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title: La speranza per Gaza, inattesa e fragile. Via ai colloqui in Egitto
description: Diciamo la verità, ci eravamo disabituati anche al concetto stesso di speranza. Speranza che possa accadere qualcosa di positivo a Gaza
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date: 2025-10-06
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/la-speranza-per-gaza-inattesa-e-fragile-via-ai-colloqui-in-egitto/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, gaza, guerra, hamas, israele, netanyahu, Palestina, striscia di gaza, Trump, usa]
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# La speranza per Gaza, inattesa e fragile. Via ai colloqui in Egitto

![Gaza](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/10/Gaza-2-1024x639.jpg)

Diciamo la verità, ci eravamo disabituati anche al concetto stesso di speranza. Speranza che possa accadere qualcosa di positivo a Gaza, anche solo un barlume di possibilità di andare oltre l’orrore

**Diciamo la verità, ci eravamo disabituati anche al concetto stesso di speranza.** Speranza che possa accadere qualcosa di positivo a Gaza, anche solo un barlume di possibilità di andare oltre l’orrore.

Una virgola, un graffio all’allucinante, piatto e sconfortante panorama di guerra, morte e distruzione che **si è parato davanti ai nostri occhi per mesi.**

**Come quell’infinito mare di macerie** che resterà a lungo nella testa e nel cuore di chi non si rassegna alla storia spiegata in un post. Alla semplicistica, farisea distinzione tra chi ha tutte le regioni e chi tutti i torti.

**Il graffio di speranza** è tornato a balenare da quel [Donald Trump](https://laragione.eu/esteri/trump-l-america-great-again-torna-all-eta-dell-oro/) che a lungo ha accarezzato sconfortanti progetti di riviere, resort, deportazioni, espulsioni, di una Striscia di Gaza trasformata in una Mar-a-lago mediorientale a uso e consumo di The Donald e dei suoi amici.

Una versione più razionale del Presidente degli Stati Uniti d’America e un’amministrazione capace di adattare alla realtà **l’unico piano di pace oggi disponibile.**

**L’unica strada**, l’unica ipotesi perché smettano di piovere missili e si ricomincino a distribuire aiuti in modo affidabile e sicuro. A curare i feriti, a dare una speranza ai malati, ai derelitti, ai vecchi, donne e bambini. La speranza, appunto.

Durante il fine settimana, le ali estreme dei due fronti - tanto in [Hamas](https://laragione.eu/esteri/il-si-di-hamas-al-piano-di-trump-oggi-e-il-massimo-della-speranza/) quanto in [Israele](https://laragione.eu/esteri/israele-e-in-guerra-hamas-il-nemico/) - sono state tenute in qualche modo a bada. **Torneranno a farsi sentire**, a porre condizioni e a mettere sotto ricatto chi vorrebbe pur arrivare in qualche modo a un cessate il fuoco e una tregua.

**Lo abbiamo già visto in Israele**, con le sciroccate dichiarazioni dei ministri più estremisti del governo. Riescono nell’impresa oggettivamente titanica di fare apparire il premier [Benjamin Netanyahu](https://laragione.eu/esteri/netanyahu-3/) un razionale uomo di Stato. Pensate un po’ voi...

**Come a Gaza** non mancano e non mancheranno i profeti della guerra fino all’ultimo uomo, che poi in questo caso, significa fino all’ultimo bambino. Perché chi da anni vive al sicuro (più o meno) in Qatar ha giocoforza una visione della guerra e delle trattative con Israele radicalmente diversa rispetto a chi ha combattuto fino a 36 ore fa.

Così, all’alba di una settimana che ci dirà molto, **la speranza si conferma un sentimento meraviglioso, eppure fragile come pochi.**

Se si giungesse a una qualche definizione dei termini di un cessate il fuoco negli incontri in programma da oggi in Egitto, proprio a cavallo del tragico anniversario di domani del 7 ottobre, **si manderebbe un segnale importante e inatteso.**

di *Fulvio Giuliani*
