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title: Le torture nei campi di filtrazione
description: Kyiv. Nel campo di filtrazione di Bezimenne, molti civili sono stati picchiati nudi di fronte a tutti e condotti in stanze della tortura
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date: 2022-09-20
author: Giorgio Provinciali
url: https://laragione.eu/esteri/kiev-troture-civili-picchiati-nudi/
categories: [Esteri]
tags: [Ucraina]
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# Le torture nei campi di filtrazione

![Le torture nei campi di filtrazione](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/interviste-DEFppoloi.png)

Kyiv. Nel campo di filtrazione di Bezimenne, nell’*oblast’* di Donets, molti civili sono stati picchiati nudi di fronte a tutti e condotti in stanze della tortura, allestite per estorcere confessioni di crimini o cospirazioni inesistenti

Kyiv – Molti civili ucraini sono stati condotti e trattenuti per settimane nel campo di filtrazione di Bezimenne, nell’*oblast’* di Donetsk. Altri in quelli di Manhush, Novoazovsk, Nikolske, Starobesheve. In tutto sappiamo che ne sono stati allestiti almeno 16. Dormivano uno sopra l’altro e ricevevano solo una piccola porzione di *porridge* al giorno. **Disposti in lunghe file, a ciascuno veniva assegnato un numero dopo una domanda preliminare, determinante per il proseguo della selezione: «Dove vuoi andare?».** Chi rispondeva «In Ucraina» veniva messo da parte, tacciato di essere un *ukrop* inaffidabile, mentre chi sceglieva la Russia o le autoproclamate Dnr o Lnr proseguiva in un’altra fila. Venivano fatti spogliare: bastava un tatuaggio simile al *tryzub* – l’emblema sull’araldo ucraino – o alla stella di David per esser picchiati nudi di fronte a tutti e condotti in stanze della tortura, allestite per estorcere confessioni di crimini o cospirazioni inesistenti.

**Schedati con fotografie e impronte digitali a mano intera, ai civili sono stati requisiti telefoni e documenti per esser ispezionati a fondo in cerca di corrispondenze tra foto recenti, contatti, messaggi e cronologia delle esplorazioni Internet:** tutto era motivo di domande. Chi dichiarava di non aver familiari nell’esercito era comunque sospettato di legami con i partigiani. Risposte non soddisfacenti implicavano attese lunghe giorni o il trasferimento diretto verso campi simili a quelli dell’Nkvd d’epoca sovietica. Alcuni sono stati mandati a scavar trincee al fronte, consci del destino che li avrebbe attesi. Altri sono stati trattenuti in seminterrati per settimane, ricevendo pochi cucchiai di miele al giorno. A tutti è stato detto che l’invenzione anti-russa chiamata Ucraina non esisteva più perché Zelensky s’era arreso. Che loro erano venuti a liberarli dai nazisti di origini ebraiche in capo a un Paese che li aveva abbandonati.

**Di chi non ha passato la filtrazione è stata persa ogni traccia.** Solo il 30% dei pullman diretti ai corridoi umanitari verso l’Ucraina faceva davvero ritorno in patria. Durante alcune evacuazioni di civili dall’Azovstal molti autobus sono stati fatti saltare in aria o mitragliati con i civili a bordo.

**Chi veniva caricato sui bus diretti in Russia ha raccontato d’esser stato lasciato a bordo al freddo per più di 12 ore, senza poter scendere neanche a far pipì.** Il secondo filtraggio consisteva nel gradimento di un ufficiale dell’Fsb di frontiera, che decideva arbitrariamente se concedere o rifiutare il visto dopo interrogatori lunghi e insistenti, in cui venivano poste per ore le stesse domande in forma diversa. Chi non aveva parenti russi disposti a ospitarlo è stato collocato presso strutture simili a quelle detentive in cui, dopo aver superato un ulteriore interrogatorio, ha ricevuto una *sim* e una carta di credito russe, 10mila rubli (120 euro circa), uno spazzolino e qualche saponetta. Nulla di ciò che gli era stato promesso è stato mantenuto. Alcuni sono stati portati in Estremo Oriente, altri in zone remote di Siberia o Buriazia, senza possibilità di ritorno per almeno due anni. A oggi sono stati deportati un milione 200mila ucraini. Di 240mila bambini è stata persa ogni traccia.

 

Di Giorgio Provinciali 
