---
title: La Mamma che seppellisce
description: "Gli ucraini sono soliti definire Kyiv e Odessa il papà e la mamma della loro nazione. L’invasione ingiustificata di Putin ha avuto un unico risultato tangibile: dividere definitivamente due popoli un tempo fratelli."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/6495460_10142631_ucraina_crisi_kiev_russia_situa-1024x562.jpg
date: 2022-03-17
modified: 2022-04-15
author: Camillo Bosco
url: https://laragione.eu/esteri/la-mamma-che-seppellisce/
categories: [Cronache di guerra, Esteri, Evidenza]
tags: [russia, Ucraina]
---

# La Mamma che seppellisce

![La Mamma che seppellisce](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/6495460_10142631_ucraina_crisi_kiev_russia_situa-1024x562.jpg)

Gli ucraini sono soliti definire Kyiv e Odessa il papà e la mamma della loro nazione. L’invasione ingiustificata di Putin ha avuto un unico risultato tangibile: dividere definitivamente due popoli un tempo fratelli.

Gli ucraini sono soliti dire come Kyiv e Odessa siano rispettivamente il papà e la mamma della nazione e questo spiega lo striscione – scritto in russo, per non lasciare alcun dubbio sui destinatari – che è stato appeso dai cittadini della città portuale: “Chiunque proverà a toccare la Mamma, la Mamma lo seppellirà!”. L’Ucraina è pronta alla strenua difesa del suo sbocco sul Mar Nero: ha issato barricate e armato la popolazione, protetto i suoi beni culturali dietro sacchi di sabbia, minato il mare, la spiaggia e le strade da cui potrebbero arrivare le truppe di Putin. Si tratta della stessa risoluta resistenza che Mosca ha trovato a Kharkiv, a Sumy e nell’accerchiata Mariupol.

**Resistenza contro un’oppressione odiosa e strisciante.** «Mia moglie è stata fermata da una pattuglia russa. Le hanno chiesto il passaporto. Poi le hanno messo il fucile in faccia e le hanno detto: “Dì che Kherson è russa”. Mia moglie ha risposto: “Kherson è ucraina”. Così l’hanno colpita» dice Dmitriy Shylin mostrando una foto delle ferite: «Sono fiero di lei e la amo». Resistenza della quotidianità anche di fronte al disastro: «Sto scrivendo un articolo in cantina mentre suonano le sirene dei *raid *aerei, a voi come sta andando la mattinata invece?» chiede Kate Tsurkan, *editor* capo di una rivista di temi culturali.

[LEGGI TUTTI GLI ARTICOLI “CRONACHE DI GUERRA”](https://laragione.eu/category/esteri/cronache-di-guerra/)

**Resistenza nel dolore: «Dopo un indiscriminato attacco russo a Markhalivka, un uomo ha perso moglie, figlia, due generi e la suocera.** Solo il gatto è sopravvissuto» comunica il museo dell’Holodomor, dedicato alla terribile carestia ucraina pianificata dalla Russia negli anni Trenta. Resistenza del ricordo: «Questa bellissima famiglia» scrive Myroslava Petsa sopra una foto di una coppia sorridente con un neonato in braccio «non esiste più. Mykhailo Soloshenko, sua moglie Inna e loro figlio Yefrem sono morti quando un carro russo ha sparato sulla loro auto.» Resistenza di un sogno di libertà: «Slava Ukraini!» dicono tutti.

«Gli ucraini non possono arrendersi» spiega la giornalista Olga Tokariuk – recentemente sfollata da Kyiv e indignata dagli appelli di alcuni analisti occidentali che vorrebbero la resa di Zelensky al fine di evitare ulteriori spargimenti di sangue – «perché significherebbe la fine della loro nazione. L’invasione russa ha cambiato per sempre l’ordine globale ed è inutile sperare che si possa tornare al *business as usual* il più presto possibile. Gli ucraini non si possono arrendere – continua – perché sanno bene che quello che è accaduto nel Donbass dopo l’occupazione russa del 2014 si ripeterebbe ovunque: incarcerazioni arbitrarie, torture, stupri, epurazioni dei dissidenti. Sta già accadendo nelle città di cui hanno preso temporaneamente il controllo».

La storia dei rapporti ucraino-russi era già travagliata prima di questo ennesimo massacro ingiustificato; l’improvvida invasione di Putin ora sembra aver avuto l’unico risultato tangibile di dividere definitivamente due popoli un tempo fratelli.

 

di *Camillo Bosco*
