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title: "La &#8220;Civil War&#8221; fra Trump e Musk"
description: Lo scontro in atto negli Stati Uniti fra Trump e Musk è in grado di destabilizzare l’intero apparato istituzionale
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date: 2025-06-07
author: Davide Giacalone
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categories: [Esteri]
tags: [Musk, Trump, usa]
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# La &#8220;Civil War&#8221; fra Trump e Musk

![Trump e Musk](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/06/Trump-e-Musk-1024x639.jpg)

2025-06-05 20:49:59

2025-06-05 18:49:59

“C'eravamo tanto amati”. Con queste poche parole si potrebbe riassumere il rapporto fra Donald Trump ed Elon Musk. Amicizia, lealtà, rispetto… (?). Tutto sembra essere passato, nel giro di poco, pochissimo tempo. E Tesla crolla di oltre l’8%

“C'eravamo tanto amati”. Con queste poche parole si potrebbe riassumere il rapporto fra Donald Trump ed Elon Musk. Amicizia, lealtà, rispetto… (?). Tutto sembra essere passato, nel giro di poco, pochissimo tempo.

Le parole di Trump su Musk

“Non so se avremo più una grande relazione (con Musk, ndr.)” ha detto il presidente statunitense - facendo riferimento a Elon - durante la conferenza stampa. Lo ha fatto rispondendo a una domanda di un giornalista, alla presenza del cancelliere tedesco Friedrich Merz, suo “ospite” quest’oggi nello Studio Ovale della Casa Bianca.

Trump ha risposto in questo modo a una domanda sulle critiche di Musk - ex titolare del Doge, il dipartimento per l'efficienza governativa, fino a pochi giorni fa - al disegno di legge sui tagli e la spesa voluto da The Donald.

Il tycoon, dopo aver sostenuto a gran voce il provvedimento da lui voluto, ha poi detto che Musk è arrabbiato perché da tale misura è stato tolto il “mandato per le auto elettriche”, ossia gli incentivi.

Trump si è quindi detto “sorpreso” e “molto deluso” dalla decisione di Musk di lasciare il “Doge”. Il tycoon ha dichiarato: “Musk stava facendo un buon lavoro, sono sicuro che questo posto gli manchi. Sono deluso, l'ho aiutato molto”.

Secondo The Donald, “Musk conosceva ogni aspetto della legge” fiscale che ha invece poi duramente criticato. “Non mi ha ancora criticato personalmente, ma probabilmente sarà la prossima cosa che farà” ha dichiarato Trump.

"Elon si stava 'esaurendo', gli ho chiesto di andarsene, gli ho tolto il mandato EV che obbligava tutti ad acquistare auto elettriche che nessun altro voleva (e che sapeva da mesi che avrei fatto!) e lui è semplicemente impazzito". Lo ha scritto Trump sul suo social Truth.

The Donald ha poi minacciato di cancellare tutti i contratti governativi con Musk: "Il modo più semplice per risparmiare denaro nel nostro bilancio, miliardi e miliardi di dollari, è quello di porre fine ai sussidi e ai contratti governativi di Elon. Mi ha sempre sorpreso che Biden non l'avesse fatto!".

La replica di Elon Musk

Musk - che nelle scorse ore aveva definito la legge voluta da Trump un”disgustoso abominio” - ha replicato alle parole di The Donald con diversi post sul suo social X. Riguardo le accuse di Trump, Musk ha scritto: "Chi se ne importa”. “Il falso: questa legge non mi era mai stata mostrata prima” ha aggiunto.

Elon ci è poi andato giù in modo più pesante: “Senza di me, Trump avrebbe perso le elezioni, i Democratici controllerebbero la Camera e i Repubblicani sarebbero 51-49 al Senato”. E ancora: “Che ingratitudine!”.

Musk ha fatto un sondaggio su X in cui ha chiesto: "È ora di creare un nuovo partito politico in America che rappresenti effettivamente l'80% della popolazione di mezzo?".

"È ora di sganciare la grande bomba. Donald Trump è negli Epstein Files. Questa è la vera ragione per cui non sono stati resi pubblici. Buona giornata, DJT! (Donald John Trump, il nome completo del presidente statunitense, ndr.). La verità verrà a galla" ha dichiarato Elon Musk.

