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title: "L&#8217;Africa è un&#8217;opportunità per gas e grano, a dispetto di Putin"
description: Gli affari africani su gas e grano dimostrano le opportunità offerte da Putin di considerare una sinergia tra politica interna ed estera
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date: 2022-05-04
author: Flavio Pasotti
url: https://laragione.eu/esteri/lafrica-e-unopportunita/
categories: [Esteri]
tags: [economia, Putin]
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# L&#8217;Africa è un&#8217;opportunità per gas e grano, a dispetto di Putin

![L'Africa è un'opportunità per gas e grano](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2022/05/Evidenza-sito-3-1.jpg)

Alzare lo sguardo dall'Ucraina significa cogliere l'opportunità di considerare la politica interna in subordinazione alla politica internazionale. E gli affari africani su grano e gas lo dimostrano.

Alziamo gli occhi dall’Ucraina. **L'alleanza strategica tra Russia e Cina non può essere limitata al Donbass e neppure a Taiwan**: Putin non è andato per il sottile quando ha parlato per tutti dello spostamento dell’asse geopolitico a Oriente dando la spallata alle democrazie liberali in declino, siamo noi che non riusciamo a prenderlo sul serio.

**La sua, la loro, è la riaffermazione della politica sull’economia**, la sconfitta dell’idea liberale che la globalizzazione e le libertà economiche necessarie per sfruttarne le opportunità avrebbero indotto una maggiore domanda di libertà individuali. Non ha funzionato perché i politici autocrati usano l’economia per consolidare per i propri sudditi lo scambio **“minore libertà – maggiore sicurezza”**. È il *leit-motive* di Putin ai suoi cittadini: dovevamo farlo, ci minacciavano; è la spasmodica follia cinese a Shanghai per garantire la salute e la sopravvivenza del regime.

Il loro metodo lo conosciamo bene, perché lo abbiamo inventato e poi sanguinosamente abbandonato ed è quello dell’imperialismo e delle sfere di influenza: vanno fermati lì. Ci stanno provando americani, inglesi e in qualche modo i francesi nel Pacifico; ci deve provare l’Unione Europea in Africa. **Alzare lo sguardo significa prendere atto di quanto consenso hanno guadagnato le dittature mentre noi esportavamo la democrazia**, significa smettere di avere sensi di colpa e significa offrire ai possibili partner condizioni di reciproca convenienza partendo (ma non fermandoci) dalla nostra necessità di diversificare le fonti di energia.

Azerbaijan, Algeria, Angola, Mozambico sono i possibili fornitori di antica sfera russa ma sono anche paesi che richiedono in modo particolare **gli africani investimenti esteri significativi** anche in termini di sicurezza e anche alternativi a quelli offerti dai cinesi.

L’**Azerbaijan** è un affare delicato ma grazie al Tap siamo il primo partner commerciale. Spazi ci sono eccome pur tenendo conto degli interessi forti di Russia e Turchia in quel paese. La **Nigeria** può essere un altro grande fornitore e ha un problema di bilancio enorme perché esporta petrolio ma importa benzina e da sempre la benzina è venduta a prezzo calmierato: l’aumento dei prezzi che ben conosciamo la sta mettendo in ginocchio. Della **Libia** non parliamo, sappiamo e dobbiamo decidere cosa fare ma insieme a quelli che l’hanno smontata.

L’**Egitto** è un problema che dobbiamo risolvere in modo soddisfacente perché [Regeni non va dimenticato](https://laragione.eu/evidenza/politica-senza-gas/) e non possiamo lasciare un paese per il quale eravamo un importante partner commerciale nelle mani dei russi in base all’**accordo di cooperazione del 2018**: se la Nigeria ha il problema della benzina, Il Cairo analogamente ha il problema del grano russo e ucraino con il pane a prezzo calmierato e il crollo del turismo russo. Sono pronti a venderci gas ma saremmo sciocchi a limitarci a quello perché è uno dei paesi più colpiti dalle conseguenze degli atti di Putin.

**Abbiamo un vicino importante, la Tunisia,** che è grande importatrice di energia e di grano: che facciamo, in un momento di grave instabilità interna dopo il colpo di Stato la lasciamo sola e poi aspettiamo di vedere cosa accade con la immigrazione nel canale di Sicilia? Poi **ci sarebbe il Sahel** con terrorismo e ondate migratorie dal Corno d’Africa in guerra ma fermiamoci qui come per ora evitiamo il grande buco nero dei vaccini per la pandemia.

Ancora una volta nella storia armi, pestilenza e carestia vanno insieme, magari non nel solito ordine. E per chi ha esperienza nel settore anche grano e petrolio sono strettamente legati. In sintesi, **Putin ci ha svegliato e ci regala una grande opportunità. **La sfida europea è qui, non solo nelle nuove *supply chian* e in una dottrina della globalizzazione più selettiva e imperniata su una forte area di libero commercio dal Giappone alla Ucraina: è l**’idea che la politica interna sarà nei prossimi mesi di sicuro, forse anni, subordinata alla politica internazionale**.

Ed è l’idea che i vecchi schemi cadono travolgendo scadenti gruppi dirigenti e che, forse, nuove generazioni che sanno non solo l’inglese hanno trovato una loro missione anche politica.

*di Flavio Pasotti*
