele, che ora mira esplicitamente a dare una nuova forma al Medio Oriente in cui Israele stessa sia centrale, magari in associazione con alcuni paesi arabi”.

Il nodo, però, rimane la questione palestinese: “Finché non si risolverà, l’Arabia Saudita ha confermato nei giorni che non firmerà i Patti di Abramo. Riad vuole avere un’influenza speculare a quella di Israele per contenerne le aspirazioni, non vogliono percepirsi e passare come minor partner, e lo farà pesare anche una volta eletto il nuovo presidente degli Stati Uniti”, conclude Dentice. Di Eleonora Lorusso

The Day After: i prossimi piani di Netanyahu

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2024-10-20 17:57:34

2024-10-20 15:57:34

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