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title: Kasparov lo scacchista oppositore di Putin
description: "L’accusa è di sedizione e terrorismo. Con tanto di mandato d’arresto da parte del Tribunale cittadino di Syktyvkar: Kasparov"
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date: 2024-05-06
author: Francesco Gottardi
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, russia]
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# Kasparov lo scacchista oppositore di Putin

![Kasparov](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/05/Evidenza-sito-1122-1024x639.jpg)

L’accusa è di sedizione e terrorismo. Con tanto di mandato d’arresto, la settimana scorsa, da parte del Tribunale cittadino di Syktyvkar: Garri Kimovic Kasparov

**L’accusa è di sedizione e terrorismo. Con tanto di mandato d’arresto, la settimana scorsa, da parte del Tribunale cittadino di Syktyvkar: Garri Kimovic Kasparov, un tempo fiore all’occhiello di tutte le Russie, è sempre più un nemico giurato del Cremlino**. Non da oggi, certo, ma dopo oltre vent’anni di attivismo contro il regime. Il salto di specie da oppositore politico a «estremista fuorilegge» – così recita la lista nera di Rosfinmonitoring, l’agenzia federale di Mosca per la vigilanza finanziaria – è comunque un notevole aggiornamento. «**L’arresto *in absentia* è senz’altro il migliore che mi sia mai capitato**» ha twittato sornione il diretto interessato. «**Sono onorato che il governo del terrore di Putin spenda per me il tempo che altrimenti impiegherebbe per ammazzare e perseguitare**». Ennesimo scacco allo *zar*. A distanza di sicurezza, da New York, dove l’esule Kasparov risiede da un decennio. A volte quasi ci si dimentica che è fra i più grandi scacchisti di tutti i tempi. E per uno spicchio di secolo fu il numero uno indiscusso.

**Affascinava già ai tempi della cortina di ferro, il giovane Garri. Prodigio del gioco, esempio demografico dell’Unione Sovietica in senso stretto**: nato nel 1963 nella Repubblica azera, da padre ebreo e madre armena. Nel 1985 diventa il più precoce campione del mondo di sempre. La sua rivalità con Anatoly Karpov, allora vanto scacchistico dell’*apparatchik*, sortirà sulle caselle bianche e nere lo stesso effetto della *perestrojka* nella geopolitica. **Kasparov si dimostra infatti un fuoriclasse spregiudicato, iscritto sì al Pcus fino al 1990 ma *de facto* indipendente e poco incline ai piedistalli del bolscevismo**. Per il suo sguardo profondo e intimidatorio durante le partite, viene soprannominato ‘l’Orco di Baku’. E caduta l’Urss, con questa effigie sarà fra i principali *sponsor* di Boris Eltsin: il grande abbaglio della fragile Russia prima dell’ascesa di Putin.

**Vladimir diventa presidente nel 2000. Garri perde il titolo mondiale nello stesso anno. Da allora convoglierà tutte le sue forze contro la deriva autoritaria di Mosca.** Non bada ad alleati: nel 2006 è tra i fondatori de L’Altra Russia insieme a Eduard Limonov, il torbido e romanzesco personaggio che Emmanuel Carrère avrebbe reso *bestseller*. Il problema dell’anti-putinismo, riconosce lo stesso Kasparov, è che non vi è altro sentimento a unire i suoi sfaccettati militanti. **L’anno seguente viene arrestato due volte, scontando 5 giorni di carcere per manifestazione non autorizzata**. Si candida alle elezioni del 2008 contro Dmitrij Medvedev. Ma il Cremlino gli fa terra bruciata: dopo pochi mesi è costretto a rinunciare. Nel 2012 l’ennesimo controverso arresto, in cui lo scacchista accusa di percosse la polizia. È l’ultima goccia: di lì a poco si rifugia a Manhattan e ottiene la cittadinanza croata.** In Russia non tornerà più.**

**Eppure Kasparov continua a martellare. Scrive libri: risale già al 2014 “Scacco matto a Putin”. Fonda un’organizzazione per la difesa del libero pensiero: Renew Democracy Initiative, con sede negli Stati Uniti. Rimpiange Reagan, ripudia Trump: «Un fantoccio del Cremlino». **E quando Mosca invade l’Ucraina, definisce Zelensky «il più grande eroe dei nostri tempi». Una vena di malinconia nelle dichiarazioni recenti: «Soltanto una sconfitta militare potrà portare alla democratizzazione della Russia. Ma all’Europa manca un nuovo Churchill, al mio Paese un nuovo De Gaulle». Il principale rimpianto di Garri è che l’orco non s’è mai fatto generale. Ma terrorista, *quel honneur*.

di* Francesco Gottardi*
