---
title: La difesa ucraina è solida, i russi abbandonano i corpi dei loro soldati
description: Oblast’ di Donetsk (Ucraina) – Siamo riusciti a documentare ciò che accade oggi a ridosso delle due zone più calde del fronte
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/11/Ucraina-9-1024x639.jpg
date: 2025-11-23
author: Alla Perdei
url: https://laragione.eu/esteri/la-difesa-ucraina-e-solida-i-russi-abbandonano-i-corpi-dei-loro-soldati/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, Putin, russia, Ucraina, zelensky]
---

# La difesa ucraina è solida, i russi abbandonano i corpi dei loro soldati

![Ucraina](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/11/Ucraina-9-1024x639.jpg)

34521

2025-11-12 07:15:47

2025-11-12 06:15:47

Per avere un’idea dell’andamento della guerra in Ucraina basta farsi un giro da queste parti, in città come Synelnykove

Synelnykove – Per avere un’idea dell’andamento della guerra basta farsi un giro da queste parti. Si scoprirebbe che città un tempo floride e piene di vita come Synelnykove, che distano appena una quarantina di chilometri da megalopoli come Dnipro (la terza città più popolosa e il motore industriale dell’Ucraina) sono oggi ridotte a lande spettrali in cui sfrecciano i mezzi militari in continuo andirivieni dal fronte. I cassonetti dell’immondizia tracimano pattume per strade deserte in cui di tanto in tanto s’intravede qualche sparuto gruppetto di bambini rincorrersi verso il primo rifugio, mentre la voce grave che accompagna le sirene dell’allerta aerea annuncia l’ennesimo raid russo. «ПОВІТРЯНА ТРИВОГА! ПОВІТРЯНА ТРИВОГА!!». A ogni ripetizione quel timbro serio e profondo si tramuta in una supplica: «Mettetevi al riparo! Mettetevi al riparo, è in corso un violento attacco aereo! Mettetevi al riparo!!».

Nonostante quello scongiuro, i civili all’interno del supermercato nella piazza della stazione ferroviaria locale – una delle poche attività commerciali di Synelnykove a non aver chiuso i battenti – continuano a muoversi fra le corsie come se niente fosse. Esposti su quegli scaffali si trovano già gli addobbi natalizi. Incluse le luminarie, malgrado quello stesso market sia alimentato dai generatori elettrici a scoppio. La luce a Synelnykove manca talvolta anche per ventiquattr’ore di fila e compiere gesti banali come pagare con la carta in un negozio può richiedere anche dieci minuti. Nell’ambito d’una serie di strike mirati alle infrastrutture ferroviarie ucraine, l’aviazione russa ha recentemente colpito la stazione dei treni locale, che ora è quasi del tutto ricoperta da pannelli di compensato. A due giorni di distanza dal violento attacco russo contro quella di Kamianske, mi sono così trovato a documentare un crimine identico di cui ben pochi in Occidente hanno parlato.

Grazie alle scelte lungimiranti del governo Zelenskyj, che fra i primi provvedimenti intrapresi ha subito investito nel rifacimento della rete stradale ucraina, la logistica militare ucraina non s’è interrotta come i russi avrebbero voluto. Per queste ragioni si vedono spesso bisarche cariche di mezzi corazzati e autocisterne di carburante muoversi agevolmente su manti stradali intonsi, laddove fino a pochi anni fa la situazione era ben diversa. Trasportare quei carichi da Lviv a Kramatorsk oggi richiede meno di 24 ore, mentre prima del cambiamento radicale imposto dall’attuale governo ne servivano più del doppio. Ciò ha di fatto salvato l’Ucraina, impedendone la paralisi nel momento più critico.

