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title: La pericolosa ricerca di false giustificazioni
description: "L'invasione dell'Ucraina non è giustificabile. L'impreparazione è consistita nel ritenere la Russia post sovietica una di noi."
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date: 2022-03-03
author: Giancristiano Desiderio
url: https://laragione.eu/esteri/la-pericolosa-ricerca-di-false-giustificazioni/
categories: [Esteri]
tags: [guerra, Putin, russia]
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# La pericolosa ricerca di false giustificazioni

![Russia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/03/Evidenza-sito-2.png)

## L'invasione dell'Ucraina da parte della Russia non è giustificabile. L'impreparazione attuale è consistita nel ritenere che la Russia post sovietica fosse diventata una di noi.

**L’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo non è giustificabile.** Non la giustifica la difesa della Russia. Non la giustifica l’intervento in questioni interne di Kiev. **Non la giustifica la Storia**. Insomma, nulla giustifica l’invasione di una nazione e di uno Stato sovrani. Eppure il dibattito, da quando i russi hanno messo piede in Ucraina, si è svolto proprio intorno a questa inafferrabile ‘figura’: **la giustificazione**. Come se da qualche parte ci fosse una ‘causa’ capace di dar conto di un inevitabile ‘effetto’. **Ma causa ed effetto, soprattutto nella Storia, non esistono.** Nulla, diceva Hannah Arendt, può essere inteso nel mondo con lo schema causa-effetto. Secoli addietro David Hume aveva messo in luce, non senza scandalo, che l’idea della causa e dell’effetto è solo il frutto della nostra credenza. Qualcosa a metà strada tra l’abitudine e l’alibi. Non è così anche per ciò che è accaduto in Ucraina per volere di Vladimir Putin? **Pensare che la causa scatenante sia responsabilità della Nato** – in pratica, gli Stati Uniti – e che l’effetto sia la difesa della Russia è quanto di più abitudinario e comodo ci sia.

**Ogni tanto la Russia invade qualcuno**: Budapest, Praga, la Crimea, Kiev. Le invasioni sono il frutto della mutazione dei rapporti di forza con cui l’Orso russo si spinge verso l’Europa e verso il Mediterraneo. **Così è sempre stato, così sempre sarà**. Sta a noi – l’Europa, l’Occidente, le democrazie liberali un po’ malandate – non farci cogliere impreparate. **La impreparazione attuale è consistita nel ritenere che la Russia post-sovietica fosse diventata una di noi**. Non è così e non lo sarà mai. Montanelli diceva che Mosca è più asiatica che europea. Credere che sia più europea che asiatica vuol dire illudersi. **Non tanto sulla Russia quanto su di noi**.

Cossiga diceva che il nostro esercito è l’esercito americano. L’Europa non ha un esercito comune e per l’energia confida(va) un po’ troppo sul gas russo. **Così Putin ha rimesso le mani nuovamente sull’Ucraina**. Ma Putin, andato per sorprendere, è rimasto sorpreso. **L’Europa si è unita e ha fatto fronte comune**. È nei contrasti che nascono le identità. Si spera che per il popolo ucraino non sia l’inizio di un nuovo *holodomor*. Non solo l’invasione attuale ma anche la terribile storia della eliminazione di milioni di contadini ucraini con la carestia voluta da Stalin giustificano – questa volta il verbo è giusto – l’adesione dell’Ucraina alla Nato e lo spostamento non della Nato a Est ma dell’Ucraina a Ovest.

E pensare che Fukuyama, dopo la fine dell’Urss, scrisse, non senza ragioni, “La fine della storia e l’ultimo uomo”. **Invece, tocca ancora faticare ossia fare Storia, la storia della libertà**.

di *Giancristiano Desiderio *
