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title: La tregua, l’ultima fatica di Biden e il cappello di Trump
description: "L'accordo è merito del lavoro incessante di Biden e Blinken. I frutti saranno raccolti da Trump e dalla nuova amministrazione"
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date: 2025-01-15
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/la-tregua-lultima-fatica-di-biden-e-il-cappello-di-trump/
categories: [Esteri]
tags: [america, guerra, hamas, israele, Stati Uniti, usa]
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# La tregua, l’ultima fatica di Biden e il cappello di Trump

![Tregua Biden Trump](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Tregua-Biden-Trump.jpg)

L'accordo è oggettivamente merito del lavoro incessante e spesso frustrante di Biden e Blinken. I frutti saranno raccolti da Trump e dalla nuova amministrazione

**Nel commentare** [la tregua](https://laragione.eu/esteri/fonti-israeliane-raggiunto-accordo-con-hamas-su-tregua-e-ostaggi-la-casa-bianca-conferma-trump-ostaggi-presto-rilasciati/) **nella Striscia di** [Gaza](https://laragione.eu/esteri/gaza-al-via-il-lancio-di-aiuti-umanitari-usa-da-aerei-militari/), accettata formalmente per iscritto poche ore fa da [Hamas](https://laragione.eu/esteri/hamas-accetta-la-proposta-di-cessate-il-fuoco/), abbiamo sottolineato alcuni aspetti oggettivi che ci hanno fatto scrivere di un accordo ‘vero’ fra le parti.

**Tanto per cominciare, non ci stancheremo di ripetere che non esiste area al mondo in cui la differenza fra tregua e pace è abissale come in Medio Oriente.** Una distanza che affonda le sue radici nella storia e arriva ai protagonisti della trattativa odierna. La tregua appare oggi l’unico scenario credibile per il lapalissiano motivo che Hamas è e resterà per [Israele](https://laragione.eu/esteri/israele-e-in-guerra-hamas-il-nemico/) – e c’è da augurarsi per l’intero Occidente – un’organizzazione terroristica volta all’unico obiettivo dell’eliminazione fisica di Israele e degli ebrei dall’area, alla quale nessun governo che si dica amico di Tel Aviv può pensare di lasciare il controllo della Striscia di Gaza, figurarsi ‘farci la pace’. A meno di ricominciare lo stesso, mortale balletto che ha portato al 7 ottobre 2023.

**Dunque lasciamo stare la pace: sarà tregua o scenario alla coreana.** Un equilibrio per sua stessa natura fragile, sul quale costruire l’assistenza umanitaria a una popolazione ridotta in condizioni intollerabili e poi tessere una complicata tela diplomatica per capire quali personalità ed entità palestinesi possano essere sufficientemente credibili e non eccessivamente corrotte per prendere in mano l’amministrazione della Striscia. Una tregua con i diversi ‘corridoi’ che attraversano quel lembo di terra: il “Filadelfia”, il “Netzarin” e così andare al posto del 38º parallelo che divide le due Coree. Una prospettiva tutt’altro che esaltante e foriera di rischi colossali, figlia dell’incontrovertibile realtà terroristica di Hamas e dell’assoluta spregiudicatezza politica del *leader* israeliano Benjamin Netanyahu. Quest’ultimo ha finito per accettare – si è persino speso nei confronti dei suoi alleati oltranzisti – un accordo che è lo stesso proposto e quasi raggiunto sei mesi fa dall’amministrazione americana e dai mediatori del Qatar e dell’Egitto.

**Perché allora no e oggi sì?** Per i sei mesi di guerra in più, nell’irrealizzabile tentativo di estirpare militarmente Hamas dalla Striscia di Gaza. Sei mesi di ulteriore protezione politica di fatto, per evitare a Netanyahu di dover render conto delle sue diverse pendenze. Su tutte, la terribile impreparazione che favorì la mattanza del 7 ottobre. Sei mesi in cui i terroristi – pur sconfitti, piegati e inseguiti in ogni tunnel o anfratto – hanno mostrato di poter ancora arruolare soldati e aspiranti martiri, contando su quelle due generazioni di odio che Israele si è garantita con la reazione senza limiti e strategia a Gaza.

**Sei mesi che hanno anche segnato la fine dell’amministrazione** [Biden](https://laragione.eu/esteri/biden-dopo-la-vittoria-di-trump-non-puoi-amare-il-tuo-paese-solo-quando-vinci-il-video/) **e il ritorno di** [Donald Trump](https://laragione.eu/esteri/trump-l-america-great-again-torna-all-eta-dell-oro/) **su cui Bibi aveva puntato.** C’è un’ironia molto amara: l’accordo è oggettivamente merito del lavoro incessante e spesso frustrante del capo della Casa Bianca e del suo infaticabile segretario di Stato Blinken. I frutti saranno raccolti da Trump e dalla nuova amministrazione, tanto è vero che il presidente eletto si è affrettato a bruciare con un proprio tweet l’annuncio dell’accordo per intestarselo. Per chi non passa le proprie giornate in curva allo stadio, questa è una prova cristallina di quale sia il valore di una democrazia sviluppata e consapevole (capace di andare oltre divisioni profondissime davanti all’impellenza del risultato da ottenere) ma anche l’ultima beffa per un uomo e un politico spesso vilipeso e sottovalutato come Joe Biden. Fra le schiere dei vecchi e nuovi adulatori di Donald Trump e gli osservatori che hanno passato un quadriennio a cercare la migliore occasione per sostenere che Biden fosse rimbambito, si è finito per dare ben più responsabilità alla Casa Bianca di quelle che potesse avere nel *rebus* quasi impossibile di tenere a freno Netanyahu senza però abbandonare Israele. L’accordo è la prova che Biden alla fine ce l’ha fatta. Saranno in pochi a riconoscergli un qualche merito, distratti dai fuochi d’artificio di Trump e da una tendenza alla genuflessione che ultimamente sembra aver superato il livello di guardia.

di *Fulvio Giuliani*
