L’ascesa di Byd. Il primato cinese nel settore dei veicoli elettrici continua ad allargarsi
L’economia cinese sta avendo molti problemi ma non la Byd, il colosso dell’automotive elettrico diventato il simbolo del primato della Cina in un settore considerato indispensabile per lo sviluppo industriale del prossimo futuro

L’ascesa di Byd. Il primato cinese nel settore dei veicoli elettrici continua ad allargarsi
L’economia cinese sta avendo molti problemi ma non la Byd, il colosso dell’automotive elettrico diventato il simbolo del primato della Cina in un settore considerato indispensabile per lo sviluppo industriale del prossimo futuro
L’ascesa di Byd. Il primato cinese nel settore dei veicoli elettrici continua ad allargarsi
L’economia cinese sta avendo molti problemi ma non la Byd, il colosso dell’automotive elettrico diventato il simbolo del primato della Cina in un settore considerato indispensabile per lo sviluppo industriale del prossimo futuro
Negli ultimi anni l’economia cinese sta avendo parecchi problemi. Ma non la Byd, il colosso dell’automotive elettrico diventato il simbolo del primato della Cina. In un settore considerato indispensabile per lo sviluppo industriale del prossimo futuro. Nella giornata di martedì le azioni della Byd sono cresciute fino a raggiungere il loro massimo storico. Coronando un trend molto positivo iniziato a fine gennaio. Una reazione del mercato alle dichiarazioni di Wang Chuanfu, fondatore e ceo della società, sulla realizzazione di una tecnologia in grado di ricaricare le auto con un’autonomia di 470 km in soli 5 minuti. La velocità di un pieno di benzina. Se confermato, significa che la Byd ha surclassato rivali come Tesla e Mercedes-Benz nella tecnologia di ricarica rapida. Anche se il nuovo sistema è subordinato a diversi requisiti tecnici, tra cui la disponibilità di una tensione elettrica sufficiente alle stazioni di ricarica.
Per i produttori di veicoli elettrici (Ev) e batterie l’offerta di tempi di ricarica veloci per un’autonomia soddisfacente è l’obiettivo da raggiungere. La condizione necessaria a far sparire l’ansia dei consumatori sulla possibilità di usare le auto elettriche con la stessa libertà di quelle tradizionali. Inizialmente la Byd prevede di installare almeno 4mila colonnine di ricarica dotate della nuova tecnologia. La società ha aggiunto che a partire da aprile due dei suoi modelli di maggiore successo sul mercato cinese saranno dotati del nuovo sistema di ricarica ultraveloce. Secondo gli esperti locali quest’anno la Cina dovrebbe installare 460mila nuove colonnine di ricarica pubbliche, arrivando così a un totale di 2,1 milioni. Una cifra pari a circa due terzi delle colonnine installate a livello globale. Che fa della Repubblica popolare un gigantesco mercato e laboratorio di ricerca e sviluppo a disposizione dei produttori cinesi di Ev.
L’ultimo aumento del valore azionario della Byd – che come sottolineato dal “Financial Times” ha tra i suoi maggiori investitori la statunitense Berkshire Hathaway di Warren Buffett – arriva a un mese da un altro annuncio che ha scosso l’automotive globale. Il sistema avanzato di guida autonoma God’s Eye, che la società ha intenzione di installare di serie su tutta la gamma di auto nuove. L’ascesa di Byd appare quindi inarrestabile così come il suo vantaggio competitivo, sul piano sia qualitativo che quantitativo. La società si sta espandendo rapidamente a livello internazionale con nuove fabbriche in Asia, Sudamerica ed Europa. Dove le imprese attendono di sapere dove verrà costruito il terzo impianto produttivo dopo quelli in Ungheria e Turchia, che saranno operativi rispettivamente a ottobre 2025 e marzo 2026 per una capacità produttiva complessiva di 500mila auto elettriche all’anno.
In base a quanto riporta la Reuters – citando il consulente speciale di Byd in Europa, l’italiano Alfredo Altavilla (ex alto dirigente di Fca) – l’annuncio dovrebbe arrivare tra 7-8 mesi. A quanto pare non sarà in Italia, tuttavia le aziende del Bel Paese stanno cercando di entrare nella lista dei fornitori delle nuove fabbriche. Alcuni contratti sono già stati firmati: è il caso della Brembo (freni premium), della Pirelli (pneumatici) e della Prima Industrie (sistemi laser per applicazioni industriali). A febbraio la Byd ha incontrato i produttori italiani di ricambi auto per discutere di potenziali forniture per i suoi impianti, ma la società sta organizzando incontri simili anche in altri Paesi. Sono tante le imprese che sperano di entrare nella filiera dell’automotive cinese in Europa.
di Federico Bosco
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