Pokrovsk dista da qui ben 142 km. Il fronte Sud d’Orikhiv all’incirca altrettanto. Nonostante ciò, a Synelnykove s’inizia a respirare quell’aria che solo chi ha vissuto le prime linee percepisce. Tenere quei bastioni è vitale perché ogni avanzamento russo al fronte si ripercuote brutalmente nelle retrovie per distanze simili. I droni russi – cioè, in larga parte cinesi – Geran’ martellano ormai quasi quotidianamente queste zone, che ora vengono raggiunte anche da vecchie bombe aeree plananti d’epoca sovietica dotate di propulsori a turbogetto – anch’essi cinesi – in grado d’estenderne la gittata fino a 200 km. Si tratta d’ordigni poco precisi ma devastanti, che possono demolire palazzi alti cinque piani. Mosca li impiega diffusamente nell’Ucraina meridionale per colpire oltre il raggio d’azione delle difese ucraine. Non di rado in zone come questa si trovano infatti crateri ampi quanto campi da calcio in prossimità delle infrastrutture energetiche e del trasporto.

Se questa è la situazione a 150 km dal fronte, spiegare quanto esso sia caldo è pleonastico. Solo nel mese d’ottobre, di siffatte glide bombi i russi ne hanno lasciate planare nei dintorni di Pokrovsk più di 2.700. La metà di quante ne siano cadute su tutta l’Ucraina. Parlando per più di un’ora con un soldato ucraino appena tornato da quell’inferno per trascorrere un breve periodo di risanamento in questo purgatorio, ho avuto conferma del fatto che le truppe russe sono riuscite a infiltrare quasi 300 uomini in circa metà di quel settore, senza tuttavia radicare le proprie posizioni. Solo ieri hanno provato a irrompere quasi 200 volte. Una ogni quarto d’ora. I media colpevolmente assenti riportano invece una situazione opposta: i russi avrebbero alleggerito il carico su Pokrovsk per «rompere il fronte ucraino a Zaporizhzhia». L’ennesimo sfondamento narrato a distanza da chi presume che basti un mappa per sapere dove sta il fronte.

Ucraina, il fronte che non è sulle mappe

publish

closed

closed

ucraina-il-fronte-che-non-e-sulle-mappe

2025-11-12 07:15:52

2025-11-12 06:15:52

post

raw

47181

2025-10-13 08:37:38

2025-10-13 06:37:38

“Pace” è la locuzione più distante dalla realtà che si possa trovare per esprimere com’è costretta a vivere l’Ucraina a causa della Federazione Russa, ma anche quella più difficile da intravedere all’orizzonte

Korosten’ – “Pace” è la locuzione più distante dalla realtà che si possa trovare per esprimere com’è costretta a vivere l’Ucraina a causa della Federazione Russa, ma anche quella più difficile da intravedere all’orizzonte.

L’aviazione russa ha nuovamente attaccato il settore civile ucraino bersagliando con particolare ferocia quello energetico con oltre 450 droni e 32 altri missili di vario tipo, mietendo decine d’altre vittime innocenti. La popolazione di Kyiv sulla riva sinistra del fiume Dnipro è rimasta senza elettricità e la maggior parte dei trasporti nella Capitale funziona con ampie modifiche. Le fiamme hanno avvolto diversi appartamenti d’un condominio di diciassette piani intrappolando una dozzina di persone. Anche un minimarket di Brovary è finito incendiato e in diverse aree l’approvvigionamento idrico è saltato.

A Zaporizhzhia un bambino di 7 anni è morto dopo l’ennesimo raid russo mirato a devastarne le infrastrutture civili e il passaggio sulla diga della centrale idroelettrica di Dnipro è stato chiuso. Diverse esplosioni sono state registrate anche nel Dnipropetrovsk, in particolare a Kamianka e nel distretto di Kryvyj Rih. A Cherkasy i russi hanno mirato intenzionalmente a un caseggiato di Kaniv ferendo brutalmente altri civili mentre a Kharkiv, Sumy e Poltava hanno aperto volutamente il fuoco contro decine d’altre villette e fabbricati urbani. Mentre scriviamo quest’articolo gli abitanti di molte di quelle regioni sono stati invitati a limitare temporaneamente il consumo di gas.

