---
title: La Russia nel pozzo
description: "Le sanzioni economiche imposte dall’Unione europea e dall’Occidente alla Russia funzionano ma ovviamente c'è bisogno di tempo."
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Sanzioni-UE-Russia.jpg
date: 2022-04-15
author: Jean Valjean
url: https://laragione.eu/esteri/la-russia-nel-pozzo/
categories: [Esteri]
tags: [guerra, russia, UE]
---

# La Russia nel pozzo

![Sanzioni UE Russia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/04/Sanzioni-UE-Russia.jpg)

Spesso si sente affermare che le sanzioni economiche imposte dall’Unione europea e dall’Occidente alla Russia non funzionino come dovrebbero o comunque non abbastanza. Falso. Le sanzioni economiche funzionano ma ovviamente c'è bisogno di tempo.

Calma e gesso. Nella frenesia dei **commenti** di **politici**, **opinionisti** ed **esperti vari** (il cui numero si è miracolosamente moltiplicato da quando è scoppiata [la guerra in Ucraina](https://laragione.eu/evidenza/il-peggior-risveglio/)) capita spesso di sentir affermare che **le sanzioni economiche** imposte dall’**Unione europea** e dall’[Occidente](https://laragione.eu/evidenza/loccidente-ce-e-sa-battere-un-colpo/) **alla** **Russia** **non funzionino** come dovrebbero o comunque non abbastanza. **Falso**. **Le sanzioni economiche funzionano** ma ovviamente, non trattandosi di una bomba a grappolo che tirata esplode al momento, hanno bisogno di **tempo** per sprigionare al massimo **i loro effetti**. Intanto, e questo va sottolineato, **alcuni importanti effetti già si vedono**.

“**The Wall Street Journal**” (mica, detto con rispetto, “Topolino”), in un’**analisi sulla guerra in corso**, ha evidenziato **i primi danni per il mercato del petrolio russo** dovuti appunto alle **sanzioni**. La produzione dell’oro nero in Russia infatti sta rallentando e questo rappresenta – scrive – «un colpo al principale motore della crescita economica di Mosca». **Un chiaro effetto** innescato dalle **sanzioni occidentali** la cui efficacia prolungata, nel medio periodo,  dipenderà anche dalla capacità che avrà [Putin](https://laragione.eu/litalia-de-la-ragione/societa/la-fame-di-putin/) di trovare compratori alternativi in **Asia** per il greggio russo (e non solo).

Pure **su questo argomento** tocca **sfatare una convinzione** da chiacchierate in tv, assai **diffusa in** **Italia**: ovvero che **la Cina** stia **già sostenendo la Russia** per aiutarla a controbilanciare i danni delle sanzioni sul mercato occidentale. Sino a ora, e lo sottolinea sempre “The Wall Street Journal”, **non** si registrano **segnali di un incremento di acquisti da parte della Cina**, ragione per cui le scorte russe di greggio rimaste invendute cominciano ad accumularsi, sino al rischio di star quasi esaurendo gli spazi disponibili nei serbatoi.

Detto dell’**efficacia** delle **sanzioni economiche**, i cui **effetti negativi per la Russia** logicamente **aumenteranno con il passare del tempo**, e raccontato del comportamento avuto sinora dalla Cina dal punto di vista economico, rimane una domanda cui rispondere per completare il quadro di analisi: c’è la possibilità che **Pechino** **cambi** la **propria linea attuale** cominciando ad acquistare petrolio dalla Russia assai massicciamente per compensare il fermo sul mercato occidentale? **In politica niente è impossibile** ma questo cambio oggi, per gli elementi che abbiamo, appare improbabile.

**La Cina** è una **grande potenza economica globale**, oltre che **militare**, e questa sua **forza** le deriva per buona parte dal **fare affari anche con l’Occidente**. Infilarsi in una strada dove i danni economici rischierebbero di essere maggiori dei benefici sarebbe per il governo cinese un grave errore e del resto, sino a oggi, Pechino si è distinta in questa crisi ucraina soprattutto per il suo equilibrio nello scacchiere internazionale. Insomma, impoverirsi per Mosca non sembra una via adatta ai cinesi.

 

di *Jean Valjean*
