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title: La rivolta al confine fra due imperi
description: Il Kazakistan è un Paese in fiamme, con decine di decessi e migliaia di feriti tra i manifestanti e tra le forze di sicurezza.
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date: 2022-01-08
author: Maurizio Delli Santi
url: https://laragione.eu/esteri/la-rivolta-al-confine-fra-due-imperi/
categories: [Esteri, Evidenza]
tags: [proteste]
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# La rivolta al confine fra due imperi

![La rivolta al confine fra due imperi](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/01/Kazakistan.png)

Il Kazakistan è ora un Paese in fiamme, con decine di decessi e migliaia di feriti tra i manifestanti ma anche con 12 morti e 300 feriti tra le forze di sicurezza. La protesta è dilagata ovunque, e non solo per l’aumento del Gpl.

**Le agenzie** parlano del **Kazakistan** come di **un Paese in fiamme**, con decine di **decessi** e migliaia di **feriti tra i manifestanti** ma anche di 12 morti e 300 feriti **tra le forze di sicurezza**. **Un poliziotto è stato decapitato** dalla folla inferocita. **La protesta è dilagata ovunque**, e **non solo per l’aumento del Gpl**.

È diventata di fatto **una rivolta politica** al grido di «**Via il vecchio!**», in riferimento all’81enne **Nursultan Nazarbajev**, amico di [Putin](https://laragione.eu/esteri/i-cinque-gennaio-dellucraina/), **il “padre della nazione kazaka”**. Benché nel **2019** abbia ceduto la presidenza al delfino **Kassym-Jomart Tokajev**, **Nazarbajev** è rimasto **il vero detentore del potere dietro le quinte**, rimanendo leader del partito dominante **Nur Otan** (“Patria luminosa”) e capo del potente **Consiglio di sicurezza nazionale**.

**Dietro le parvenze di un Paese stabile, con una economia solida grazie alle risorse energetiche** – petrolio e uranio in particolare – **e ai bitcoin** di cui accoglie le principali agenzie di riferimento, si è celata **una società** caratterizzata da un’**elevata corruzione** e da **fortissime diseguaglianze sociali**.

**Un clima di contestazione nel Paese** si era già palesato **in altre manifestazioni di protesta**, che seppure circoscritte eslprimevano gravi tensioni per **i bassi salari** e **le condizioni disumane dei lavoratori**, specie nel **settore minerario**. Da qui i segnali di **una crisi più generale del consenso popolare nei confronti della vecchia leadership** filorussa, autocrate e distante dai bisogni della popolazione.

**Il modello kazako** è in sostanza **quello adottato dalla vicina Russia di Putin**, che qui ha rivelato le sue fragilità, specie per l’ampiezza della forbice delle **diseguaglianze**: la popolazione non considera più accettabile il sacrificio di diritti e libertà in cambio di promesse di stabilità e standard di vita confortevoli, che ora risultano appannaggio solo di pochi ricchi magnati. **Questa affinità con il modello politico e sociale russo è** un dato **da tenere ben presente**: non a caso **Mosca** ha subito percepito **il timore che la protesta possa diffondersi**, con sollevazioni analoghe a quelle accadute in [Ucraina](https://laragione.eu/esteri/crisi-ucraina-e-ritorno-degli-stati-uniti/) e [Bielorussia](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/politica/bielorussia-ucraina-e-gas-al-telefono/), specie ora che in **Russia i prezzi alimentari sono in continuo aumento**, **l’inflazione supera l’8%** e **l’intelligence teme** il rigurgito di **una contestazione** per ora sommersa.

Il presidente **Kassym-Jomart Tokajev**, in carica dal **2019** con un percorso diplomatico anche alle **Nazioni Unite**, ha cercato di riprendere il controllo promettendo riforme e facendo dimettere il governo. Per attenuare le proteste ha inoltre assegnato l’incarico di premier al giovane tecnocrate **Alikhan Smajlov**, meno omologato alla vecchia leadership filosovietica. Ha quindi ordinato **lo stato di emergenza**, rilevando anche l’incarico di **capo del Consiglio di sicurezza di Nazarbajev**. Di fronte all’**aggravarsi delle contestazioni**, **Tokajev** non ha però potuto fare a meno di **consigliarsi con Putin**.

Subito dopo, **la narrazione ufficiale** è diventata che **gli scontri contro le forze di sicurezza** sono fomentati da **gruppi terroristi** e anche da **miliziani afghani**, per cui, data la «minaccia terroristica a opera di agenti esterni», è stato annunciato l’**intervento della Csto**, l’organizzazione del trattato di sicurezza collettiva che riunisce in un’alleanza militare Armenia, Bielorussia, Kazakistan, Kirghizstan, Tajikistan e, ovviamente, Russia.

Lo ha confermato il presidente dell’alleanza, il premier armeno **Nikol Pashinyan**, il quale ha tenuto a precisare che l’invio di «forze di pace collettive» sarà per un «tempo limitato per stabilizzare e normalizzare la situazione nel Paese», minacciata da «interferenze esterne». Al **Cremlino** probabilmente qualcuno starà ricordando come **il crollo dell’Unione Sovietica** sia iniziato con le proteste popolari in **Polonia**, un Paese ai confini dell’impero come oggi lo è il **Kazakistan**.

 

di *Maurizio Delli Santi*
