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title: La propaganda russa sull’attentato a Trump
description: L’attentato a Trump non poteva che suggerire alla Russia nuovi spunti per alimentare la propaganda contro gli Stati Uniti
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date: 2024-07-16
modified: 2024-07-23
author: Maurizio Delli Santi
url: https://laragione.eu/esteri/la-propaganda-russia-sullattentato-a-trump/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, russia, usa]
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# La propaganda russa sull’attentato a Trump

![Propaganda russa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/07/Evidenza-sito-1391-1024x639.jpg)

L’attentato a Trump non poteva che suggerire alla Russia nuovi spunti per alimentare la propaganda contro gli Stati Uniti

**L’attentato a Trump non poteva che suggerire alla Russia nuovi spunti per alimentare la propaganda contro gli Stati Uniti **e la scelta delle democrazie occidentali di sostenere l’Ucraina. **La portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova si è già lanciata in una delle sue intemerate elucubrazioni. **Ha esordito ricordando l’intento dei servizi segreti ucraini di assassinare il presidente Putin,** che sarebbe stato «preparato con i soldi degli Stati Uniti». **Inoltre, come riporta l’agenzia di informazione russa “Ria Novosti”, la Zakharova ha sottolineato la dichiarazione del figlio di Robert Kennedy Jr. **sull’incapacità dei servizi segreti americani di proteggere il candidato presidenziale**. Quindi, rivolgendosi a «**coloro che negli Usa votano per la fornitura di armi**» all’Ucraina, ha domandato: «**Non sarebbe meglio usare questi soldi per finanziare la polizia americana** e altri servizi che dovrebbero garantire la legge e l’ordine negli Stati Uniti?».

**La portavoce di Lavrov ha perciò incoraggiato gli Stati Uniti a fare un inventario delle loro «politiche di incitamento all’odio contro gli oppositori politici, i Paesi e le persone».** E ha scritto su Telegram: «**Esattamente due mesi fa ho attirato l’attenzione sul fatto che negli Stati Uniti incoraggiano letteralmente l’incitamento all’odio **nei confronti degli oppositori politici e ho anche fornito esempi della tradizione americana di omicidi e attentati a presidenti e candidati presidenziali». Il riferimento è a un messaggio scritto a maggio in cui osservava che quella parte che negli Stati Uniti critica la legittimità delle elezioni in Russia è la stessa che «**dichiara apertamente la necessità di uccidere il candidato presidenziale Trump**». Più cauto è sembrato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov nell’affermare che **la Russia «condanna in modo risoluto ogni espressione di violenza durante una battaglia politica»**.

**Certo, le accuse contro le politiche di incitamento all’odio vengono dalla parte giusta e nel momento giusto: la Russia bombarda gli ospedali pediatrici e un tribunale russo vuole arrestare la vedova dell’oppositore Aleksej Naval’nyj, casualmente morto in carcere alla vigilia delle ultime presidenziali. **Ovviamente non sono mancate le illazioni sulla ‘mano ucraina’ della testata ultranazionalista “Tsargrad”*, *che si denomina nel sottotitolo “Il Primato Russo”. A suo parere potrebbe esserci una «traccia ucraina» nell’attentato alla vita di Trump, visto che sulla pagina di uno dei *social network* dell’attentatore Thomas Crooks si legge la scritta “**Stiamo insieme all’Ucraina” realizzata con i colori della bandiera giallo-blu. **Segue l’osservazione che nelle democrazie l’incitamento all’odio sta portando a una serie di attentati a personalità politiche: alla vicepresidente argentina Cristina Fernández de Kirchner (sopravvissuta), al primo ministro giapponese Shinzo Abe (ucciso con un’arma artigianale), al *leader* dell’opposizione sudcoreana Lee Jae-myung (ferito al collo) e in questa primavera al primo ministro slovacco Robert Fico (sopravvissuto).

**Beninteso non c’è un riferimento agli ultimi attentati in Russia provenienti da gruppi islamisti: non sia mai che qualcuno possa considerare che alla loro origine ci sono le campagne siriane, i reclutamenti forzati per l’Ucraina tra le popolazioni asiatiche e le discriminazioni dei russi cittadini contro gli emigrati dei Paesi Stan.** La ‘guerra ibrida’ delle mistificazioni non finirà qui, perché nelle prossime ore scenderanno in campo i filo-putiniani occidentali: gli argomenti non mancheranno contro Soros, le *lobby* democratiche complottiste e, ancora, la mano del capo dei servizi segreti ucraini Budanov.

di *Maurizio Delli Santi*
