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Italia, Francia e Germania: missione militare nel Mar Rosso

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Si chiamerà Aspides la missione militare Ue per difendere il Mar Rosso dagli attacchi Houthi e vedrà l’Italia in prima fila insieme a Francia e Germania

Italia, Francia e Germania: missione militare nel Mar Rosso

Si chiamerà Aspides la missione militare Ue per difendere il Mar Rosso dagli attacchi Houthi e vedrà l’Italia in prima fila insieme a Francia e Germania
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Italia, Francia e Germania: missione militare nel Mar Rosso

Si chiamerà Aspides la missione militare Ue per difendere il Mar Rosso dagli attacchi Houthi e vedrà l’Italia in prima fila insieme a Francia e Germania
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Le navi italiane saranno al fianco di Francia e Germania nella missione europea Aspides nel Mar Rosso a protezione dei mercantili dagli Houthi, i ribelli yemeniti che nelle ultime settimane hanno lanciato diversi attacchi a cargo e navi commerciali in transito in Europa con enormi conseguenze soprattutto sull’energia. La missione militare vedrà l’Italia in prima fila per la libera navigazione nel Mar Rosso con «scopi difensivi», potenziando «le strutture e le capacità già esistenti» di quella che, di fatto, è la missione Agenor già inaugurata dalla Francia nel 2020. La missione Emasoh Agenor era nata per proteggere i flussi marittimi attraverso lo stretto di Hormuz ed era stata poi estesa al Golfo Persico. Aspides avrà lo stesso compito, collaborando attivamente anche con la Prosperity Guardian (la coalizione a guida Usa contro gli Houthi nel Mar Rosso). I tre Paesi Ue hanno invitato «l’Alto Rappresentante (Josep Borrell, ndr) a mettere in atto tutti i possibili sforzi diplomatici per assicurare che il mandato e le attività di Aspides godano del più alto grado di comprensione possibile nella regione e oltre». E chiedono agli altri stati dell’Ue di «considerare favorevolmente la loro partecipazione, con mezzi navali o contributi di personale». Grande soddisfazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani che ha dichiarato: «Aspides non è solo una missione di polizia internazionale. È un importantissimo segnale politico della Ue: siamo sulla direzione della difesa comune europea, che è il vero tassello necessario per la politica estera comune». Questa mattina si discuterà anche del conflitto israelo-palestinese e del piano dell’Alto Rappresentate Borrell che punta ad un processo di pace in più step sulla base della soluzione in due Stati attraverso il coinvolgimento di più partner e l’organizzazione di una conferenza di pace. Una risposta inequivocabile dell’Europa alle dichiarazioni di ieri del presidente israeliano Benjamin Netanyhau che ribadito che non sarà accettato alcun compromesso: «Ho chiarito la determinazione di Israele a conseguire tutti gli obiettivi della guerra e a garantire che Gaza non rappresenti più una minaccia per Israele». La Striscia dovrà essere “smilitarizzata” e «restare sotto il pieno controllo di sicurezza israeliano. Finché sarò primo ministro, questa sarà la mia posizione». di Raffaela Mercurio

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