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title: "La follia suprematista di Trump cancella anche l&#8217;aereo &#8220;Enola Gay&#8221;"
description: "Donald Trump cancella la storia militare non bianca, non maschia e non eterosessuale. E anche, per errore, il bombardiere \"Enola Gay\""
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date: 2025-03-08
author: Umberto Cascone
url: https://laragione.eu/esteri/la-follia-suprematista-di-trump-cancella-anche-laereo-enola-gay/
categories: [Esteri]
tags: [diritti, esteri, guerra, società, Stati Uniti, Trump]
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# La follia suprematista di Trump cancella anche l&#8217;aereo &#8220;Enola Gay&#8221;

![enola-gay](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/03/enola-gay-1024x639.jpg)

Donald Trump continua la sua trasformazione in autocrate: cancellata la storia militare non bianca, non maschia e non eterosessuale. Ma sotto la scure cade, per errore, pure il bombardiere di Hiroshima, "Enola Gay"

Tratto comune a tutti gli autocrati è la mania - o necessità - di riscrivere la storia. Non volendo abusare del troppo citato *1984 *di George Orwell, **prendiamo Putin. L'Ucraina, per lui, non è semplicemente mai esistita. È parte della Russia da sempre, non è mai stata una "cosa a sé".** Poco importa che nel 1991 Kiev sia divenuta indipendente. **Viene da chiedersi che cosa vorrà fare Trump, che autocrate ha sempre sognato di esserlo e lo sta rapidamente diventando.**

La risposta è già arrivata, e passa da un altro chiodo fisso dei dittatori: la forza militare. Donald Trump non è mai stato un militarista, ma il suo nazionalismo congenito non può non sposarsi con una certa mania del controllo delle forze armate. E della loro storia. **Gli Stati Uniti trumpiani non saranno gli Stati Uniti di tutti. Lo saranno per gli uomini, cristiani, bianchi. Gli altri, donne, transgender, neri, ispanici, asiatici o nativi, saranno solo un male necessario.** Qualcosa che c'è e che bisogna (entro qualche misura) tenersi. Oggi.

Per quel che riguarda il passato, nulla è per sempre. Se esso si ricorda solo in base a ciò che lascia, allora si può decidere cosa mantenere e cosa no. E così** **Donald Trump ha dato il via a una delle più raccapriccianti operazioni di falsificazione storica mai viste in Occidente. **L'ordine impartito al Pentagono è stato semplice: cancellare ogni traccia di immagini e riferimenti a un passato non bianco, maschio e virile (leggi: eterosessuale).**

Secondo fonti interne alla Difesa **si parlerebbe di oltre 100mila immagini cancellate da siti e forse pure dagli archivi. Dalle soldatesse del Women's Army Corps** (la prima formazione militare femminile americana, nata nel 1942 e sopravvissuta fino al 1978, quando le donne vennero equiparate e mescolate ai colleghi maschi) **al leggendario 332esimo gruppo da caccia, i Tuskegee Airmen, piloti afroamericani che si coprirono di gloria durante la Seconda Guerra Mondiale. **Tutto cancellato.

Probabilmente questo repulisti generale non sarebbe stato notato per lunghi mesi, se non fosse stato per un piccolo errore. Come detto, l'America di Trump è bianca, maschia ed eterosessuale. Va da sé che qualunque riferimento alla cultura Lgbt deve sparire. E così è stato. Peccato che il metodo di ricerca dei materiali da cancellare debba essere stato un po' superficiale. E così, **sotto la scure trumpiana, sono cadute le foto dell'Enola Gay.**

Così si chiamava **il bombardiere B-29 che il 6 agosto 1945 sganciò su [Hiroshima](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/hiroshima-risorta-dalle-sue-ceneri/)la prima bomba atomica.** Un nome che, evidentemente ricercato sulla base della *keyword* "gay", ha fatto sì che fossero cancellate tutte le fotografie dell'aereo. «Propaganda gender», dicono i trumpiani. Peccato che **il nome fosse un omaggio alla madre del colonnello Paul Tibbets, comandante del velivolo. Si chiamava Enola Gay Tibbets, appunto. Nessun *gender*, nessuna propaganda.** Un mero nome di persona, sfortunatamente identico a una delle parole chiave delle ricerche iconoclaste di Trump. Ma d'altronde una dittatura non sbaglia. E presto anche questo piccolo errore sarà fatto dimenticare. Mentre la libertà e la verità continueranno a morire.

*Di Umberto Cascone*