"Un attacco cinico e calcolato" della Russia contro l'Ucraina. Lo afferma Zelenskyj

«Un attacco cinico e calcolato» – come ha seccamente chiosato il presidente Zelenskyj – che ha avuto ripercussioni anche nelle oblast’ di Kirovohrad e Kherson, cioè nel complesso in metà Ucraina. Un attacco attentamente valutato che rientra nella logica del terrore a cui Mosca ha tanto abituato l’Occidente da non trovarne traccia su larga parte dei media. Oltre al nostro quotidiano dispaccio dal campo, l’unico articolo riguardante il fronte ucraino di questa guerra all’Occidente (in una rassegna stampa italiana monotematica circa la questione israeliana) ha infatti toccato un tema morto e sepolto da mesi, riguardante alcune munizioni malfunzionanti made in Ukraine e il solito refrain secondo cui l’Ucraina sarebbe «un Paese fallito, tenuto in piedi solo dalle iniezioni di armi e fondi europei». A metterlo in evidenza non è stato uno dei soliti megafoni della propaganda russa ma l’inserto settimanale d’uno dei quotidiani italiani più letti.

L’assenza pressoché totale della stampa italiana dal fronte ucraino

L’assenza pressoché totale della stampa italiana dal fronte ucraino s’è palesata ancora poche ore fa, quando è stata rilanciata l’ennesima agenzia russa riguardante il presunto danneggiamento da parte ucraina del condotto d’ammoniaca Togliatti-Odesa. Fake news bella e buona, mirata con la stessa precisione degli strike appena descritti ad accusare l’Ucraina di crimini ambientali e contro i civili.

Per capire che si trattava di spazzatura introdotta ad arte nello spazio informativo occidentale bastava esser qui: anzitutto la parte lineare del tratto in questione (cioè fra Rusnyj Yar e Yablunivka) si trova nei territori nella comunità d’Illinivka che i russi hanno prima raso al suolo e poi occupato, in cui peraltro non si trova alcun civile; tutt’altro che secondariamente, il trasporto d’ammoniaca in quel tratto è interrotto da almeno 11 anni.

Il fumo bianco che si vede nel video pubblicato dal Ministero della Difesa russo può indicare una perdita di residui d’ammoniaca

Come conferma anche l’Amministrazione militare regionale di Donetsk, il fumo bianco che s’osserva nel video pubblicato dal Ministero della Difesa russo può indicare una perdita di residui d’ammoniaca rimasti in pressione dal 2014 ma al di là dell’odore sgradevole, che s’avverte anche a Druzhkivka, non c’è alcun pericolo per la vita delle persone.

Eppure, anche quella fake news è diventata ‘notizia’, mentre nessuno ha scritto del bombardamento che han fatto davvero gli ucraini contro uno dei più grandi impianti di lavorazione del gas della Federazione Russa: il gasdotto Korobkovskij e in particolare la stazione di controllo lineare e produttiva Lvd “Efimovka” nella regione di Volgograd. Parliamo d’un impianto dalla capacità produttiva di 450 milioni di m³ di gas naturale e associati e di 186mila tonnellate di frazioni leggere d’idrocarburi annui.

Gas e derivati per 50 milioni di tonnellate all’anno non trovano spazio neanche in un trafiletto, mentre una perdita di gas in un condotto chiuso da oltre un decennio che si trova in piena linea di tiro viene descritta come un disastro ambientale che potrebbe danneggiare chi quello scontro a fuoco l’ha provocato e un ecodidio l’ha davvero intenzionalmente causato.

di Alla Perdei e Giorgio Provinciali

Ucraina, pace e informazione sono distanti

publish

closed

closed

ucraina-pace-e-informazione-sono-distanti

2025-10-13 08:37:44

2025-10-13 06:37:44

post

raw

47181

2025-10-09 17:22:20

2025-10-09 15:22:20

Donatori e volontari italiani portano aiuti sanitari all’Ucraina. Alcuni coraggiosi italiani riportano l'attenzione su iniziative importanti d'una guerra troppo taciuta nelle piazze del Bel Paese

Khmelnytskyj – Mentre l’attenzione della maggior parte dei media è concentrata sulla flottiglia intercettata in rotta verso Gaza dalla marina israeliana, un gruppo di volontari italiani s’è messo in marcia per raggiungere il fronte d’una guerra forse troppo taciuta nelle piazze del Bel Paese, portando aiuti umanitari concreti e realmente indispensabili.

