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title: Veleno populista
description: L’assalto di migliaia di esagitati al Parlamento brasiliano e ad altre sedi istituzionali della capitale Brasilia
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date: 2023-01-10
author: Fulvio Giuliani
url: https://laragione.eu/esteri/lassalto-di-migliaia-di-esagitati-al-parlamento-brasiliano/
categories: [Esteri]
tags: [Evidenza]
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# Veleno populista

![Veleno populista](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2023/01/Brasile.png)

Brasilia come Washington. L’assalto di migliaia di esagitati al Parlamento brasiliano e ad altre sedi istituzionali della capitale Brasilia

**Possiamo scegliere di commentare con accenti allarmistici o – come nostro costume – tentare un approccio più razionale e riflessivo a un evento comunque disturbante.** Quale che sia l’opzione preferita, non potremo comunque meravigliarci dell’assalto di migliaia di esagitati al Parlamento brasiliano e ad altre sedi istituzionali della capitale Brasilia. Perché questi sono i frutti di anni di populismo scellerato nel più grande Paese del Sudamerica. Una potenza mondiale sempre sospesa fra modernità e ricchezza, arretratezza e disperazione. Contesto ideale per un politico fanatico e senza scrupoli come l’ex presidente Bolsonaro che del populismo ha fatto una bandiera, fino a rifiutare i più elementari gesti di cortesia istituzionale. Dopo essere stato sconfitto (sia pur di misura) da Lula, Bolsonaro è ‘scappato’ in Florida dal suo amico e sodale Donald Trump, invece che presiedere a un ordinato passaggio di potere. Molto più di uno sgarbo, è la volontà di non riconoscere la legittimità dell’avversario, prima ancora che del risultato elettorale.

**Oggi dice «Io non c’entro», ma resta la sostanza del segnale lanciato agli estremisti per tentare proprio ciò che fallì a The Donald due anni fa esatti con l’assalto a Capitolo Hill e il rifiuto di riconoscere la vittoria di Joe Biden nel novembre 2020.** Una tragedia politica di cui gli Stati Uniti d’America pagano ancora le conseguenze: dopo quelle ore di follia, Trump non è diventato più pericoloso di prima, semmai è stato riconosciuto come tale da più ampie porzioni di cittadini, prima disposti a concedergli un qualche credito pur di vedere affermati i propri ideali o almeno gli interessi considerati più prossimi. Quello che ha lasciato in eredità il 6 gennaio 2021 è un acido sulle istituzioni democratiche Usa, non tanto (non solo) la paura che l’ex presidente possa devastare le istituzioni americane. Una radicalizzazione degli estremismi, l’aver superato platealmente limiti e confini non scritti e fino ad allora considerati intoccabili. Le democrazie sono sistemi estremamente delicati e si reggono fondamentalmente sul reciproco riconoscimento degli avversari, anche i più accesi, e sul rispetto scrupoloso della legge. La Costituzione su tutto. Venuti meno questi capisaldi, anche se non tutti, può accadere qualsiasi cosa.

**Populismo fa rima proprio con estremismo, avvelenando le democrazie con il rifiuto dei più elementari concetti di equilibrio, bilanciamento fra poteri e osservanza dei limiti costituzionali.** Per il populista, in special modo nella sua versione più fanatica, esiste solo ciò che verrebbe fatto a “favore” o “contro” il “popolo”. Da chi sia composto questo “popolo” nessuno lo sa: si fa riferimento genericamente a quelle fasce di cittadini che risulterebbero vittime delle macchinazioni dei poteri forti, delle multinazionali e di altri fantasmi. Agitati con sapiente maestria dialettica dai Masaniello del Terzo millennio – *slogan* e immagini di grande impatto e immediata comprensione – per solleticare le fantasie di chi è più disposto a confondere la propria poca voglia di lavorare e impegnarsi con presunti soprusi da vendicare. Il populista è innanzitutto una donna o un uomo pronto a credere alle favole che racconta a sé stesso. Un deresponsabilizzato felice. Una politica infantile che ha trovato i suoi campioni in Donald Trump e Jair Bolsonaro, pronti a “ufficializzare” le “realtà alternative” pur di consolidare il proprio potere. L’oggettività non esiste più, resta solo la narrazione e a quel punto vale tutto.

**È un meccanismo che porta a disprezzare le regole stesse della democrazia, ridotte a una parodia nelle parole e nei gesti di *leader***** senza scrupoli.** Un veleno, si diceva, ma un veleno che affascina perché illude che esista una scorciatoia, una soluzione magica per farsi mantenere a vita dallo Stato. Badateci, le rivendicazioni populiste sono quasi sempre di una pochezza imbarazzante: si riducono a una distribuzione di regalie e prebende, in forma di risarcimento per ipotetici “torti” che non si ha neppure l’obbligo di provare. Basta la retorica del potere venduto e affamatore, della “vendetta” su chi ha studiato, si è impegnato, ha mostrato dedizione e spirito di sacrificio nella vita. Perché non c’è nulla di peggio dell’invidia dei perdenti.

Di Fulvio Giuliani
