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title: J. D. Vance, una banderuola di successo
description: Giulio Andreotti diceva che «l’importante è scegliersi bene i propri ascendenti». L’attuale vice presidente Vance è stato meno fortunato
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date: 2025-03-06
author: Paolo Armaroli
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, politica, Stati Uniti, Trump]
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# J. D. Vance, una banderuola di successo

![vance-banderuola](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/vance-banderuola-1024x639.jpg)

Giulio Andreotti diceva che «l’importante è scegliersi bene i propri ascendenti». Bisogna riconoscere che l’attuale vice presidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, è stato meno fortunato, come lui stesso riconosce

A chi gli domandò come facesse alla sua bella età ad essere ancora in forma, Giulio Andreotti se la cavò con un paradosso: «**L’importante è scegliersi bene i propri ascendenti». Bisogna riconoscere che l’attuale vice presidente degli Stati Uniti è stato meno fortunato. Non lo sosteniamo noi, sia chiaro. Lo dice *apertis verbis* lo stesso James David Vance nella fortunata autobiografia dal titolo “Elegia americana”. **Traduzione castigata del titolo originale “Hillbilly Elegy: A Memoir of a Family and Culture in Crisis”. E *hillbilly* in italiano può essere tradotto con “bifolco”, “zoticone”, “campagnolo”. Un tipo, l’autore, che si è poi comportato di conseguenza. Perché nel [confronto](https://laragione.eu/esteri/vance-zelensky/)con Zelensky non si è certo atteggiato a damerino.

Ma perché il Nostro è stato perseguitato dalla iella? Per il semplice motivo che da piccolo è stato allevato (si fa per dire) da ascendenti alquanto sfigati. **I nonni, poveri e innamorati, emigrati dal Kentucky nell’Ohio, sono alcolizzati. Il padre, violento, pianta la famiglia. La madre combatte con la droga e passa da un amorazzo a un altro. **Il ragazzo non si arrende e si arrabatta come può. Fortuna vuole che in America l’ascensore sociale funzioni per davvero.

Valga la storiella ambientata ai tempi della Grande Depressione: **un povero diavolo, in fila per rimediare una minestra offerta dal Comune, è coperto di fango da una grossa auto di passaggio in una giornata di pioggia e a chi gli sta accanto, che lo invita a reagire, replica: «Ma no, presto anche io avrò un’auto come quella». **Dopo uno studio matto e disperatissimo, Vance ottiene due lauree e inizia una carriera che lo porterà a diventare governatore dell’Ohio. E adesso ancora più in alto.

Ben presto si mette in luce, con i suoi pregi e difetti. **L’uomo è ambizioso. Ama essere al centro dell’attenzione, come un Massimo D’Alema per il quale «il capotavola è dove mi siedo io».** E già sogna di succedere a Trump. Del resto, è un predestinato perché tra i suoi nomi c’è quello ereditato dal padre: vedi caso, Donald. Ma è anche parecchio disinvolto. Cambia opinione spesso e volentieri, come il mitico Leopoldo Fregoli si cambiava d’abito. **C’era un tempo in cui dava dell’idiota a Trump. E, durante il suo primo mandato, non gliene risparmiava una. **Mentre adesso per lui Trump è un intoccabile, al di sopra delle leggi alle quali debbono obbedire i comuni mortali. E poi, nella sceneggiata allo Studio Ovale, rimprovera Zelensky perché – a suo insindacabile giudizio – non rispetterebbe il Presidente. Ma guarda un po’ chi parla.

La predetta sceneggiata presenta parecchie anomalie. **Il processo di stampo staliniano intentato a Zelensky è ripreso dalle televisioni allo scopo di umiliarlo *coram populo*. Mentre sarebbe stato opportuno che tutto si svolgesse dietro le quinte.** E poi non si capisce perché il prezzemolino Vance si sia intromesso di continuo tra Trump e Zelensky. A che titolo, di grazia? Un interrogativo sospeso a mezz’aria senza uno straccio di risposta.

Alla domanda di un giornalista se Trump non sia troppo «allineato» con Putin, ecco che s’intromette Vance: «Voglio rispondere a questo». E giù un ceffone al galantuomo Joe Biden. Esalta la diplomazia che porrà fine alla distruzione dell’Ucraina. **Redarguisce Zelensky, con una faccia di bronzo degna di meritare una citazione nel “Dizionario delle banderuole”, perché poco rispettoso nei riguardi del Presidente. **Accusa il presidente dell’Ucraina di portare le persone a fare un *tour* propagandistico nel suo Paese. Ancora: «Hai mai detto “grazie” una sola volta?». E aggiunge che Zelensky avrebbe fatto in ottobre campagna elettorale in Pennsylvania per i democratici.

Per allenarsi allo scontro, **alla conferenza di Monaco sulla sicurezza il 14 febbraio scorso Vance aveva accusato i *leader* europei di minare i valori democratici. Ma il troppo stroppia. **Con il risultato che i connazionali lo invitano ad andare a sciare in Russia, i democratici sono sul piede di guerra, i repubblicani mormorano e Giorgia Meloni comincia a rimpiangere, anche se non lo può dire, Biden.

*Di Paolo Armaroli*
