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title: La paura del fantasma Brexit
description: Nel giro di pochi mesi si è passati dalla negazione del fallimento di Brexit al silenzio tombale. Brexit non si può più pronunciare.
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date: 2022-09-02
author: Alessandra Libutti
url: https://laragione.eu/esteri/la-paura-del-fantasma-brexit/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, Evidenza, politica]
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# La paura del fantasma Brexit

![Brexit](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/09/Evidenza-sito-63.jpg)

Nel giro di pochi mesi si è passati dalla negazione del fallimento di Brexit («Ne stiamo ottenendo incommensurabili benefici!») al silenzio tombale. Brexit è quella parola che non si può più pronunciare.

Londra – In una famosa scenetta dei **Monty Python**, John Cleese si presenta a reclamare da Michael Palin (il commesso del negozio) **perché gli ha venduto un pappagallo morto**. Il commesso osserva il pappagallo e gli dice che sta solo riposando. **Non importa che il cliente dimostri che il pappagallo è imbalsamato: il commesso pretende di averlo visto muoversi,** finge di parlargli, discute del piumaggio e delle meraviglie della specie.

**In Uk il pappagallo morto è Brexit, il cliente è il popolo britannico e l’intera classe politica e i *media* sono il commesso del negozio**. Nel giro di pochi mesi si è passati dalla negazione del fallimento di Brexit («Ne stiamo ottenendo incommensurabili benefici!») **al silenzio tombale**. Brexit è quella parola che non si può più pronunciare. **Se ne nega l’esistenza, perché se di una cosa non ne parli non esiste e se un problema non esiste non è un problema**.

Come il commesso sterzava nell’osservare il piumaggio del defunto pappagallo, Liz Truss, **la probabile erede di Johnson, elenca le infinite possibilità della deregolamentazione** e c’è chi sostiene che dietro i suoi *full-fat freeports* (“porti liberi da grassi”)** celi il progetto di trasformare l’Uk in conglomerati di “Charter Cities”**, città privatizzate ovvero paradisi fiscali mirati ad assicurare il benessere collettivo ma anche città indipendenti dalla giurisdizione del governo,** dove di fatto i diritti garantiti dalla democrazia sarebbero sospesi**. Il pappagallo è morto, ma lei spiega come potrà volare.

**Intanto Goldman Sachs prevede che l’inflazione della Gran Bretagna potrebbe raggiungere il 22% entro l’inizio del 2023**. Ma l’altro contendente alla successione di Johnson, **Rishi Sunak**, dopo aver rinverdito il pappagallo con una pennellata cosmetica reitera il sogno di Truss preannunciando ***low-tax and low regulation zones *perché “Charter Cities” è un altro termine che, nel gioco della mistificazione, è proibito pronunciare apertamente.** Il pappagallo è stecchito, ma lui lo sente cantare.

**Così l’attuale isolamento economico dell’Uk viene spazzato sotto il letto della crisi mondiale**. Allora si sostiene che il rincaro dei beni alimentari sia causato dal rincaro dell’energia e **non si accenna ai dazi e alle file apocalittiche a Dover**, tutti fattori che già prima della crisi avevano contribuito alla crescita dell’inflazione. **Se la sanità è al collasso è per via della crisi, non della fuga del personale Ue che ha portato il [95%](https://nhsfunding.info/symptoms/10-effects-of-underfunding/staff-shortages/) delle strutture ospedaliere ad avere carenza di organici.** Ma i britannici lo sanno. Secondo un sondaggio di YouGov, alla domanda se ritenessero che il Regno Unito avesse fatto un buon affare nel lasciare l’Unione europea, **solo il [7%](https://yougov.co.uk/topics/politics/survey-results/daily/2022/01/31/b17f3/2) degli intervistati ha risposto positivamente**. Ma mai dire Brexit.

Alcuni giorni fa, al festival tv di Edimburgo, l’**ex presentatrice della “Bbc” Emily Maitlis** ha lanciato un’accusa contro **l’intenzionale occultamento sui fallimenti di Brexit**, suggerendo che questo silenzio equivale a una «**cospirazione contro il popolo britannico**» e che i politici si stanno muovendo «in direzioni profondamente e chiaramente deleterie per un governo democratico».

*di Alessandra Libutti*
