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title: L’assurda Riviera
description: "La tentazione di derubricare il progetto di Donald Trump per una Riviera a Gaza alla “classica” provocazione è un'illusione"
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date: 2025-02-06
author: Fulvio Giuliani
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categories: [Esteri]
tags: [esteri, guerra, netanyahu, striscia di gaza, Trump]
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# L’assurda Riviera

![riviera-gaza-netanyahu-trump](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2025/02/riviera-gaza-netanyahu-trump-1-1024x639.png)

La tentazione di derubricare il progetto di Donald Trump per una Riviera a Gaza alla “classica” provocazione è un'illusione

No, non è uno scherzo. **La tentazione di derubricare il progetto per Gaza di Donald Trump, esposto durante [l’incontro](https://laragione.eu/esteri/trump-gaza/)alla Casa Bianca con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, alla “classica” provocazione del Presidente per costringere le parti in causa a sedersi a un tavolo e cominciare a trattare è una pericolosa illusione.**

Innanzitutto, qui non stiamo parlando del pur delicatissimo tema dei dazi. **Donald Trump ha istituzionalizzato la sua idea di sgomberare l’intera Striscia dai poco meno di 2 milioni di palestinesi che vi abitano per farne una Riviera. **Trasferirli, perché se scriviamo “deportarli” le anime belle del trumpismo all’italiana si adombrano.

E allora parliamo pure di trasferimenti, ma dove? **Il 47º Presidente Usa lo ha detto e ribadito. Egitto e Giordania dovranno farsi carico dei civili espulsi da quel mare di macerie in cui è stata ridotta la Striscia. Hanno già detto di no.** Ma lo stesso Trump ha sottolineato, con l’espressione di chi la sa lunga, di essere convinto che le cose cambieranno. Il sottinteso è spietato. La Casa Bianca è pronta a mettere sul tavolo la pistola, sotto forma di minaccia di cancellazione degli aiuti economici e militari al Cairo e ad Amman.

Mettere a repentaglio le alleanze stesse e la stabilità interna di questi due Stati lascia con la mascella cadente. **Il dittatore egiziano Al Sisi o il re Abdallah II di Giordania, dovessero solo accennare a un sì a un progetto di delocalizzazione di 2 milioni di palestinesi, vedrebbero esplodere i propri Paesi. Per devastanti tensioni interne da un lato.** Perché il panarabismo è sempre utile alla retorica a quelle latitudini, ma i palestinesi non li vuole nessuno. Come dimostrano decenni di storia amarissima. **E, d'altra parte, perché sotterrare l’idea della formula “Due popoli, due Stati” garantirebbe al generale del Cairo e all’antichissima dinastia hashemita un’autostrada diretta all’inferno.**

Proprio l’aver seppellito i “Due popoli, due Stati” ha portato Trump a ricevere, ieri mattina all’alba, una porta sbattuta in faccia dall’alleato più potente e importante della regione. **L’Arabia Saudita. Un "no" così secco e fragoroso da non lasciare spazio a dubbi. **Riyad, lo sanno tutti, è assolutamente interessata a stabilire rapporti normalizzati con Israele nel quadro dei Patti d’Abramo. Ma l’intero castello si regge sulla capacità del Paese custode dei luoghi santi dell’Islam e baluardo sunnita di difendere l’idea stessa di uno Stato per i palestinesi. È impensabile per un uomo pragmatico, cinico all’occorrenza ma anche visionario come il principe Bin Salman.

A valle di tutte queste considerazioni, ci sarebbe poi lo stupore per l’idea stessa. Sgomberare, traslocare, cacciare, deportare - scegliete voi il verbo - poco meno di 2 milioni di persone. **E poi costruire strutture ricettive, forse una sequenza di resort, alberghi, spiagge attrezzate e vai a capire cos’altro. Una Riviera.** In un’area che potrebbe finire solo sotto controllo diretto di Israele, in buona sostanza annessa.

*Di Fulvio Giuliani*