In riferimento allo stop dei contratti governativi, Musk ha scritto: "Alla luce della dichiarazionedel presidente sulla cancellazione dei miei contratti governativi, SpaceX inizierà immediatamente a dismettere la sua navicella spaziale Dragon".

"Trump meriterebbe l'impeachment" ha poi aggiunto Musk.

Botta-risposta fra Musk e Trump. Crollano le azioni di Tesla

Dopo il botta-risposta fra Musk e Trump, crollano le azioni di Tesla a Wall Street di oltre l’8%.

di Filippo Messina

Trump: “Deluso da Musk. Stop ai contratti governativi di Elon”. La risposta: “Ingrato, gli ho fatto vincere le elezioni. Il suo nome è negli Epstein Files. Meriterebbe l'impeachment”

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2025-06-07 09:41:46

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Alla fine gli stracci sono volati. Il “divorzio” fra Donald Trump ed Elon Musk è andato in scena sui social e il Wall Street Journal non ha esitato a definirlo "nasty", “sgradevole”

Alla fine gli stracci sono volati. Non alla Casa Bianca, nello Studio Ovale, dove Donald Trump ed Elon Musk si erano presentati a inizio settimana in conferenza stampa. Scambiandosi complimenti reciproci e promettendo che la collaborazione non sarebbe terminata. Il “divorzio” è andato in scena sui social e il Wall Street Journal non esita a definirlo nasty, “sgradevole”. È sempre il quotidiano newyorkese a parlare di “ex alleati”, ora protagonisti di una “guerra dei Roses”. Due personalità dall’ego tale da non lasciar sperare in un matrimonio di lunga data. Tanto per proseguire con la similitudine riportata anche dal giornale finanziario americano.

Una separazione che ormai è più simile a un addio definitivo. Dal momento che la ventilata telefonata per ricucire, a cui aveva fatto riferimento lo staff del Presidente americano, non c’è stata per tutta la giornata di ieri. E a quanto pare non ci sarà neppure nelle prossime ore. Dal momento che The Donald stesso ha fatto sapere alla CNN che parlare con il patron di Tesla “non è nei suoi pensieri”. 

Ma lo scontro tra il presidente americano e l’ormai ex responsabile del DOGE (il Department of Government Efficiency) può creare non pochi problemi. Sia all’uno che all’altro. Ieri Tesla ha registrato un calo del 14,3%, perdendo circa 150 miliardi di dollari in capitalizzazione. Ma anche l’immagine di Trump rischia di risentire dopo le accuse per nulla velate di Musk di un coinvolgimento del Presidente nello scandalo Epstein.

Come se non bastasse e come nel migliore (o peggiore) degli scenari di una crisi matrimoniale, sono arrivate le minacce vere e proprie. Ossia la revoca dei contratti governativi ad aziende che fanno capo a Musk. A partire da SpaceX. O di sussidi federali come nel caso delle auto elettriche (leggasi Tesla). Proprio dal patron di quest’ultima non si è fatta attendere la contro-minaccia. Mettere fuori servizio la navicella Dragon, usata per le missioni spaziali statunitensi per portare in orbita gli astronauti americani e rifornire la Stazione spaziale internazionale. 

Un durissimo colpo, se dovesse mai accadere, dal momento che SpaceX è l’unica compagnia in America a poter garantire questi servizi, a meno di non ricorrere a un aiuto russo. Ipotesi difficilmente percorribile, dal momento che Trump, dopo una prima fase di riavvicinamento al Cremlino e al suo leader Putin, sembra averne preso le distanze. Ma il condizionale è d’obbligo.

Si moltiplicano nel frattempo le reazioni, tra i cittadini americani sconcertati, i media che non perdono occasione per commentare l’affaire e ipotizzare scenari futuri, e gli esponenti democratici (e repubblicani) che preparano le contromosse. Nel primo caso, come spiega Axios, sarebbe già partita la richiesta al dipartimento di Giustizia e all’Fbi di una verifica delle affermazioni di Elon Musk sul fatto che il nome di Trump sia nei dossier sul caso Epstein. Nel secondo ci sarebbe una spaccatura all’interno dei Repubblicani, a causa del One Beautiful Big Bill, il piano straordinario di taglio alle tasse approvato lo scorso 22 maggio. 

