---
title: L’attacco iraniano visto da Gerusalemme
description: "In poco più di sei mesi Israele è stata attaccata due volte dalla Repubblica Islamica dell’Iran. L'attacco di martedì visto da Gerusalemme"
featured_image: https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Lalba-su-Gerusalemme-19312148.jpg
date: 2024-10-03
modified: 2024-10-04
author: Anna Mahjar Barducci
url: https://laragione.eu/esteri/lattacco-iraniano-visto-da-gerusalemme/
categories: [Esteri]
tags: [esteri, israele]
---

# L’attacco iraniano visto da Gerusalemme

![L’attacco iraniano visto da Gerusalemme](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2024/10/Lalba-su-Gerusalemme-19312148.jpg)

In poco più di sei mesi Israele è stata attaccata due volte dalla Repubblica Islamica dell’Iran. L'attacco di martedì visto da Gerusalemme

Gerusalemme – **In poco più di sei mesi Israele è stata attaccata due volte dalla Repubblica Islamica dell’Iran**. Lo scorso aprile Teheran aveva lanciato più di 300 droni e missili contro lo Stato ebraico. Martedì sera, un giorno prima dell’inizio delle celebrazioni per il Capodanno ebraico (*Rosh Hashana*), l**a popolazione israeliana è stata nuovamente invitata via cellulare a recarsi nel rifugio più vicino**, dopo che voci di un attacco missilistico iraniano si rincorrevano già dal primo pomeriggio. Infatti vari eventi pubblici serali erano stati cancellati preventivamente e, nel tardo pomeriggio, le strade e i locali di Gerusalemme erano quasi vuoti.

Poco dopo che il Paese aveva appreso dell’attentato terroristico a Jaffa – vicino Tel Aviv, con spari sulla folla alla fermata del tram che hanno causato almeno otto morti – è arrivato l’annuncio dell’Home Front Command di un imminente attacco da Teheran. **Chi ha potuto è andato nel *mammad*, una stanza rafforzata che quasi tutte le nuove abitazioni israeliane hanno in casa**. Altri sono andati nei sottoscala, nei rifugi comuni o, se erano in autostrada, sono usciti dalla macchina e si sono sdraiati per terra, aspettando la fine dell’attacco.

**A Gerusalemme la sirena ha suonato tre volte e dai rifugi si udivano forti scoppi di missili**. L’elettricità e la connessione Internet funzionavano regolarmente, quindi nella mezz’ora o più dell’attacco la maggioranza della popolazione – soprattutto i più giovani – si è attaccata a WhatsApp e a Instagram, scrivendo ad amici e familiari per avere notizie di ciò che stava accadendo in altre zone del Paese. «**Quando finisce l’attacco? Un’altra sirena? Tutti bene? Rimaniamo uniti**» scrivevano nelle *chat* i ragazzi, già abituati a pensare alla guerra e alla morte, mentre piovevano missili iraniani sul Paese e anche nella West Bank e in Giordania.

**Dopo la fine dell’attacco l’esercito ha inviato a tutti i cittadini un messaggio sul cellulare, informando che era finalmente possibile uscire dai rifugi**. In Israele non è stato riportato nessun danno grave e non vi è stato alcun morto. A Gerusalemme i mezzi di trasporto pubblico hanno subito ricominciato a funzionare e i ristoranti hanno continuato il servizio come se nulla fosse accaduto. L’unica vittima dell’attacco missilistico iraniano è stata un giovane gazaui che si trovava a Jericho, nella West Bank. Sembra inoltre che cinque guardie rivoluzionarie iraniane siano rimaste uccise durante il lancio dei missili balistici.

**Israele ha pertanto annunciato che la difesa dall’attacco è stata un successo e che adesso è il momento di prepararsi alla risposta**. Non è però chiaro quando questa avverrà, ma sarà coordinata con gli Stati Uniti. Intanto, i *media* legati alle Guardie rivoluzionarie hanno già minacciato che, se verranno colpite le raffinerie, l’Iran colpirà giacimenti petroliferi in Arabia Saudita, Emirati Arabi, Azerbaijan, Kuwait e Bahrain. Se ciò accadesse, vorrebbe dire che il prezzo del petrolio salirebbe a centinaia di dollari per gallone. Una buona notizia per il presidente russo Vladimir Putin ma non per l’amministrazione democratica americana, che si prepara alle elezioni di novembre. Il *target* di un attacco potrebbero quindi essere le installazioni militari o la stessa *leadership* della Repubblica Islamica.

**Intanto la popolazione si prepara a riunirsi in famiglia per *Rosh Hashana*.** Nonostante le scuole siano chiuse per le vacanze religiose, i ragazzi non sono però, come di solito, nei bar del centro. Inoltre i mercati e le strade sono per lo più deserti. Come ogni Capodanno, l’augurio – «*Shanah tovah umtukah!*» – è che l’anno nuovo possa essere dolce come le mele con il miele. **In molti sostengono però che la guerra potrebbe essere cominciata solo adesso**.

*di Anna Mahjar-Barducci*
