---
title: &quot;Tajani: &#8220;L&#8217;Italia riparte con i finanziamenti all&#8217;Unrwa&#8221;&quot;
description: &quot;Tajani ha annunciato oggi il ripristino degli aiuti dell&#039;Italia all&#039;Unrwa in un incontro con Mohammed Mustafa, primo ministro palestinese&quot;
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-1198-1024x639.jpg
date: 2024-05-25
author: Ruggero Fontana
url: https://laragione.eu/esteri/italia-unrwa/
categories: [Esteri]
tags: [Italia, Palestina, politica]
---

# Tajani: &#8220;L&#8217;Italia riparte con i finanziamenti all&#8217;Unrwa&#8221;

![Italia Unrwa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-1198-1024x639.jpg)

34644

2024-02-15 10:00:48

2024-02-15 09:00:48

Fra i contraccolpi subiti da Hamas dopo il 7 ottobre c’è quello di aver svelato i rapporti con l’Unrwa

Fra i maggiori contraccolpi subiti da Hamas, come conseguenza dell’attacco del 7 ottobre contro Israele, c’è stato quello di avere esposto le proprie connessioni con l’agenzia delle Nazioni Unite Unrwa. Da tempo si sospettava che le donazioni umanitarie fossero utilizzate in modo non trasparente ma, nonostante le reiterate denunce, per decenni i contributi degli Stati membri dell’Onu (in particolare gli Usae la Commissione europea) sono arrivati a destinazione.

L’Unrwa è nata nel 1948 per sostenere il soccorso e lo sviluppo umano dei rifugiati palestinesi con due pecche di base: quella di aver dotato i palestinesi di un’agenzia a sé (di tutti gli altri profughi del mondo si occupa l’Unhcr) e quella di conferire lo status di rifugiati a tutti i discendenti. Fra le critiche a questo approccio c’è quella secondo cui – a differenza dell’Unhcr, che opera per far sì che i profughicessino di essere tali – l’Unrwa esiste grazie alla perpetuazione dello status di rifugiato che si estende a livello ereditario. Dunque mentre per gli altri fuoriusciti le soluzioni politiche sono auspicabili, la creazione di uno Stato palestinese non sarebbe nell’interesse dell’agenzia, che non avrebbe più ragion d’essere senza i rifugiati di quella origine. Se poi si considera che il personale dell’Unrwa è in larga parte palestinese (che sia pro Hamas o meno), è lecito porsi una domanda: quale impiegato lavorerebbe per la chiusura del proprio datore di lavoro?

Malgrado l’enorme supporto umanitario che negli anni l’agenzia ha portato alla popolazione, la sua peculiarità l’ha resa vulnerabile. Il primo campanello d’allarme risale all’ottobre 2004, quando l’allora commissario generale dell’Unrwa Peter Hansen dichiarò in un’intervista di essere sicuro che ci fossero membri di Hamas sul libro paga della stessa agenzia delle Nazioni Unite. Fu la prima di una serie di denunce. Nel 2009 James G. Lindsay – ex consigliere generale dell’Unrwa – criticò le pratiche dell’organismo,sostenendo che non stava escludendo i terroristi dai suoiorganici. Nello stesso anno l’europarlamentare Paul van Buitenen chiedeva alla Commissione europea chiarimenti alriguardo. Nel 2013 Jonathan Dahoah-Halevi – ricercatore su Medio Oriente e Islam radicale – affermò che il sindacato dei lavoratori dell’Unrwa era «controllato da Hamas». Nel 2014 un rapporto mise in guardia gli Stati Uniti sull’uso di fondi dell’agenzia delle Nazioni Unite per scopi non umanitari, come l’indottrinamento dei bambini alla violenza. Nel 2015 alcuni dipendenti dell’Unrwa furono accusati di incitare sui social alla violenza contro Israele. Nel 2019 l’ex portavoce dell’Unrwa Chris Gunness celebrò su Twitter la morte di presunti traditori palestinesi accusati di essere spie d’Israele. Nel 2021 l’Ue minacciò di trattenere 20 milioni di euro in aiuti a meno che non fossero state apportate modifiche ai programmi scolastici. Chiudono il cerchio la recente accusa diavere preso parte all’assalto del 7 ottobre – rivolta dal governo israeliano a 12 dipendenti dell’agenzia – e il ritrovamento del data center di Hamas sotto il quartier generale dell’Unrwa.

