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title: "L&#8217;apartheid delle donne afghane"
description: Sotto il regime talebanocratico dall’agosto 2021 l’Afghanistan è sprofondato nella notte oscurantista di una misogina apartheid.
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date: 2025-01-13
modified: 2025-01-14
author: Luigi Trisolino
url: https://laragione.eu/esteri/lapartheid-delle-donne/
categories: [Esteri]
tags: [Afghanistan, diritti, donne, esteri]
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# L&#8217;apartheid delle donne afghane

![Burqa](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/01/Burqa.jpg)

Sotto il regime "talebanocratico" dall’agosto 2021 l’Afghanistan è sprofondato nella notte oscurantista di una misogina apartheid

Sotto il regime talebanocratico dall’agosto 2021 **l’Afghanistan è sprofondato nella notte oscurantista di una misogina apartheid**. L’Onu definisce la situazione afghana come una «apartheid di genere». Ma specificare di quale genere si tratta, persino nelle espressioni d’impatto, è fondamentale.** È l’apartheid delle donne.**

Le donne, in quanto donne, sono state sostanzialmente deportate nelle case, spazzate via dalla vita pubblica con divieti di andare in bicicletta, divieti di praticare sport, divieti di recitare poesie o cantare in pubblico, divieti di frequentare istituti d’istruzione successiva a quella primaria, divieti di frequentare parchi. Il regime talebanocratico, però, non si accontenta di ciò. **Stando agli ultimi ordini dittatoriali, la segregazione domestica delle donne** – che già di per sé rappresenta una pena socio-esistenziale sostanzialmente inframuraria – **viene aggravata dall’isolamento in spazi casalinghi senza finestre.** Di recente la talebanocrazia ha infatti vietato l’apertura di finestre su aree destinate alle donne e per di più ha imposto di chiudere quelle già esistenti, ordinando alle autorità municipali e ai Dipartimenti competenti di monitorare i cantieri per garantire che non sia possibile vedere nelle case dei vicini. Nel caso in cui tali finestre esistano, come è normale che sia in ogni casa che si rispetti, i proprietari sono incoraggiati a costruire un muro o a ostruire la vista «per evitare fastidi causati ai vicini».

Nella irrazionale e abominevole ottica che ispira l’ordine talebano «vedere le donne lavorare in cucina, nei cortili o raccogliere l’acqua dai pozzi può portare ad atti osceni»: è stata questa la spiegazione, che qui in Italia ordinariamente chiameremmo “ratio legis” ma che non possiamo accostare nemmeno morfologicamente alla parola “ragione”. Ragioniamo (noi!): la loro ‘spiegazione’ parte da un presupposto assolutamente errato**, secondo cui il corpo e l’essenza delle donne sarebbero peccaminosi e quindi criminogeni**, in una visione che congiunge o addirittura fa coincidere oscurantismo religioso e oscurantismo giuridico. **Il vero presupposto da cui partire è invece la bassezza ideologica e psicologica degli uomini talebani attualmente al potere in Afghanistan**: soltanto uomini che hanno un infimo potenziale etico, una fortezza emotiva azzerata e un patologico disequilibrio psicologico-ormonale possono concepire idiozie così tetre come quella di vedere la donna in sé come fonte di peccato, scandalo, reato o come una musa ispiratrice di mere oscenità.

**L’apartheid misogina diventa imbarazzante, oltre che vergognosa, per gli uomini che appoggiano le talebanocrazie in Afghanistan **o in ogni angolo del mondo dove vengono ancora perpetrate queste manifeste forme d’ingiustizia. Ogni Stato di diritto liberaldemocratico deve fare la sua parte. Pure la nostra lotta demolibertaria globale a suon di diplomazia e politica.

Di *Luigi Trisolino*
