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title: Storia di un isolamento, la Russia perde il pelo ma non il vizio
description: "L'isolamento dal mondo circostante scegliendo la via della violenza e della brutalità non è storia nuova alla Russia."
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date: 2022-06-26
author: Andrea Pamparana
url: https://laragione.eu/esteri/la-russia-perde-il-pelo-ma-non-il-vizio-da-stalin-a-putin-storia-di-un-isolamento/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza, guerra, Putin, russia]
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# Storia di un isolamento, la Russia perde il pelo ma non il vizio

![russia](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/06/Evidenza-sito-8-2.jpg)

**L'isolamento dal mondo circostante scegliendo la via della violenza e della brutalità non è storia nuova alla Russia. A Putin sarebbe bastato riconoscerne le conseguenze, per non ripetere gli errori dei suoi predecessori.**

L’Orso perde il pelo ma non il vizio. Il proverbio parla di lupo ma oggi abbiamo a che fare non con il *wolf* di nazista memoria ma con il vecchio orso che, ironia delle parole, si dice *medvedev*, che con la maiuscola diventa una nostra vecchia conoscenza al Cremlino.

**Questo Orso ha un vizio molto antico: lo “sradicamento”**. Nel nostro caso, in senso figurato, l’abbandono definitivo dell’ambiente originario, tagliando i legami affettivi e culturali. Tutto ciò comporta inevitabilmente anche l’eliminazione dei rapporti organici con il mondo economico e con le componenti sociali.

**I russi sono specialisti in questa tattica fin dai tempi dello zar Pietro e di Caterina la Grande**, il cui amante Potiomkin portò in dono la Crimea e “sradicò” nel XVIII secolo i sogni di ribellione del cosacco Pugacev e dei suoi contadini.

**Stalin fu più brutale ma più efficace.** Deportò milioni di persone – uomini, donne e bambini – da una zona all’altra dello sterminato Paese: come i tatari di lingua turca, deportati in massa, e gli stessi ucraini che ben conoscono, e non da pochi mesi, la ferocia dell’Orso russo. Chruscev diede l’avvio alla cosiddetta “destalinizzazione”, denunciò gli arresti di massa e soprattutto le deportazioni, le torture e i processi farsa del terrore staliniano.

Ma **lo “sradicamento culturale” era ormai attecchito e i suoi devastanti danni sono sotto gli occhi di tutti.** Anche di coloro che un tempo inneggiavano – in Italia, non solo a Mosca – al leggendario “baffone”. Senza far caso che **quelle deportazioni e l’industrializzazione selvaggia **a spese delle immense e fertili campagne **avrebbero portato a una vera e propria carestia che colpì tutta l’Unione Sovietica**.

**Putin e la sua cerchia non hanno imparato nulla dalla loro stessa storia.** Che Stalin fosse un criminale è verità assodata, tranne che per quei pochi nostalgici che ancora vanno in giro col santino del “baffone”. Hanno ammazzato più gente lui e la sua cricca che non lo stesso Hitler, con cui peraltro inizialmente condivisero non poche idee sanguinose che hanno portato il mondo intero alla devastazione.

Putin, Medvedev e i capi del Cremlino non hanno la statura politica dei loro predecessori criminali (anche in Russia è prevalsa la cultura di stampo “grillino”, dove ignoranza e incompetenza vincono su tutto) ma **l’Orso dovrebbe stare attento alle conseguenze, perché la storia è maestra di vita.** Qualche lettura in più e meno bicchierini di vodka farebbero bene. Al mondo intero.

Di *Andrea Pamparana*
