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title: L’“autogol” di Trump in Iran tra Putin, Xi e alleati irritati
description: A guardare le mosse di Trump, più che una exit strategy il suo sembra un vero e proprio autogol geopolitico
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date: 2026-03-14
author: Massimiliano Lenzi
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categories: [Esteri]
tags: [esteri]
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# L’“autogol” di Trump in Iran tra Putin, Xi e alleati irritati

![Trump](https://laragione.eu/wp-content/uploads/2026/03/TRE-FOTO-35-1024x639.jpg)

A guardare le mosse di Trump, più che una *exit strategy* il suo sembra un vero autogol geopolitico

**Due parole stanno conquistando la ribalta in queste ore: *exit strategy*. Tradotte in italiano: cercare una via di uscita alla guerra in Iran. **Sarebbe ciò a cui sta pensando il presidente americano Donald Trump dopo aver deciso, a fine febbraio (assieme al *leader* israeliano Benjamin Netanyahu), l’attacco a Teheran senza aver ben presente, perlomeno vista da Washington, il fine ultimo della guerra. **A guardare le mosse di Trump, più che una *exit strategy* il suo sembra un vero autogol geopolitico. **

**La Casa Bianca ha infatti deciso di sbloccare gli acquisti del petrolio russo** – dopo che la guerra all’Iran ha fatto schizzare il prezzo dell’oro nero – **allentando di fatto le sanzioni a Mosca, in aperta divergenza con gli alleati europei e rifinanziando così, con soldi americani, le casse russe**. Soldi che Mosca potrà spendere per la sua guerra d’aggressione all’Ucraina e per sostenere il regime degli *ayatollah*. 

**A ciò va aggiunto che gli Usa stanno portando avanti un lavorio diplomatico per arrivare all’annunciato incontro, quest’anno, fra Trump e il presidente cinese Xi Jinping**, altro alleato di Teheran (che infatti continua a far passare dallo Stretto – chiuso – di Hormuz il petrolio per Pechino). Domani e dopodomani, come annunciato dal Dipartimento del Tesoro statunitense, il segretario Scott Bessent e il vicepremier cinese He Lifeng si incontreranno a Parigi. Interessante leggere come Bessent ha dato la notizia: «Grazie ai legami di reciproco rispetto tra il presidente Trump e il presidente Xi, il dialogo commerciale ed economico tra Stati Uniti e Cina sta procedendo».

**In questi giorni la reazione di Pechino, nonostante la guerra all’Iran, è rimasta calma, con parole di condanna dell’azione israelo-americana ma senza colpi di testa, neppure su Taiwan che la Cina considera terra patria**. L’impressione, mettendo assieme le mosse di Trump riguardo a Russia e Cina, è che più che una *exit strategy* quello che va cercando il presidente americano sia avere una mano da Putin e Xi per indurre l’Iran alla ragionevolezza rispetto alle sue risposte militari contro gli attacchi di Usa e Israele.

**In questo scenario, a completare il *puzzle* dell’autogol trumpiano mancano ancora alcuni pezzi. Il primo è l’aver lasciato, di fatto, a Israele la decisione sui tempi e sulla condotta degli attacchi all’Iran.** Il secondo, **essersi messo **– come sottolineato dal ministro italiano della Difesa Guido Crosetto (che non è lo spagnolo Pedro Sánchez, visti gli ottimi rapporti fra la presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni e Trump) – **fuori dal diritto internazionale, spingendo gli alleati europei (dalla Francia al Regno Unito sino alla Spagna) a una serie di distinguo o di prese di distanza.**

**Non aver avvisato né l’Unione Europea né le principali cancellerie del Vecchio continente sull’attacco all’Iran, oltre alla rottura d’una reciproca fiducia fra alleati occidentali, ha portato a un crescente inaridimento dei rapporti, già provati dalle politiche Usa sui dazi.** Potremmo chiamarla sindrome della desertificazione, una sindrome che vale non solo nelle relazioni con gli alleati ma pure per la *troika* a Washington perché Trump, dopo essersi circondato di falchi alla Casa Bianca, da JD Vance a Marco Rubio sino al disastroso ministro della Guerra Pete Hegseth, s’è ritrovato col confondere – come capacità di resistenza e struttura di regime – l’Iran degli *ayatollah* col Venezuela di Maduro. 

Quanto all’Italia, che con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il suo governo di centrodestra ha puntato a far da ponte fra Trump e l’Europa,** prima sui dazi e poi su alcune scelte azzardate della politica estera statunitense, ora si trova spiazzata. **E la Cassazione di questa situazione sono le parole del ministro della Difesa Guido Crosetto su cosa devono fare l’Italia e l’Ue: **«Non siamo stati consultati (...). Ora non possiamo fare altro che prendere tutte le possibili contromisure per tutelare i nostri cittadini, i nostri militari, la nostra economia».**

di *Massimiliano Lenzi*
