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title: "Kuleba al Papa: &#8220;La nostra bandiera è gialla e blu&#8221;"
description: "\"Il più forte è colui che, nella lotta tra il bene e il male, si schiera dalla parte del bene\" scrive Kuleba su X"
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date: 2024-03-10
author: Ruggero Fontana
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categories: [Esteri]
tags: [guerra, papa, russia, Ucraina]
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# Kuleba al Papa: &#8220;La nostra bandiera è gialla e blu&#8221;

![kuleba](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/03/Evidenza-sito-960-1024x639.jpg)

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2024-03-10 08:34:59

2024-03-10 07:34:59

Nell’invito agli ucraini di Papa Francesco a considerare la bandiera bianca pur di ottenere un negoziato non c’è soltanto una prospettiva di pace

Il Papa fa il Papa e non c’è da meravigliarsi se parla da Papa. Detto questo, se non ragioniamo e parliamo da fedeli, se il Papa dichiara qualcosa di oggettivamente enorme abbiamo il diritto-dovere di sottolinearlo.

Comprendiamo le migliori intenzioni, il grido di dolore, l’immane sofferenza provocata da due anni di guerra bestiale in un uomo come Bergoglio, ma nell’invito agli ucraini a considerare la resa, la bandiera bianca pur di ottenere un negoziato non c’è soltanto una prospettiva di pace. 

Al netto delle frettolose precisazioni del Vaticano, resta la spiacevole sensazione di via libera di fatto ai piani di un dittatore sanguinario, ai suoi disegni di potenza, in cui i diritti dei popoli, la libertà, la dignità della persona sono stracciati. Buttati via come fossero solo un fastidioso inciampo nell’ossessione di potere di un uomo accecato dall’odio per chiunque si frapponga fra sé e la sua personalissima idea di gloria.

Che Papa Francesco non sia riuscito ad accompagnare al suo ragionamento sull’invito a considerare la resa e la trattativa a ogni costo una parola sul barbaro assalto di due anni fa lascia sbigottiti. Addolorati, in tutta franchezza. Chiariamo: sappiamo benissimo che altre volte il Santo Padre ha usato parole nettissime contro Putin, ma andava fatto anche ieri, nel quadro di quel preciso ragionamento e di quelle esatte parole rivolte agli ucraini. 

Non siamo niente e nessuno per provare a interpretare il pensiero del Pontefice, oltre una critica che ci appare sacrosanta, ma se proprio dovessimo provare non riusciamo ad aggiungere nulla alla sensazione che il dolore provato sia ormai tale da far considerare qualsiasi via d’uscita se non preferibile, almeno comprensibile rispetto al protrarsi della guerra.

Mancano, però, troppi pezzi in un intervento del genere: non c’è alcuna considerazione per cosa significherebbe per l’Europa e il mondo premiare la violenza e l’omicidio deliberato dell’idea di democrazia e libertà per poterlo accettare. Un pensiero troppo simile a un Orsini qualsiasi per non restare sconcertati.

di Fulvio Giuliani

Quello che non c’è nelle parole di Francesco

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2024-03-10 13:04:47

2024-03-10 12:04:47

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2024-03-09 18:01:17

2024-03-09 17:01:17

Il vaticano però precisa: "Il Papa non chiede all'Ucraina la resa"

In Ucraina c’è chi chiede il coraggio della resa, della bandiera bianca. Ma altri dicono che così si legittimerebbe il più forte. Cosa pensa? “È un’interpretazione. Ma credo che è più forte chi vede la situazione, chi pensa al popolo, chi ha il coraggio della bandiera bianca, di negoziare. E oggi si può negoziare con l'aiuto delle potenze internazionali”. Lo ha osservato il Papa in una intervista alla Radio Televisione Svizzera rilanciata dai media vaticani. 

“La parola negoziare - ha aggiunto - è una parola coraggiosa. Quando vedi che sei sconfitto, che le cose non vanno, occorre avere il coraggio di negoziare. Hai vergogna, ma con quante morti finirà? Negoziare in tempo, cercare qualche Paese che faccia da mediatore. Oggi, per esempio nella guerra in Ucraina, ci sono tanti che vogliono fare da mediatore. La Turchia, si è offerta per questo. E altri. Non abbiate vergogna di negoziare prima che la cosa sia peggiore”. Anche il Papa si è proposto per negoziare? “Io sono qui, punto. Ho inviato una lettera agli ebrei di Israele, per riflettere su questa situazione. Il negoziato non è mai una resa. È il coraggio per non portare il Paese al suicidio. Gli ucraini, con la storia che hanno, poveretti, gli ucraini al tempo di Stalin quanto hanno sofferto”.

Dopo qualche ora dall'uscita delle dicharazioni del pontefice, il portavoce del vaticano Matteo Bruni ha precisato in una nota: “Il Papa usa il termine bandiera bianca, e risponde riprendendo l’immagine proposta dall’intervistatore, per indicare con essa la cessazione delle ostilità, la tregua raggiunta con il coraggio del negoziato. Altrove nell’intervista, parlando di un’altra situazione di conflitto, ma riferendosi a ogni situazione di guerra, il Papa ha affermato chiaramente: ‘il negoziato non è mai una resa’”.

“L’auspicio del Papa - ribadisce Bruni - resta quello sempre ripetuto in questi anni, e ripetuto recentemente in occasione del secondo anniversario del conflitto: ‘Mentre rinnovo il mio vivissimo affetto al martoriato popolo ucraino e prego per tutti, in particolare per le numerosissime vittime innocenti, supplico che si ritrovi quel po’ di umanità che permetta di creare le condizioni di una soluzione diplomatica alla ricerca di una pace giusta e duratura’”.

Il Papa, l’Ucraina abbia il coraggio di alzare bandiera bianca e negoziare

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papa-ucraina

2024-03-09 20:30:20

2024-03-09 19:30:20

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