Dalla somma degli eventi possono essere tratte due conclusioni. Primo: tramite il personale, Hamas si trovava all’interno di questa agenzia Onu. Secondo: i vertici della medesima hanno dimostrato per decenni una mentalità – se non connivente – discutibilmente tollerante nei confronti di questa organizzazione terroristica.

di Alessandra Libutti

La lunga compromissione dell’Unrwa

publish

closed

closed

la-lunga-compromissione-dellunrwa

2024-02-16 08:09:34

2024-02-16 07:09:34

post

raw

231

2024-01-31 11:00:39

2024-01-31 10:00:39

Le accuse di Israele sono dettagliate. Il documento contiene nomi di 12 lavoratori dell’Unrwa che sono stati licenziati, di cui 10 erano membri di Hamas

Le accuse di Israele sulla partecipazione al pogrom del 7 ottobre di dipendenti dell’Unrwa (l’agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi) sono dettagliate. E sono pesanti. Secondo un rapporto fornito al governo Usa e riportato da “The New York Times”, un consulente scolastico dell’Unrwa di Khan Younis – nel Sud di Gaza – è «accusato di aver collaborato con suo figlio per rapire una donna da Israele. Un assistente sociale di Nuseirat, nel centro di Gaza, avrebbe contribuito a trasportare il corpo di un soldato israeliano morto a Gaza, nonché distribuito munizioni e coordinato i veicoli il giorno dell’attacco». Un terzo dipendente è stato descritto come «partecipante al massacro del kibbutz in cui morirono 97 persone». Il documento contiene nomi, dettagli e posizioni di 12 lavoratori dell’Unrwa che sono stati licenziati, di cui 10 erano membri di Hamas e uno della Jihad islamica palestinese.

L’intelligence israeliana si è basata sul tracciamento dei telefoni di sei persone, sul monitoraggio delle telefonate di altri che avrebbero discusso del loro coinvolgimento nell’attacco e sulla lettura dei messaggi di testo ricevuti da tre individui in cui veniva loro ordinato di presentarsi in punti di riunione prima dell’assalto, portando lanciarazzi conservati in casa. Stando ancora al rapporto, sette degli accusati erano insegnanti nelle scuole dell’Unrwa, altri due lavoravano nelle scuole con posizioni diverse e c’erano poi un impiegato, un assistente sociale e un magazziniere. Gli Stati Uniti non hanno potuto verificare i dettagli o le identità degli accusati, ma ritengono le accuse credibili e sufficientemente preoccupanti da ordinare la cessazione dei finanziamenti. È una decisione che hanno preso molti Paesi, compresa l’Italia. Secondo quanto ha riferito domenica scorsa la tv israeliana “Channel 13”, due degli ostaggi israeliani liberati da Gaza avevano testimoniato su operatori dell’Unrwa che li tenevano prigionieri separatamente, a volte nelle loro case. Un ostaggio ha dichiarato che la figlia del rapitore aveva detto loro di essere un professore dell’agenzia delle Nazioni Unite, che erano stati nutriti con snack etichettati e distribuiti dall’Unrwa e che erano stati trasferiti da un luogo all’altro attraverso le strutture della stessa agenzia per evitare di essere scoperti mentre le truppe israeliane chiudevano l’assedio.

Istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite in seguito all’emergenza della guerra arabo-israeliana del 1948, la United Nations Relief and Works Agency non fu conglobata nel successivo Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur) costituito il 14 dicembre 1950, come sarebbe stato logico. A parte il fatto di stabilire una sorta di ‘privilegio’ che permette ai palestinesi (a differenza di altri rifugiati) di trasmettersi lo statusdi padre in figlio, già il fatto che vi siano 30mila dipendenti per 5,6 milioni di assistiti dell’Unrwa (contro i 17mila dell’Acnur per i 70,8 milioni di assistititi) dà una idea del tipo di problemi. Ovviamente le responsabilità sono individuali, 12 persone su 30mila sarebbero comunque una goccia nel mare. Sempre che non siano soltanto la punta di un iceberg.

di Maurizio Stefanini

Israele accusa dei dipendenti dell’Unrwa per il pogrom del 7 ottobre

publish

closed

closed

israele-unrwa

2024-01-31 16:44:04

2024-01-31 15:44:04

post

raw
