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L’apertura di Putin verso Trump e l’ostilità per l’Italia

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In un’intervista di otto minuti, il presidente russo Vladimir Putin concede un’apertura di credito – come mai prima d’ora – al suo omologo americano. Lavrov attacca l’Italia

Putin apertura Trump

Sono durate otto minuti le dichiarazioni che il presidente russo Vladimir Putin ha riservato a Donald Trump, in un’intervista esclusiva al giornalista Pavel Zarubin , durante la cerimonia per celebrare Santa Tatiana – protettrice degli studenti – all’Università di Mosca. “Con l’attuale presidente ho sempre avuto rapporti di lavoro, ma pragmatici e improntati alla fiducia reciproca – ha dichiarato il Putin – Sono d’accordo con lui: se nel 2020 non gli avessero rubato la vittoria, forse non ci sarebbe stata questa crisi in Ucraina. Faremmo meglio a incontrarci e ad avere una conversazione realista su tutte le questioni di comune interesse per gli Usa e per la Russia, sulla base della situazione odierna. Noi siamo pronti”.

Poi, continua: “Siamo disponibili a colloqui anche sui problemi ucraini, ma ci sono questioni che richiedono un’attenzione particolare. Ad esempio, l’attuale capo del regime di Kiev ha emesso un decreto sul divieto di trattativa con noi. Come possiamo riprendere i colloqui, se ora sono proibiti? Se le trattative cominceranno nell’ambito della base normativa vigente, non saranno legittime”.

Mai prima d’ora il presidente russo aveva concesso una tale apertura di credito a un inquilino della Casa Bianca. Neppure al primo Trump. Secondo Reuters, il motivo sarebbe “il raggiungimento di tutti gli obiettivi che Putin si era dato con l’attacco a Kiev”.

Pesantissime, invece, le dichiarazioni del ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, sull’Italia: “Difficile immaginare quale ruolo possa avere un Paese che fin dall’inizio dell’Operazione speciale è stato all’avanguardia della linea ostile antirussa e non solo appoggia “a 360 gradi” e “tanto quanto occorrerà” come ama dire la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il sanguinario regime neonazista di Kiev, ma presta ad esso un notevole aiuto militare e finanziario. Non consideriamo l’Italia né come eventuale partecipante al processo di pace né tantomeno come difensore dei nostri interessi in Europa, cosa che in queste condizioni suona persino ridicola”.

Di Claudia Burgio

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