Tra i due contendenti della “faida”, come è chiamata ormai in America la battaglia Trump-Musk, proprio quest’ultimo ha lanciato un’altra “bomba”, dopo quella relativa ad Epstein con l’idea di un “nuovo partito politico in America che rappresenti effettivamente l'80% della popolazione di mezzo", come scritto su X. Al sondaggio hanno risposto in poche ore in 260mila followers, si sono detti favorevoli all’84%. 

Occorrerà dunque attendere un eventuale nuovo capitolo della “saga”, a meno di ripensamenti, perché ormai Trump ha abituato non solo gli americani e gli europei, ma anche russi e cinesi a fughe in avanti (come nel caso dei dazi) e dietrofront più o meno improvvisi, da cui il soprannome di TACO, affibbiatogli da un giornalista del Financial Times e acronimo di Trump always chickens out, “Trump fa sempre marcia indietro”.

di Eleonora Lorusso

Trump, Musk e la “guerra dei Roses”

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2025-06-07 09:42:43

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Siamo alla fantapolitica o quasi ma cosa c’è di più fantapolitico di Donald Trump? Dal giorno della piccata risposta a Megan Casella della Cnbc che gli aveva chiesto del nomignolo “Taco“, The Donald sembra aver accelerato su tutti i punti più controversi

Siamo alla fantapolitica o quasi ma cosa c’è di più fantapolitico di Donald Trump? Dal giorno della piccata risposta a Megan Casella della Cnbc che gli aveva chiesto del nomignolo “Taco“ (“Trump Always Chickens Out”, “Trump si tira sempre indietro per la paura”) creato dal collega Robert Armstrong del Financial Times, Donald Trump sembra aver accelerato su tutti i punti più controversi. Marciando come un treno contro ogni impostazione storica, alleato e interesse degli Stati Uniti d’America.

Sarà certamente un caso ma è troppo facile mettere in fila le decisioni prese dal capo della Casa Bianca dal “giorno del Taco” a oggi. Il Presidente è tornato ad accelerare sui dazi, senza guardare in faccia a nessuno. Sulla legge di bilancio è andato a un clamoroso scontro con l’ormai ex first buddy Elon Musk. Il N.1 di Tesla ha dato dell’”abominevole” alla legge di bilancio fatta votare dal Congresso. Dando un giudizio prima implicito altrettanto sprezzante dell’uomo che ha fortemente contribuito a far approdare alla Casa Bianca. Per poi passare ieri sera a un attacco diretto e infamante. “È negli Epstein files”, i documenti sul miliardario pedofilo dalle amicizie ultra-vip morto in carcere.

Dal “giorno del Taco”, Donald Trump ha fatto l’ennesima giravolta sulla guerra russa in Ucraina. Passando dal “Putin è impazzito” a una telefonata-fiume con il leader del Cremlino. Che si è conclusa con un comunicato che avrebbe potuto scrivere il portavoce russo Peskov.

Senza fare psicologia spicciola ma dal “giorno del Taco” è come se Trump si fosse messo davanti allo specchio a gonfiare i muscoli. In uno show a uso e consumo della sua base. Culminato nel surreale retweet di una boiata pazzesca come quella del robot umanoide che avrebbe sostituito Joe Biden. O la sospensione del tutto arbitraria dei visti da 12 Paesi, con l’aggiunta di altri 7 spediti in una lista rossa.

C’è un uomo che converrebbe ascoltare con grande attenzione, per provare a comprendere la contorta e al contempo palese psicologia trumpiana: il suo ex vice Mike Pence.

Giudizi di una severità impressionante, espressi in pubblico sempre dopo aver premesso la profonda anima conservatrice e idee che restano distanti dall’America liberal. Parliamo dell’uomo cui si deve un bel pezzo della capacità delle istituzioni americane di resistere al terremoto del 6 gennaio 2021 e all’assalto a Capitol Hill: fu Pence a dire di “no” alle folli richieste di Trump che configuravano un embrione di colpo di Stato nel rifiuto di riconoscimento della legittimità della vittoria di Biden e di una transizione civile e pacifica fra lui e il successore democratico.

Fu Pence ad alzare il vessillo della Costituzione, opponendolo alla violenza dei sostenitori Maga. Quando oggi parla con sbigottimento della deriva politica sull’Ucraina e sui principi fondanti della democrazia Usa, l’ex vicepresidente lo fa sulla scorta di un’esperienza personale unica. Il suo sincero allarme è l’allarme di tutti noi.

di Fulvio Giuliani

I giorni del "Taco" Trump

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2025-06-06 07:31:41

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