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title: La guerra degli alberi in Israele ha radici profonde
description: Il deserto del Negev, in Israele, è terreno di scontri tra israeliani e beduini in quella che è stata ribattezzata la guerra degli alberi.
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date: 2022-01-24
author: Filippo Messina
url: https://laragione.eu/esteri/la-guerra-degli-alberi-in-israele-ha-radici-profonde/
categories: [Esteri]
tags: [Ambiente]
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# La guerra degli alberi in Israele ha radici profonde

![Guerra degli alberi Israele](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Guerra-degli-alberi-Israele.png)

Il deserto del Negev, in Israele, è terreno di scontri tra israeliani e beduini in quella che è stata ribattezzata la guerra degli alberi. Un conflitto “ecologico” di facciata, secondo i nomadi. Intanto una ricerca racconta di un’Amazzonia sempre più rada da quando c’è Bolsonaro.

**Deserto del Negev**, **Israele**. Da tempo non solo uno spettacolo della natura ma purtroppo palcoscenico di **continui e brutali scontri tra israeliani e beduini**. In questo particolare periodo storico, in Israele si assiste a una vera e propria **guerra degli alberi**: un conflitto che **solo superficialmente** può essere definito “**ecologico**” ma che, in realtà, ha **radici ben più profonde**.

**Dal giorno della sua fondazione**, **14 maggio 1948**,  lo **Stato di Israele** è sempre stato teatro di **crisi** e **conflitti**. In questa occasione **la Palestina non c’entra**. Gli scontri sono tra gli **israeliani** e i **beduini**, tribù nomadi o seminomadi dedite da sempre all'allevamento transumante, e riguardano **il riconoscimento di alcuni villaggi nel Negev**.

**Senza terra né diritti**. **Il governo israeliano**, infatti, non ha mai riconosciuto alcuni villaggi dei beduini nel deserto del Negev rendendo, di fatto, totalmente inesistenti anche **le persone** che ci vivono, letteralmente “**fuori dal mondo**”.

Fino ad ora le due realtà non si erano calpestate mai i piedi ma adesso **le tensioni sono alle stelle**. Colpa di un **progetto di imboschimento**, dal costo di **circa 48 milioni di dollari**, stabilito dalla **Israel Land Authority**, nell’area del **Negev** che vorrebbe piantare **migliaia di alberi** proprio **nelle aree coltivate** dove **i beduini** portano i propri animali a pascolare.

**Lo scorso 9 gennaio**, i residenti beduini di alcuni villaggi si sono **fortemente ribellati alla piantumazione**. Gli scontri sono stati molto violenti e si sono "conclusi" (solo apparentemente) con alcuni beduini feriti e successivamente arrestati dalle autorità.

**Secondo i nomadi** dietro al gesto di piantare alberi **non** si celerebbe un’**attenzione ambientale** ma un **tentativo di allontanare** sempre di più le loro comunità da quelle zone che Israele definisce “**terre contese**”, terre dove i beduini hanno coltivato e costruito le proprie case.

**Può sembrare un paradosso** ma se fosse vera la tesi dei beduini, si arriverebbe a **p****iantare alberi per sradicare un’intera cultura**. Perché **i beduini**, è bene ricordarlo, sono oggi **quasi il 3% dell’intera popolazione**, circa 250 mila persone, concentrati nel deserto del Negev, alcuni dei quali vivono in quelle aree **prima ancora** che venisse fondato **lo stesso Stato di Israele**.

**In questo caso ad essere deserto non è in realtà il paesaggio**, visto che spiccano sorprendentemente **tanti** **alberi** ben allineati tra loro, ma il **buonsenso** e la **capacità di dialogo** tra il **governo** e questi **nomadi**. Si può dire che sia stato fin troppo preso alla lettera **David Ben Gurion**, primo ministro israeliano della storia, che ai tempi aveva detto: “aggregare un popolo, far fiorire il deserto e costituire uno Stato”. **Si sta facendo di più** sul fatto (incredibile) di **far fiorire il deserto** piuttosto che sull’**aggregare un popolo**.

E mentre in **Israele** si combatte una guerra su quanti alberi piantare, in **Brasile**, il polmone che fa respirare il mondo intero, la **situazione** si fa **sempre più preoccupante**. Stando al rapporto “**Dangerous man, dangerous deals**” (“Uomo pericoloso, affari pericolosi”) di **Greenpeace**, la **deforestazione**, con annesso **sfruttamento ambientale**, è **aumentata del 75%** da quando **Jair Bolsonaro** è stato eletto **Presidente**, l’**1 gennaio 2019**.

La deforestazione è spinta soprattutto da **ragioni economiche**: in particolare [la coltivazione ed esportazione di soia](https://laragione.eu/life/salute/la-soia-il-legume-che-sfama-ma-distrugge-le-foreste/), **allevamenti intensivi** e **legno**.

Il report si basa sui dati raccolti dall'**Istituto brasiliano di ricerche spaziali** (**Inpe**) ed è sorprendente vedere come gli **incendi**, spesso appiccati illegalmente solo con lo scopo di favorire un “**cambio di uso del suolo**” con l’eliminazione della vegetazione autoctona, siano **cresciuti del 24%** e ci sia stato un **+9.5%** per quanto riguarda invece le **emissioni di gas serra**.

**È il caso di piantarla**, nel vero senso della parola.

 

di *Filippo Messina*
