---
title: La Francia impigliata in Mélenchon
description: "Passata l’ebbrezza del risultato elettorale dello scorso luglio, la sinistra francese torna al punto di partenza. Un solo demiurgo: Mélenchon"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Evidenza-sito-1532-1024x639.jpg
date: 2024-08-29
author: Antonio Pellegrino
url: https://laragione.eu/esteri/la-francia-impigliata-in-melenchon/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, francia]
---

# La Francia impigliata in Mélenchon

![Mélenchon](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/08/Evidenza-sito-1532-1024x639.jpg)

Passata l’ebbrezza del risultato elettorale dello scorso luglio, la sinistra francese torna al punto di partenza. Un solo demiurgo: Mélenchon

Passata l’ebbrezza del risultato elettorale dello scorso luglio, la sinistra francese torna al punto di partenza. **Crisi, litigi interni e vecchie fratture, mai realmente sanate, sono all’ordine del giorno e anche questa volta il demiurgo della sconfitta è uno solo: Jean-Luc Mélenchon**. Il capo indiscusso de La France Insoumise **è impegnato in uno scontro a tutto campo con il presidente Emmanuel Macron**, reo di non voler affidare il governo a una maggioranza guidata dal **Nouveau Front populaire per via di un programma che ancora oggi resta troppo legato alla piazza** e alle sue frange più estremiste (l’elefante nella stanza è rappresentato proprio da Lfi con i suoi esponenti filo Hamas e un programma fiscale vetero-comunista),** incapace di compiere quell’istituzionalizzazione necessaria per la guida dell’esecutivo.**

**Non si può dire che la coalizione sia composta esclusivamente da barricaderi: non sono infatti pochi gli esponenti che vorrebbero dialogare, anche duramente, con gli altri componenti di quel Fronte repubblicano che molte testate hanno scambiato per un cartello politico a tutti gli effetti**. Ma Jean-Luc Mélenchon la pensa diversamente e se in nome del suo purismo ideologico deve finire ai margini dell’Assemblea nazionale, **lo stesso destino toccherà ai suoi compagni di viaggio.** Il *leader *della sinistra radicale aveva offerto un compromesso alla presidenza solo pochi giorni fa:** governo al Nouveau Front populaire senza ministri degli ‘indomiti’**. La soluzione, però, non poteva garantire la stabilità costituzionale **a causa della mancanza dei numeri necessari per la maggioranza e delle rivendicazioni esasperate del programma elettorale**; fattori che hanno convinto Mélenchon – che, ricordiamo, non è il capo dell’intero blocco – a far saltare il banco, **chiedendo l’*impeachment *per Emmanuel Macron.**

«La gravità del momento esige una risposta decisa della società francese **contro l’incredibile abuso di potere autocratico di cui è vittima**» ha tuonato il numero due de La France Insoumise Manuel Bompard, concludendo con un richiamo a «**tutte le organizzazioni che tengono alla democrazia a unirsi per far fronte e costringere il presidente a riconoscere il risultato delle elezioni**». Nei comunicati della sinistra Macron diventa un golpista, un reazionario e – ovviamente – un fascista.

Ma in molti nel campo progressista si sono resi conto che Mélenchon sta replicando quanto ha già fatto con la vecchia sigla, la Nupes (Nouvelle Union populaire écologique et sociale), che **solo un anno fa sembrava pronta a egemonizzare la politica francese finché non è morta proprio per l’ego dell’allora candidato presidente**. Per questo, proprio come allora, i malumori interni iniziano a farsi pubblici e nasce un’opposizione interna come nel caso del socialista **Sébastien Vincini**, il quale ha dichiarato che **«è arrivato il momento che Jean-Luc Mélenchon passi il testimone»**. La richiesta di fare un passo indietro è un tentativo di salvare la possibilità di un governo di sinistra, ma il no di Macron appare categorico.

**Il presidente francese ha avviato un nuovo giro di consultazioni, questa volta senza il Nouveau Front populaire** **e la destra radicale (Le Pen e i fedeli di Éric Ciotti)**, mentre la possibilità di un governo di coalizione con i repubblicani diventa sempre più realistica. Se dovesse andare a finire così, la sinistra, invece di gridare al presunto fascismo di Macron, **dovrebbe prendersela con il suo personalissimo duce.**

di *Antonio Pellegrino*