Li abbiamo incontrati in una Khmelnytskyj che fin dall’inizio dell’invasione russa su vasta scala dell’Ucraina fu colpita da attacchi martellanti che causarono ripetute interruzioni di corrente e del servizio idrico in diverse aree, danneggiarono una decina di grattacieli e tre istituti scolastici, causando il ferimento di diversi civili e la morte d’un soccorritore.

Al seguito d’Antonino Alfio Moschetto, imprenditore italiano in Ucraina costretto poi alla fuga da quei bombardamenti, abbiamo conosciuto il dottor Marco Sarboraria, anestesista partito da Aosta con Silvio Gasparella e Roberto Sangiorgio, Carlo Ferrari di Firenze (che avevamo già incontrato nell’ambito di precedenti operazioni di supporto alla Resistenza ucraina), Gianpiero Cavarero di Cuneo e il piccolo Dante, figlio d’appena 4 anni di Moschetto e mascotte del gruppo. Guidavano un mezzo di supporto e 5 ambulanze acquistate grazie al generoso contributo d’associazioni come la Fondazione comunitaria della Val d’Aosta, il FORUM per i Diritti dei bambini di Chornobyl, Roberto Benelli e il Rotary Club Lunigiana Pontremoli, e le comunità parrocchiali ucraine in Italia che coordina padre Yuriy Ivanyuta.

Il motivo è semplice: come ben sa Moschetto – che oltre ad aver vissuto a lungo in questa città ha all’attivo più di 60 missioni umanitarie simili – Khmelnytskyj è stata pesantemente colpita dai russi proprio alle sue infrastrutture ospedaliere e l’emergenza che più in generale sta attraversando il sistema sanitario ucraino è tale da richiedere il dirottamento di molti mezzi e strumentazioni mediche verso le zone più vicine ai combattimenti. Con lui e il cappellano Vitalij Futorskyj, che coordina missioni umanitarie simili, abbiamo visitato il policlinico locale danneggiato da un violento attacco russo che ha travolto quest’anno diversi altri edifici privati e residenziali uccidendo tre civili.

Come riportammo su queste pagine, pochi mesi prima uno sciame di droni russi aveva preso di mira il territorio della centrale nucleare locale segnando nella notte fra il 25 e il 26 ottobre 2024 uno dei momenti più drammaticamente cruciali della guerra: la palese riprova del fatto che Putin considera anche quelle infrastrutture civili altamente critiche come un bersaglio strategico per ricattare l’Occidente.

A causa di quell’attacco, che finì per danneggiare gravemente le linee di trasmissione dell’energia elettrica locali, 1.860 utenze nei distretti Slavuta e Netishyn di questa regione rimasero completamente isolati. Undici caseggiati, nove edifici privati, due istituti scolastici, un’infrastruttura amministrativa, un negozio, un depositi di carburante e diverse automobili finirono per essere distrutti.

Soffermandoci coi volontari italiani proprio di fronte a uno di quei ruderi per scattare qualche fotografia, abbiamo potuto notare come quella già preziosa carovana d’ambulanze che stavano per consegnare contenesse un carico d’altrettanto valore: medical device tra cui un ecografo completo, farmaci, vestiario, prodotti alimentari e ben 150 protesi per spalla e ginocchio con relativi kit operatori da poter utilizzare in delicati interventi chirurgici per restituire funzionalità e dignità a chi ha sofferto le conseguenze più gravi di quei bombardamenti.

La presenza d’italiani coraggiosi come quelli che abbiamo incontrato oggi a Khmelnytskyj testimonia come sia fondamentale mantenere alta l’attenzione su iniziative come la loro, perché solo ascoltando e coordinandosi con chi la guerra la vive davvero si riesce a far giungere ciò che serve esattamente dove e quando ce n’è più bisogno.

Di Alla Perdei e Giorgio Provinciali

Donatori e volontari italiani portano aiuti sanitari all’Ucraina

publish

closed

closed

donatori-e-volontari-italiani-portano-aiuti-sanitari-allucraina

2025-10-16 17:40:32

2025-10-16 15:40:32

post

raw
